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direttore Paolo Pagliaro

Deponete le armi
sfidatevi a parole

Deponete le armi <br> sfidatevi a parole

di Paolo Pagliaro

“Last Word è un gioco di ruolo diverso da tutti gli altri perché per avanzare di livello e far progredire il proprio personaggio non ci si deve avventurare in combattimenti a colpi di lotta fisica oppure attraverso la magia. L’unica arma è quella della dialettica che si deve sapientemente sfruttare per duelli con gli avversari in dibattiti all’ultimo respiro. O, meglio dire, all’ultima parola”. Così Wired presenta oggi il nuovo videogioco che cerca la sua fetta di pubblico giovanile grazie a un claim che recita così: “Viviamo in un mondo in cui avere l’ultima parola significa detenere il potere”.
Certo, non si tratta di una novità  assoluta.  Già la democrazia ateniese esigeva che i cittadini fossero esperti dell’arte del discorso, perché solo attraverso i discorsi essi potevano prendere parte alla vita politica e prendere la parola nei tribunali. La retorica era un’arte apprezzata anche nell’antica Roma. Allora non c’erano i videogiochi ma in compenso si  producevano scritti come la Retorica di Aristotele, il De oratore di Cicerone e l’Institutio oratoria di Quintiliano.
La capacità di usare con appropriatezza ed efficacia  la parola in pubblico si è un po’ persa nei secoli successivi. Il suo abuso, la vana e artificiosa ricerca dell’effetto,  ha fatto sì che retorica diventasse un parolaccia. Ora  il videogioco ha un’occasione per restituirle l’antica dignità. Cari sviluppatori di Last Word, sorprendeteci. 

 

(© 9Colonne - citare la fonte)