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SEQUI: L’ORIENTE UNITO
“AVVERTE” WASHINGTON

SEQUI: L’ORIENTE UNITO <BR> “AVVERTE” WASHINGTON

“I rapporti reciproci bilaterali fra Xi, Putin e Modi somigliano a matrimoni d'interesse più che a matrimoni d'amore. Mi colpisce soprattutto il ruolo degli Stati Uniti come onesto sensale di questi sposalizi, in particolare tra India e Cina ma anche tra Cina e Russia, che dureranno fin quando durerà la convenienza”. Per Ettore Sequi, già segretario generale della Farnesina e ambasciatore d'Italia in India, pesano le scelte di Trump. “Putin – afferma in un’intervista a Il Messaggero - è arrivato a Tianjin forte dell'incontro che ha avuto con il presidente americano in Alaska, per rassicurare i cinesi riguardo al tentativo trumpiano di allentare l'abbraccio tra Mosca e Pechino”. Abbraccio che invece si è stretto ancora di più, in questi giorni di vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai? “A quanto pare sì. Finora, per esempio, i cinesi erano stati impermeabili rispetto all'accordo sul gasdotto Siberia 2, che invece ha fatto significativi passi avanti. Si tratta di una grande concessione da parte di Pechino che aveva traccheggiato a lungo, benché i russi insistessero, per non essere troppo dipendenti dalla sola fonte del gas russo”. E tra Xi e l'indiano Modi? “Altro matrimonio di convenienza, vedremo quanto a termine. Non credo che in questo caso l'India abbia davvero passato il Rubicone in direzione della Cina”. A Tianjin è salito sul palco un polo alternativo all'Occidente? “Il principio che rappresenta il loro minimo comun denominatore è che il mondo può riorganizzarsi senza gli Usa e magari anche contro gli Usa. Questo è il messaggio plastico”. (3 SET - deg)

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