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ELISABETTA SERAFIN PRIMA DONNA SEGRETARIO GENERALE DEL SENATO

Ritratti
Una galleria giornalistica di ritratti femminili legati all'Unità d'Italia. Donne protagoniste nell'economia, nelle scienze, nella cultura, nello spettacolo, nelle istituzioni e nell'attualità. Ogni settimana due figure femminili rappresentative della storia politica e culturale italiana passata e presente.

ELISABETTA SERAFIN PRIMA DONNA SEGRETARIO GENERALE DEL SENATO

Accadono cose che non nascono per essere risposte a domande sollevate in altre sedi, ma che finiscono per esserlo, come l’elezione di Elisabetta Serafin a segretario generale del Senato; la prima donna a sedere su quella poltrona di superburocrazia parlamentare. In un momento in cui molte centinaia di donne sono scese in piazza per difendere la categoria, per dare un segno di presenza sulla scena non solo politica ma sociale, arriva la nomina della Serafin, che anzi precede di qualche giorno l’evento di “Se non ora quando”. Un'altra coincidenza felice l’aveva già segnata, quando il primo maggio del 1985 - dunque la festa dei lavoratori - diventava per concorso consigliere parlamentare. Ed ora affianca il presidente del Senato, Renato Schifani, nel ruolo che era stato prima di Antonio Malaschini, passato a consigliere di Stato. Con abile diplomazia, come primo impegno istituzionale ha scelto di andare in visita presso i gruppi parlamentari, cominciando da coloro che non hanno votato a suo favore, e quindi ha stretto la mano ad Anna Finocchiaro e a Luigi Zanda, del Partito democratico. E poi è andata a raccogliere la soddisfazione di chi l’ha sostenuta. Le senatrici del Pdl hanno scritto una nota per mettere in risalto il primato segnato da Elisabetta Serafin: “È la prima volta che una donna raggiunge il vertice dell'amministrazione di un organo costituzionale. Vivo apprezzamento al presidente del Senato, Renato Schifani, per una scelta che ha voluto coniugare altissimi meriti e competenze alla scelta di genere”. Anche le file dell’Unione di Centro hanno espresso benevolenza, attraverso le parole del capogruppo Giampiero D’Alia, che ha sottolineato “l'esaltazione del ruolo delle donne che, a differenza di una esigua minoranza, sono veramente al servizio dello Stato. La decisione di eleggere Elisabetta Serafin alla guida dell'amministrazione del Senato deve essere valutata quindi dal punto di visto istituzionale e non politico, perché il Senato ha inteso premiare una donna che serve le istituzioni da parecchi anni”. Barbara Saltamartini, vice presidente del gruppo Pdl alla Camera e responsabile per le Pari opportunità del partito, parla di una giornata molto importante perché: “dopo settanta anni si rompe un tabù e per la prima volta una donna arriva ai vertici di Palazzo Madama”. Un apprezzamento arriva anche da Emanuela Baio, da poco uscita dal Pd per entrare nell’Api di Rutelli, che ha deciso di votarla con queste motivazioni: “Sono convinta che le cariche burocratico-istituzionali debbano essere frutto di una condivisione. Il segretario generale è la seconda carica burocratica del Paese e credo debba rappresentare la pluralità del Senato, al fine di garantire indipendenza ed imparzialità per un corretto svolgimento dell'attività parlamentare e legislativa”. E poi aggiunge una cosa che di politico ha poco: “Proviene da una famiglia semplice ed è una donna”. Un attestato di stima che conferisce maggior autorevolezza alla neo-segretaria generale, la prima in gonna.

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