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Da Pontida, sede del tradizionale raduno dei sostenitori della Lega Nord, Umberto Bossi aveva lanciato un messaggio chiaro a Roma, al Parlamento e al governo presieduto – ancora non sa dire per quanto tempo neanche il Senatur – dall’amico Silvio: il ministero per le Riforme istituzionali e il ministero delle Semplificazioni vanno trasferiti alla Villa Reale di Monza, come chiesto dalla Lega durante la campagna elettorale per le amministrative. E ora l’accordo tra il Pdl e la Lega sul trasferimento di uffici di rappresentanza pare essere arrivato. Le richieste leghiste parlavano del trasferimento di quattro ministeri a Milano, Monza e Mantova, tuttavia dal vertice tenutosi a palazzo Grazioli è emerso un “no” al “movimemnto” dei ministeri e un “sì” al trasferimento di alcuni dipartimenti, probabilmente a Milano e a Monza. “Il mio ministero e quello di Calderoli – aveva detto Bossi alla folla - verranno in Lombardia, a Monza, dove il sindaco ci ha messo a disposizione una sede” presso la Villa Reale della città brianzola. Berlusconi doveva firmare ma ha avuto paura”. Sulla spianata di Pontida quest’anno sono stati 80mila i militanti della Lega, un numero record, segno della voglia di cambiare che il Senatur, durante il suo intervento di 45 minuti, non ha nascosto per niente ma che forse il pubblico avrebbe voluto che fosse più decisa: “Berlusconi non dia nulla per scontato – dice Bossi alla folla che grida ‘secessione’ - Può darsi che la Lega dica stop”. Un ribaltone, però, ammette il Senatur, adesso favorirebbe la sinistra. In ogni caso, ha aggiunto, non è detto che Berlusconi duri fino al 2013 e neanche che il Carroccio gli resti fedele alla prossima tornata elettorale: “La sua leadership potrebbe finire se non rispetterà le nostre proposte politiche”, ribadisce il Senatur. Tra queste – altro cavallo di battaglia della Lega – il taglio delle tasse: “Un po’ di soldi si possono trovare”, dice ancora Bossi, dalla fine delle missioni di guerra “che costano tantissimo”. Ora il suo interlocutore è Tremonti: “Caro Giulio se vuoi avere i voti della Lega non puoi toccare più i comuni, gli artigiani, le piccole imprese. Le tue leggi finanziarie non potranno toccare i comuni, bisogna riscrivere il Patto di stabilità dei comuni”. Gli ultimatum della Lega sono contenuti in un volantino distribuito al termine del discorso di Bossi: entro due settimane, per esempio, il Consiglio dei ministri deve approvare la riforma costituzionale che prevede il dimezzamento del numero dei parlamentari e il senato federale. Al popolo della Padania però potrebbe non bastare: “Maroni presidente del Consiglio”, recita uno striscione.MINISTERI: CRITICHE DA CEI, MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE (NoveColonne ATG) Roma - “Un gesto di grandissimo disprezzo per il Sud”. Secondo la Conferenza episcopale rappresentano questo le parole di Umberto Bossi e in particolare la sua richiesta di spostare i ministeri al Nord. Dopo il raduno di Pontida l’arcivescovo Giancarlo Maria Brigantini, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali, il lavoro, la giustizia e la pace, dà il suo giudizio sul discorso del Senatur sottolineando come “la Lega paradossalmente” ripeta “gli errori che rimprovera a Roma”. Con lo spostamento dei dicasteri a Nord “l’Italia del Sud si sentirà ancora più deprivata”, afferma l’arcivescovo che si domanda “come vedranno dalla Calabria o dalla Sicilia il dover andare a Milano” per raggiungere i ministeri. “A meno che – prosegue - non ci siano altri ministeri che, con la stessa logica, vengono portati a Palermo”. La soluzione per il Nord secondo il rappresentante della Cei non sono le “strutture amministrative per motivi di lavoro”. Il Nord “ha bisogno di progettualità, ha bisogno della parola magica che la nostra Settimana Sociale ha rilanciato, che si chiama ‘intraprendere’”. Il compito della Chiesa, secondo l’arcivescovo, è quello di “frenare queste mire secessionistiche” e “rimotivare dall’interno, con forte valenza biblica, la passione dell' intraprendere dei cristiani”. Soprattutto in questa fase storica in cui “le difficoltà economiche, la crisi istituzionale, anche dopo gli sconvolgimenti prodotti dai referendum e dalle elezioni, hanno indotto in molto elettorato un clima di paura e di chiusura”. “È la grande tentazione dei momenti di crisi”, ma “la crisi – aggiunge Brigantini - non si vincerà mai da soli rintanandosi, si vince piuttosto riaprendosi, perché solo così sarà possibile far entrare aria nuova, cioè sfidando il futuro e non rannicchiandosi dentro i propri egoismi”. La proposta leghista dello spostamento dei ministeri al Nord ha provocato anche la reazione del sindaco di Roma Gianni Alemanno e della presidente della Regione Lazio Renata Polverini: sono loro, infatti, le prime firme che compaiono nella petizione popolare per dire no alla proposta del Carroccio promossa dalla governatrice del Lazio. Per raccogliere le firme è stato allestito un gazebo in piazza del Pantheon a Roma. Con la mozione si chiede al Parlamento di “adottare ogni iniziativa, anche di carattere legislativo, affinché vengano confermate le funzioni di Roma Capitale quale centro dell’azione di governo e sede delle istituzioni ad esso correlate anche quale segno tangibile dell' unità nazionale”. Anche il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini ha sottoscritto la mozione e dichiara: “Roma è la Capitale d' Italia, non c’è bisogno di nuovi sprechi né di buffonate ma c’è bisogno di serietà”. “I ministeri – aggiunge Casini - stanno a Roma come in Germania stanno a Berlino e in Francia stanno a Parigi. È talmente evidente che, di fronte ad una crisi economica come quella attuale, non dovremmo neanche perdere tempo a discuterne”. GOVERNO, MARCEGAGLIA: AL PIU’ PRESTO MANOVRA E RIFORMA FISCALE (NoveColonne ATG) Roma - Approvare il prima possibile la manovra da 40 miliardi e andare avanti con i provvedimenti per aiutare la crescita, “tra cui la manovra fiscale che pensiamo debba essere a parità di pressione fiscale complessiva”. È questa la soluzione proposta dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia per uscire da questa “fase delicata” e favorire lo sviluppo dell’Italia. “Abbiamo chiesto - ha detto Marcegaglia - contemporaneità tra rigore e crescita e, in questo momento delicato in cui è in discussione il piano di salvataggio della Grecia e Moody's ha dato un avvertimento, è essenziale approvare il prima possibile la manovra da 40 miliardi che è nel piano nazionale delle riforme ed è stata approvata dal Parlamento e dalla Commissione europea. Contemporaneamente – prosegue la Marcegaglia - deve andare avanti una serie di provvedimenti che possono aiutare la crescita, tra cui la manovra fiscale e bisogna abbassare le tasse su imprese e lavoro dipendente, magari rialzando la tassazione sulle rendite finanziarie, lavorando sull’assistenza e su qualche lieve aumento delle aliquote iva. Sono cose che devono andare di pari passo”. Se la manovra “non sarà varata nei prossimi giorni saremo nei guai” e “chi dice che questa manovra il Paese non la regge dice una falsità. Bisogna farla. Lo stock del debito che abbiamo è enorme”. “È vero che la crisi è alle spalle, ma per i mercati finanziari è una fase delicata” ha proseguito la numero uno di Confindustria che teme che dopo la Grecia, “il rischio è che arrivino guai anche per noi”. “Continueremo a spronare il governo affinché vari questa manovra”. Governo che, secondo la Marcegaglia, “su mercato e liberalizzazioni non ha fatto niente, anzi, ha fatto passi indietro. Vi chiediamo con forza che nelle azioni per la crescita che saranno varate nei prossimi giorni ce ne siano anche di forti per liberalizzazioni e mercato”. E una stoccata arriva, oltre che al governo, anche ai politici. “Sappiamo che i costi della politica incidono poco, ma nel momento in cui tutti saremo chiamati a fare sacrifici è inaccettabile che la politica non sia la prima a dare il buon esempio” e portare gli stipendi “a livello degli altri Paesi”. LIBIA, NAPOLITANO: NOSTRO IMPEGNO E’ RESTARE SCHIERATI   (NoveColonne ATG) Napoli - L’Italia rimarrà fino in fondo in Libia, con buona pace delle richieste leghista di ritiro delle truppe impegnate a Tripoli: lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della giornata del rifugiato. “E' nostro impegno - ha sottolineato il Capo dello Stato - sancito dal Parlamento, restare schierati con le forze di altri paesi che hanno raccolto l'appello delle Nazioni Unite. L'afflusso sulle nostre coste di rifugiati e richiedenti asilo di varie nazionalità africane, pone problemi non lievi alle nostre istituzioni e amministrazioni. Problemi non lievi perché si tratta di un afflusso improvviso e intenso, giorno dopo giorno, e perché esso si è aggiunto ad un afflusso, anch'esso bruscamente intensificatosi, di immigrati illegali provenienti dalla Tunisia. Non si deve perdere, da parte dell'opinione pubblica italiana, la distinzione tra i due fenomeni : bisogna affrontarli insieme ma su piani anche giuridicamente diversi, secondo le rispettive regole quali finora definite in sede di Unione Europea”. Non solo: secondo Napolitano “non è immaginabile che ci si possa adagiare o attardare in egoistiche chiusure nazionali; che ci si possa illudere di esorcizzare così la realtà che preme alle nostre porte, la pressione che si trasmette da un continente all'altro per effetto dell'aspirazione alla pace e alla vita che muove tanti diseredati”. “L'Italia – conclude il Capo dello Stato - si sta misurando con le ricadute dei movimenti liberatori, dei veri e propri moti rivoluzionari, che da mesi stanno scuotendo il mondo arabo, il Nord Africa, il Medio Oriente. Essa di certo non poteva guardare con indifferenza o distacco agli avvenimenti in Libia; non poteva rimanere inerte dinanzi all'appello del Consiglio di Sicurezza”. Secondo l’inquilino del Quirinale “è giusto, in questa occasione, sollecitare attenzione e collaborazione, innanzitutto al livello europeo, per le prove cui sta facendo fronte l'Italia, considerando che essa rappresenta agli occhi tanto dei migranti in cerca di lavoro e di vita migliore, quanto dei richiedenti protezione e asilo, la porta dell'Europa. Il problema che ci si pone è piuttosto quello di colmare i vuoti che ancora presentano la nostra legislazione nazionale e il nostro sistema di accoglienza, protezione e integrazione”. In questo contesto il Presidente Napolitano ha sottolineato come "sia stato importante il recepimento in Italia delle direttive europee del 2003, 2004 e 2005 in materia di asilo, e come, proprio di fronte alle recenti emergenze, la nostra Guardia Costiera e la nostra Marina Militare si siano generosamente impegnate per il salvataggio di profughi diretti verso le coste siciliane su imbarcazioni a rischio di naufragio. E a ciò hanno cooperato - ha concluso il Capo dello Stato - con slancio e abnegazione, specie a Lampedusa, tanti cittadini, autorità locali e forze di polizia. Purtroppo non si è riusciti ad evitare orribili sciagure, vere e proprie stragi di innocenti, vittime di un turpe criminoso traffico di esseri umani che richiede ben più energici interventi della comunità internazionale. Questo è lo spirito, questi sono gli intenti, secondo i quali - ha detto Napolitano rivolgendosi all'Alto Commissario Guterres - confido che l'Italia farà la sua parte, contando su un più efficace e coordinato impegno comune”. GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO: APPELLO DEL PAPA, LA JOLIE A LAMPEDUSA    (NoveColonne ATG) Agrigento - “E’ un onore essere qui in questa bellissima isola. E' la prima volta che vengo e spero di tornare. Voi non immaginate quel che avete rappresentato quest’anno per tutte quelle persone che cercano aiuto disperatamente”. A parlare è l’attrice americana e ambasciatrice dell’Onu, Angelina Jolie, a Lampedusa in occasione della Giornata internazionale per i rifugiati. La star di Hollywood, giunta sull’isola con un aereo privato ha vistato il centro di accoglienza di contrada Imbriacola dove ci sono un centinaio di migranti e si è poi recata nella ex base Loran dove ci sono quasi trecento minori. La Jolie ha anche incontrato l’Alto Commissario Onu per i Rifugiati Antonio Guterres. “Io sono americana – ha detto la compagna Brad Pitt - una terra che ha tratto benefici dall’immigrazione, quindi non posso dire all’Europa cosa fare. Ma posso dire che sono grata agli italiani e ai lampedusani per aver tenuto i confini aperti”. “Nel mondo – ha concluso l’attrice di serve più tolleranza”. Anche il Papa ha ricordato l’importanza della Giornata Mondiale del Rifugiato: “In tale circostanza, quest’anno si celebra il sessantesimo anniversario dell’adozione della Convenzione internazionale che tutela quanti sono perseguitati e costretti a fuggire dai propri Paesi. Invito quindi le Autorità civili e ogni persona di buona volontà a garantire accoglienza e degne condizioni di vita ai rifugiati, in attesa che possano ritornare in Patria liberamente e in sicurezza” è stato l’appello del Pontefice.REGIONIITALIA – ALBANIA, BASILICATA RICEVE MINISTRO IMAMI  (NoveColonne ATG) Potenza - “Come membro del governo albanese ho avuto la possibilità di incontrare, in questi giorni, molti sindaci lucani. Sicuramente la visita al presidente De Filippo, suggella la volontà del nostro governo di approfondire le relazioni con questa regione”. Con queste parole il Ministro della Difesa della Repubblica di Albania, Arben Imami, ha salutato il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo. “Sicuramente la Basilicata – ha aggiunto Arben Imami- insieme alla vicina Puglia potrà svolgere un ruolo sempre più importante nelle relazioni tra l’Italia e il nostro Paese”. “Il lavoro del Comitato Atlantico Italiano – ha detto ancora il ministro albanese - è un tassello importante per la sicurezza, in questo momento molto fragile. L’Italia ha fortemente sostenuto il lungo processo di transizione dell’Albania da stato dittatoriale a democrazia. Anche grazie a questo apporto l’Albania è oggi membro della Nato ed ambisce ad entrare presto nell’Unione Europea. La condivisione con l’Italia della presenza militare in Afganistan – ha concluso il ministro Imami è una testimonianza della valida e fattiva collaborazione tra i nostri Paesi”. Anche il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, ha toccato i temi della sicurezza e delle relazioni con l’Albania. “C’è una profondissima ed antica storia di relazioni con la vostra terra – ha osservato De Filippo. Una storia – ha aggiunto - che si intreccia oggi con i grandi e gravi problemi di sicurezza. L’Italia e l’Albania – ha detto ancora De Filippo - sicuramente potranno svolgere funzioni molto importanti nella difficile missione del presidio dei mare. Un mare – ha osservato De Filippo - che deve essere sempre più luogo di relazioni e speriamo anche di tolleranza e di pace. Ci sono poi tante possibilità per accrescere le relazioni nei settori dell’economia, dell’energia, dell’agricoltura, del turismo e della cultura- ha aggiunto De Filippo. La Basilicata ha costanti relazioni imprenditoriali con l’Albania e spero che questa visita, insieme all’importante convegno del Comitato Atlantico Italiano possano suscitare nuovi e più profondi interessi per la nostra terra”.LA PUGLIA DELL'AEROSPAZIO TORNA AL PARIS AIR SHOW(NoveColonne ATG) Bari - La Puglia dell’aerospazio torna in Francia. Archiviata tra le esperienze positive la missione promozionale svoltasi lo scorso dicembre a Tolosa in occasione della business convention “Aeromart”, la Puglia si appresta ad atterrare all’aeroporto “Le Bourget” di Parigi per partecipare all’edizione 2011 del Paris Air Show. Alternandosi al salone che si svolge durante gli anni pari presso l’aeroporto di Farnbourough (sobborgo di Londra), l’Air Show parigino rappresenta il più importante evento per l’industria aerospaziale a livello mondiale: l’ultima edizione, svoltasi nel 2009, ha fatto registrare oltre 2 mila espositori, circa 138 mila visitatori ed oltre 200 delegazioni internazionali. La formula dell’evento abbina l’esposizione delle novità nel campo delle produzioni e delle soluzioni tecnologiche aeronautiche ed aerospaziali a una borsa d’affari, dove fornitori e committenti, sia di grandi e sia di piccole imprese, possono definire opportunità di collaborazione. La partecipazione pugliese, curata dall’Area politiche per lo Sviluppo economico, il Lavoro e l’Innovazione con il supporto operativo dello Sprint Puglia e in collaborazione con il Distretto produttivo Aerospaziale Pugliese, si inserisce nella strategia delineata nel programma di promozione dell’internazionalizzazione dei sistemi produttivi locali per il 2011, che mira a sostenere e consolidare l’apertura verso i mercati esteri delle imprese pugliesi in settori, come l’aerospazio, in cui le opportunità di collaborazione economica in ambito internazionale risultano ampie.EMIGRAZIONE, CASTELFIDARDO: EMOZIONI PER 'MARCHIGIANI NEL MONDO'  (NoveColonne ATG) Ancona -Intensa ed emozionante la conclusione dei lavori, il 19 giugno, del Consiglio dei Marchigiani nel mondo con due appuntamenti che rimarranno nel cuore dei 52 delegati delle associazioni di marchigiani all’estero arrivati da tutto il mondo a Sirolo. Nell’accogliente cornice di Numana, con le musiche del maestro Marco Santini e le voci di Tiziana Bonifazi e Giuseppe Russo, il giornalista Rai Giancarlo Trapanese ha intervistato l’autrice del libro “In mio figlio vivrai per sempre”, Rita Amabili Rivet. Una serata in cui si sono alternati i racconti degli emigranti le difficoltà e le soddisfazioni di chi ha avuto il coraggio di emigrare e l’amore intatto per la propria terra e le origini dei padri. Domenica 19 giugno infine, all’interno delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia a Castelfidardo il neoeletto sindaco Mirco Soprani ha accolto l’assessore alla Emigrazione della Regione Marche Luca Marconi, il presidente della Consulta dei marchigiani nel mondo Emilio Berionni e il generale Cancellieri in rappresentanza dei marchigiani in Italia. Dopo la lezione del professor Gilberto Piccinini sulla storia di Castelfidardo e dopo aver visitato il museo della fisarmonica, è stata posta una corona alla memoria sul monumento a Cialdini. A Castelfidardo, quindi, si è conclusa la tre giorni dei marchigiani all’estero nel luogo in cui si è combattuto e vinto per l’Unità d’Italia, fra diversi popoli d’Europa che costituivano l’esercito del Papa, fra l' Italia del nord e del sud poi unite nell’unico popolo. ITALIA NEL MONDOITALIA-AUSTRALIA, MANTICA: LA NOSTRA COMUNITÀ SI FA ONORE IN OGNI CAMPO  (NoveColonne ATG) Sydney - “Le radici italiane sono oggi intrecciate al tessuto socio-economico dell’Australia e la collettività italiana è ben rappresentata in tutti i campi di attività e si è fatta onore con storie di successo in politica, nelle arti, nelle imprese industriali e nelle professioni liberali”. Così, da Sydney, in un passaggio del discorso tenuto di fronte alla collettività imprenditoriale, il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica ha sintetizzato i successi dell’emigrazione italiana in Australia. La visita è incentrata sulle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, ma sono molti altri gli spunti di interesse legati alla visita dell’esponente della Farnesina: dall’integrazione della comunità italiana fino ai rapporti economici tra i due Paesi. “L’amicizia tra Italia e Australia è forte - ha detto Mantica, parlando alla Camera di Commercio italiana di Sydney - Condividiamo gli stessi valori, siamo impegnati per la soluzione delle stesse sfide e collaboriamo nei maggiori fori internazionali. Le relazioni bilaterali traggono forza dalla inestimabile risorsa della comunità di origine italiana. L’italiano è la seconda lingua più parlata e studiata in Australia dopo l’inglese”. Se l’integrazione è perfetta dal punto di vista culturale, non lo è meno da quello economico e finanziario. “L’Italia detiene il terzo posto tra i partner economici europei dell’Australia - ha ricordato il sottosegretario - con investimenti italiani complessivamente pari a circa 1,9 miliardi di dollari, 150 società italiane ben radicate e molto dinamiche sulla scena delle gare d’appalto per le nuove infrastrutture, con contratti per un valore di 5 miliardi nell’ultimo biennio”. “I rapporti economico-commerciali fra Italia e Australia godono di ottima salute – ha aggiunto - come dimostrato dal positivo andamento dell’intercambio bilaterale, dalla crescente presenza delle imprese italiane sul mercato australiano e dalla frequenza delle missioni della nostra industria”. A dare valore alle parole di Mantica ci sono i dati Istat: nel 2010, secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica, l’intercambio di merci tra Italia e Australia è ammontato a 3,6 miliardi di euro, con una crescita del 18% rispetto al 2009. “La tendenza ha continuato ad essere positiva anche ad inizio 2011 – ha sottolineato l’esponente della Farnesina - Secondo l’Istat, nei primi due mesi del 2011 le esportazioni italiane in Australia sono cresciute del 10,5% rispetto allo stesso periodo del 2010, mentre l’intercambio bilaterale è cresciuto del 23%”. Da un’analisi nel dettaglio dei dati emerge come a essere apprezzato sia soprattutto “l’elevato contenuto tecnologico” dei prodotti italiani: non a caso, le principali voci delle esportazioni italiane in Australia – ha ricordato Mantica – “sono costituite da beni strumentali - quali macchinari e apparecchi elettrici - veicoli a motore (automobili, moto-veicoli, locomotori) e prodotti chimico-farmaceutici”. ITALIA-AUSTRALIA, MANTICA: STORIA EMIGRAZIONE RICHIEDE DOPPIO SFORZO  (NoveColonne ATG) Sydney -“C’è nelle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia un messaggio preciso: riportare la storia dell’emigrazione nella storia d’Italia. Si tratta però di un lavoro doppio: da un lato, deve esserci un lavoro del governo e delle istituzioni nazionali, ma, dall’altro, deve esserci anche un grande impegno da parte delle comunità all’estero”. A parlare è il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica che, in un’intervista alla SBS, ha toccato i temi caldi dell’emigrazione e della politica italiana. In occasione della sua visita in Australia, l’esponente della Farnesina ha infatti incontrato i giornalisti dei media italiani locali. E, parlando con una reporter dell’emittente di Stato australiana (che manda in onda quotidianamente trasmissioni in lingua italiana), è partito proprio dalle celebrazioni per il 150° anniversario, tema centrale del suo viaggio. “E’ facile chiedere di valorizzare la storia dell’emigrazione all’interno della storia d’Italia - ha sottolineato Mantica, rivolgendosi alle nuove generazioni di discendenza italiana - ma serve che i figli degli emigrati abbiano voglia di rientrare in questa storia, pur nel rispetto dell’integrazione che deve avvenire nei Paesi nuovi. E’ con loro che noi vogliamo e dobbiamo dialogare per capire cosa vuol dire essere italiani oggi”. In tema di emigrazione, il sottosegretario ha risposto anche sui tagli alle postazioni consolari. “Se uno vuol vedere solo l’aspetto numerico, è vero che li stiamo chiudendo. Ma io dico che li stiamo razionalizzando – ha spiegato il senatore - Qualcuno di voi ricorderà 20 anni fa quanti sportelli avevano le banche. E quanti sportelli automatici ci sono, invece, ai nostri giorni? Come abbiamo fatto a Melbourne e come faremo presto anche a Sydney, stiamo lanciando il sistema informativo delle funzioni consolari. Stiamo solo razionalizzando la rete usando l’innovazione tecnologica”. “Il sistema informativo – ha spiegato Mantica – permetterà di andare in qualunque consolato e di non trovare più gli sportelli dedicati: tutti gli sportelli faranno tutte le funzioni. A Berlino, Zurigo e Berna, le prime a sperimentarlo, sono state eliminate code e attese. E poi non c’è più la chiusura serale amministrativa, con una conseguente maggiore tempestività nell’aggiornamento amministrativo. La grande scommessa per il 2012 è dire a ciascun cittadino italiano nel mondo ‘collegati con il computer al tuo consolato e potrai avere tutti i documenti che servono’. Tranne ovviamente il passaporto che richiede le impronte digitale”. EMIGRAZIONE, MARINO (PD): CASELLI COME IL RE DEL PICCOLO PRINCIPE (NoveColonne ATG) Roma - “Sono settimane di grande fermento e risveglio politico per il nostro Paese. Le ultime tornate elettorali hanno disegnato un’Italia finalmente pronta a voltare pagina e a lasciarsi alle spalle un governo e una maggioranza che hanno ignorato e disatteso i legittimi interessi, i bisogni e le richieste dei cittadini. Non fa eccezione, purtroppo, la realtà degli italiani all’estero trattati, quando va bene, con assoluta indifferenza, come dimostrano anche le più recenti vicende interne al Pdl”. E’ quanto scrive in una nota Eugenio Marino, responsabile del Partito democratico per gli italiani nel mondo. “Mi riferisco – spiega il dirigente – ancora una volta alle gesta del senatore Caselli che, alternis diebus, si definisce coordinatore del Pdl nel mondo e che, in quanto tale, dà ordini che pochi prendono in considerazione, fino ad essere pubblicamente disconosciuto come coordinatore dagli stessi militanti del suo partito”. “Questo signore ricco – prosegue Marino – latino e dal sangue caldo, dai toni perentori, dal piglio sicuro e dal volto persino simpatico, mi ricorda uno dei personaggi tristi di quel capolavoro assoluto che è Il piccolo principe, di Antoine de Saint Exupéry: il re. Un re che non regna su niente e su nessuno perché non ha un regno né dei sudditi che lo riconoscano come tale. Purtroppo, a interrompere quel raro momento di popolarità – sottolinea – è arrivata la decisione di un sovrano ben più potente, Silvio Berlusconi, che, a detta dello stesso Caselli, lo avrebbe incontrato e gli avrebbe parlato, probabilmente per farlo tornare sulla sua decisione”. “A noi interesserebbe sapere, invece, quali siano stati questi argomenti, anche per capire come si ‘tratta’ nel Pdl sugli italiani nel mondo”, chiede Marino. “E soprattutto – prosegue il responsabile italiani nel mondo del Pd – se vi è stata qualche promessa di ‘risorse’ o incarichi fatta al senatore per non far venir meno il suo sostegno in aula all’attuale governo. Il sospetto ci è suggerito proprio dalla lettera di dimissioni dello stesso Caselli, che ci ha spiegato che Berlusconi gli aveva promesso un incarico di sottosegretario a ridosso del voto di fiducia del dicembre scorso”. “E oggi – aggiunge – siamo alla vigilia di un altro importante voto di fiducia: corsi e ricorsi storici. Dunque, come afferma sconfortato il Piccolo Principe: ‘Sono ben strani i grandi: per non perderti, fanno di tutto per accontentarti, ma non è mai un bene!’. E se anche questa volta Berlusconi avesse fatto di tutto per accontentare Caselli pur di non perdere il suo voto di fiducia? Certo non avrebbe fatto un bene all’Italia e, soprattutto, agli italiani all’estero, che ancora una volta si vedrebbero massacrati dalla stampa nazionale e dall’opinione pubblica in patria e oltre confine. Senatore Caselli, gli italiani all’estero non hanno bisogno di un re, tanto meno un re come lei o come il presidente Berlusconi. Sia coerente – conclude –, lasci il suo incarico e ne assuma un altro, magari da ‘consigliere politico’ di Berlusconi, per ‘consigliare’ anche a lui di dimettersi. Allora si che gli italiani vi seguiranno, ‘mi sembra che le condizioni siano favorevoli’”.  RAPPORTO MIGRANTES, AUMENTANO GLI ITALIANI NEL MONDO   (NoveColonne ATG) Roma - Continua ad aumentare la presenza italiana nel mondo. Nel 2011 i connazionali residenti all’estero e iscritti all’Aire sono 4.115.235, circa 86 mila in più rispetto allo stesso dato del 2010. Più forte il confronto con il 2006. Rispetto a cinque anni fa, infatti, gli italiani all’estero sono un milione in più. E’ quanto si apprende dai dati contenuti nel Rapporti Italiani nel mondo della Fondazione Migrantes presentato a Roma. Con quasi 1,5 milioni di emigrati, il Sud Italia è l’area d’origine principale degli attuali cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’Aire. Si tratta del 35,2% mentre sono circa 768 mila gli isolani (18,7%), 645 mila circa gli originari del Nord Est (15,7%), 13 mila in meno quelli del Nord ovest (15,4%) e 622 mila gli originari del Centro Italia (15%). Complessivamente il 53,9% degli iscritti all’Aire, all’inizio del 2011, sono originari del Mezzogiorno d’Italia, il 15% del Centro Italia e il 31,1% del Nord. La Sicilia, con 666.605 cittadini, si conferma prima regione di emigrazione (16,2%), seguita da Campania (426.488, 10,4%), Lazio (365.862, 8,9%), Calabria (356.135, 8,7%), Lombardia (318.414, 7,7%) e Puglia (315.735, 7,7%). I cittadini italiani over 65 anni iscritti all’Aire sono 764.997, pari al 18,6% degli connazionali residenti all’estero. Sono svariate, però, le località del mondo in cui la percentuale dei residenti over 65 anni supera la media. I “luoghi storici” in cui si rintracciano le incidenze più cospicue di persone anziane sono il Canada (37,5%), la Croazia (35,2%), l’Argentina (27,5%), gli Stati Uniti (25,6%), la Francia (24,1%), l’Australia (22,0%), il Brasile (19,7%), l’Uruguay (19,3%), la Turchia e il Lussemburgo (19%) e il Venezuela (18,8%). 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