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LINA SASTRI, L’ATTRICE POPOLARE CHE RICORDA NANNARELLA

Ritratti
Una galleria giornalistica di ritratti femminili legati all'Unità d'Italia. Donne protagoniste nell'economia, nelle scienze, nella cultura, nello spettacolo, nelle istituzioni e nell'attualità. Ogni settimana due figure femminili rappresentative della storia politica e culturale italiana passata e presente.

LINA SASTRI, L’ATTRICE POPOLARE CHE RICORDA NANNARELLA

Qualcuno ha detto che Lina Sastri non si può raccontare. Chi dice Lina Sastri dice, infatti, teatro, cinema, televisione, musica. Ma anche Napoli, tradizione, passione, coraggio, amore per le proprie radici. Pellicole come “Ecce bombo”, “Mi manda Picone”, “Segreti Segreti”, “L’inchiesta”, “Celluloide”, “Vite strozzate” le hanno permesso di diventare uno dei volti più amati della settima arte italiana. Sicuramente quello che più da vicino ricorda l’eterna Anna Magnani. È stato il regista Nanni Loy, infatti, ad accostare Lina Sastri all’amata Nannarella. “È un po’ come la Magnani – ha detto - sempre scontenta e autocritica, dotata di una grande sensibilità”.  Il pubblico ha imparato presto ad apprezzarla: per i suoi sguardi profondi, le sopracciglia marcate, il sorriso di zucchero, la sua voce roca, oltre che per la sua gestualità e il suo temperamento. Sanguigno, partenopeo. Occhi scuri, pelle candida, capelli bruni, la Sastri, classica bellezza mediterranea, definita spesso “un’attrice sociale”, il teatro lo ha incontrato “per caso, o per amore” come ama raccontare. Era giovanissima, poco più che adolescente, quando ha messo per la prima volta i piedi su un palcoscenico. Da allora, quel legame tanto magico quanto affascinante, tanto vero quanto vivo, quella “follia di libertà” non si è mai spezzato. Artista a tutto tondo, ha lavorato con personalità come Eduardo de Filippo, Giuseppe Patroni Griffi, Armando Pugliese, passando dal teatro di ricerca alla commedia musicale, fino a “Filumena Marturano” con Luca De Filippo e la regia di Francesco Rosi. L’eclettica artista, amante della musica, ha anche fermato, in sala di registrazione, alcuni brani classici della tradizione napoletana. Grazie alla sua voce calda e roca ha raccolto in un disco, testi interpretati in questi anni, oltre a qualche brano mai cantato prima. Non solo: ha realizzato vari spettacoli musicali di cui ha curato anche la regia, l’ideazione e la drammaturgia. Sono tanti poi, i registi che ha incontrato nella sua strada: Gianfranco Mingozzi, Nanni Moretti, Giuseppe Bertolucci, Nanni Loy, Damiano Damiani, Carlo Lizzani, Ricky Tognazzi, fino a Giuseppe Tornatore che l’ha voluta in “Baaria”. È “Baaria”, infatti, il suo ultimo film mentre in questo momento è impegnata a teatro con “La casa di Ninetta”: monologo tratto dal libro omonimo dell’attrice e cantante napoletana. Il romanzo è stato definito dalla Sastri “un flusso dell’anima” perché “scritto di getto, senza correzioni” qualche tempo dopo la morte della madre. “La casa di Ninetta” è “in parte di ispirazione autobiografica, come tutti gli scritti di chi scrittore non è di professione – ha detto l’attrice - un tributo alla donna più bella e straordinaria che io abbia mai conosciuto”. “Non volevo scrivere questo libro – ha raccontato Lina Sastri – e soprattutto non volevo che questo libro diventasse uno spettacolo teatrale. Avevo pudore e imbarazzo nel presentare pubblicamente quanto ho scritto. Poi mi sono lasciata convincere ed ho scoperto che Ninetta affascina ed emoziona. Ed è questa la bellezza e il potere del teatro. È difficile per un’attrice arrivare su un palcoscenico e non recitare: raccontare il proprio mondo senza cadere nella debolezza della recitazione”. La carriera dell’artista partenopea è costellata anche di impegni tv: numerose sono le serie che l’hanno vista protagonista. Dalla fine degli anni Novanta, infatti, Lina Sastri si è dedicata spesso alla fiction televisiva, principalmente religiosa, recitando ne “La Bibbia - David” , “Don Bosco”, “Rita da Cascia” e “San Pietro” . Oggi la “nuova Magnani” si gode il successo di 3 David di Donatello e due nastri D’Argento anche se ammette che spesso sente ancora qualcuno che tra il pubblico si domanda: “Ma chi è quella lì?”. A Lina  però poco importa. Anzi. “È bello – scrive sul suo sito - mi piace, nonostante tutto”.

(© 9Colonne - citare la fonte)