Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

FIORAMONTI: ANCORA
TROPPE CLASSI POLLAIO

FIORAMONTI: ANCORA <BR> TROPPE CLASSI POLLAIO

“In linea di principio pare che la piattaforma web abbia funzionato, anche se ho ricevuto tante segnalazioni da parte di presidi e insegnanti che hanno avuto difficoltà. Però si tratta di un numero esiguo su circa 50mila scuole. Continuano ad esserci proteste da parte di alcuni insegnanti sul green pass e restano alcuni problemi fondamentali che faccio presenti da due anni”. In occasione del rientro a scuola, l'ex ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti spiega a iNews24.it quali sono i problemi che a suo avviso non sono ancora stati affrontati, a partire dalle classi pollaio: “Innanzitutto non siamo riusciti ad aumentare gli spazi per gli studenti. Mio nipote, che ha cominciato la prima media, era in classe con altri 24 compagni in un'aula che potrebbe accoglierne 18. In molti casi le aule sono troppo piccole e le classi troppo grandi. Avevo chiesto di risolvere questo problema nel 2019, ma dopo due anni la situazione non è cambiata”. Un altro tema riguarda gli impianti di aerazione: “L'altro problema riguarda gli impianti di sanificazione dell'aria. Dopo due anni non siamo riusciti ad installarli. Nella classe di mio nipote c'è una sola finestra. Quando arriverà l'inverno diventerà difficile areare quella stanza. La purificazione dell'aria non è utile solo contro il Covid-19, ma anche contro l'inquinamento atmosferico, la polvere che produce allergie e anche sintomatologie gravi. Inoltre è importante anche per diminuire la concentrazione di anidride carboniche che aumenta quando i riscaldamenti sono accesi. Insomma, le cose serie non sono state fatte. E anche se la piattaforma web funziona, non è con con questa che garantiamo la sicurezza dei nostri studenti”. L'ex ministro dell'Istruzione crede che il green pass, così com'è pensato, non protegga gli studenti: “Il green pass non garantisce la sicurezza contro l'infezione e non protegge i bambini più piccoli che non sono vaccinati, che continuano a stare in ambienti insalubri”, dice. “Ho votato in maniera difforme su molti emendamenti dell'ultimo decreto. Ritengo che la situazione vada affrontata diversamente, vaccinando in modo mirato i soggetti a rischio (abbiamo milioni di ultracinquantenni non vaccinati). Invece stiamo procedendo con i ragazzi, che andrebbero vaccinati solo se fragili. Sono anche convinto che il green pass, pensato in questo modo, sia uno strumento sbagliato, perché protegge chi è vaccinato, non chi ci circonda. Dovremmo invece fare più tamponi e tracciare il virus. Stiamo sbagliando la procedura”. Fioramonti è d'accordo sui test salivari che verranno effettuati negli istituti scolastici: “Su questo sono d'accordissimo. Piuttosto che vaccinare i ragazzi, dovremmo fare come in Germania. Con i tamponi salivari è possibile capire esattamente come si muove il virus”. Inoltre interviene anche sul tema dei trasporti pubblici: “Le città virtuose che hanno autobus riservati a studenti, riescono a gestire la situazione. Ma nelle grandi città gli studenti che utilizzano linee urbane e metropolitane non sono assolutamente tutelati. Poi, al Governo, la mano sinistra non sa quello che fa la destra e viceversa”. Cioè, “se da un lato il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi vuole che ci siano meno persone sugli autobus, in modo che gli studenti possano viaggiare sicuri, dall'altro il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta vuole far tornare i dipendenti pubblici in ufficio. Questa è una contraddizione, perché in questo modo aumenterebbe il flusso degli utenti nei mezzi pubblici. Invece gli impiegati potrebbero continuare a lavorare in smart working. Per loro si potrebbe pensare a un sistema digitale attraverso il quale interagire, che allo stesso tempo valuti anche il loro lavoro sulla base della qualità, piuttosto che della quantità del tempo in ufficio. La scuola in presenza invece, è essenziale”. (14 SET - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)