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Le due sinistre
e il caso Scalfari

Le due sinistre <br> e il caso Scalfari

di Paolo Pagliaro

(12 dicembre 2017) Un pezzo della sinistra non lo dice apertamente, ma vagheggia un qualche tipo di “sponda” con i Cinque Stelle, visti come una sorta di sinistra più idealista e pura. Mentre c’è un’altra parte, quella che fa capo a Renzi e al Pd, convinta che, in assenza di una maggioranza autosufficiente, si potrebbe varare un governo con Forza Italia. Lo sostiene il sociologo Luca Ricolfi, secondo il quale  c’è lo scontro tra queste due sinistre all’origine del putiferio sollevato da  Eugenio Scalfari  quando ha  detto che Berlusconi è meno peggio di Di Maio. Ricolfi i dedica all’episodio un lungo e polemico commento sul sito della Fondazione Hume, in cui difende Scalfari da accuse che giudica scomposte e ingenerose.
In realtà, nota Ricolfi, il dissenso va ben oltre la questione delle alleanze post-elettorali. C’è infatti una parte del popolo di sinistra che ritiene che le grandi battaglie per cambiare il Paese siano quelle sulla corruzione, il funzionamento della giustizia penale, il conflitto di interesse, i diritti delle minoranze, l’accoglienza dei migranti, le coppie di fatto, la bioetica, l’ambiente, eccetera. Tutte cose che riguardano soprattutto le regole.
C’è poi un’altra parte del popolo di sinistra (probabilmente minoritaria) che, pur non disdegnando le grandi battaglie civili, crede che il futuro si giochi su temi più legati all’economia come debito pubblico, occupazione, tasse, welfare, giustizia civile, competitività.
Il punto è che, se ci si colloca in questa seconda prospettiva, allora tutto cambia.
Allora quel che ci si chiede non è che cosa pensa Di Maio del fine vita, o dei diritti dei gay, o delle politiche di accoglienza, ma che cosa succede allo spread dei nostri titoli di Stato se al governo va una forza politica che non ha mai governato, è anti-europea, e nel suo programma ha parecchie misure che potrebbero scassare i conti dello Stato.
E a una persona come Scalfari, che sicuramente detesta Berlusconi ma ha una formazione culturale da economista, il patron di Forza Italia – conclude Ricolfi - non può che sembrare il male minore.

 

 

 

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