Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

All’India di Roma “Una cena armena” dal 15 maggio

Teatro
Dai palchi più prestigiosi agli spettacoli di provincia, lo "Speciale teatro" presenta ogni settimana le novità in cartellone in giro per l'Italia. Tra classici della commedia e della tragedia, opere, One man show, cabaret e "prime", le rappresentazioni teatrali vengono anticipate attraverso una descrizione sintetica dello spettacolo, della sua scenografia e dei suoi autori e interpreti, oltre a un piccolo vademecum con le date e gli orari.

ALL’INDIA DI ROMA “UNA CENA ARMENA” DAL 15 MAGGIO

Al teatro India di Roma da 15 al 20 maggio sarà in scena “Una cena armena”, l’ultimo spettacolo teatrale della drammaturga Paola Ponti, scritto con la consulenza di Sonya Orfalian, artista nata da genitori armeni, che ha trascorso la sua infanzia come rifugiata in Libia. Lo spettacolo, senza false indignazioni e senza mai essere didattico, sviluppa un vero e proprio scontro generazionale tra i due protagonisti, rispettivamente un signore armeno e una ragazzina italiana, i quali destini si incrociano in una notte qualunque, al calore dell’ojàkh, il focolare, mentre fuori impazza una tormenta di neve. La regia è affidata a Danilo Nigrelli che, insieme con la giovane Rosa Diletta Rossi, ne ha anche interpretato il testo. Danilo è l’armeno Aram, Rosa Diletta è l’italiana Nina. I due personaggi si muovono nello spazio come due bestie in gabbia: entrambi nascondono un mistero, entrambi hanno lo stesso profondo bisogno di conoscere le proprie origini. Una cena armena è una commedia dolorosa e insieme divertente, a tratti comica, a tratti profondamente commovente. E’ la storia di due storie, antitetiche e insieme riflesso l’una dell’altra, che hanno alla fine la forza di guardarsi, di affrontarsi e di passarsi il testimone, stemperando, attraverso il cucinare insieme, le oscurità del proprio passato. Dirà Aram: “Non si può sempre sperare di vedere la fine…Non si ha il tempo. Ma il tempo, lui, non finisce.” (Cma)

 

A TORINO “NORMA”: IL CAPOLAVORO DI VINCENZO BELLINI

Per la Stagione d’Opera, dal 16 al 30 maggio al Teatro Regio di Torino è in scena “Norma” di Vincenzo Bellini, nell’allestimento firmato nella regia da Alberto Fassini (ripresa da Vittorio Borrelli), con scene e costumi di William Orlandi. Sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio, il giovane direttore Michele Mariotti. Nel ruolo di Norma, il soprano greco Dimitra Theodossiou. Completano il cast Marco Berti, Giacomo Prestia, Kate Aldrich, Gianluca Floris e Rachel Hauge. Nel corso delle recite, nei ruoli principali si alternano Maria Billeri, Aquiles Machado, Enrico Iori e Veronica Simeoni. Claudio Fenoglio è il maestro del coro. Norma venne scritta da Bellini nel 1831, su libretto di Felice Romani dalla tragedia Norma ou L’Infanticide di Louis-Alexandre Soumet. L’opera debuttò alla Scala il 26 dicembre dello stesso anno; nel ruolo della protagonista, Giuditta Pasta, in quel momento all’apice della carriera, una cantante che riusciva a coniugare eccellenti capacità virtuosistiche a grandi doti espressive. Inizialmente un «fiasco, fiasco, solenne fiasco!» come scrisse Bellini a un amico, che presto si trasformò in un grande successo. Il ruolo di Norma, definito “enciclopedico” dallo stesso autore, è considerato uno dei più ardui e complessi della storia del melodramma ma è anche tra i più prestigiosi per un soprano e “Casta Diva” è una delle arie che hanno fatto la storia del belcanto, indimenticabile l’interpretazione di Maria Callas. (Cma)

 

GIANNI NAZZARO E DONATELLA PANDIMIGLIO PROTAGONISTI DI “UN MONACO NEL LETTO”

Sarà in scena fino al 20 maggio al Teatro Greco di Roma, una delle più divertenti commedie scritte da Eduardo Scarpetta, ‘O Scarfalietto, rielaborata per l’occasione dal regista Enzo Avolio con il titolo “Il monaco nel letto”. L’opera, che ha riscosso sin dalla sua nascita enormi consensi è una macchina brillante di sicuro richiamo che vede la partecipazione di due interpreti di elevato spessore e livello artistico come Gianni Nazzaro e Donatella Pandimiglio nei panni dei coniugi protagonisti. Il taglio di un atto nel testo e il rimaneggiamento di alcuni personaggi mirano ad offrire al pubblico più eterogeneo una fruibilità nazionale di un “gioiellino” del teatro internazionale sino ad oggi pigramente relegato al teatro vernacolare partenopeo. Nel nuovo allestimento grande attenzione è data alle musiche di scena, firmate dal maestro Stefano Fresi, che ha concepito una colonna sonora tra le atmosfere francesi dell’Operetta e il musical di Kurt Weill. Un particolare studio è stato inoltre compiuto sulla scenografia, che mira a contrapporre i costumi e gli arredi realistici dell’epoca ad un impianto scenico essenziale, atto a stimolare lo spettatore nella ricostruire fantasiosa degli ambienti in cui si svolge l’azione. Minuziosa attenzione, infine, al lavoro testuale, in cui la genuinità dei dialoghi e degli schemi comici spinti sino ad un’anacronistica ingenuità mirano ad un estemporaneo confronto tra il linguaggio di un’epoca caratterialmente romantica e la tecnologicamente avanzata, ma forse più cinica, “new age”. (Cma)

 

 

UN ANGELO SOPRA BAGDAD AL TEATRO STUDIO DI MILANO

Al Teatro Studio di Milano dal 15 al 20 maggio sarà rappresentato Un angelo sopra Bagdad, spettacolo tratto da Palace of the end di Judith Thompson, la più importante drammaturga canadese. Il titolo originale “Palace of the end” fa riferimento ad un lussuoso e antico palazzo di Bagdad, conosciuto, prima dell’avvento di Saddam, come “Palazzo dei fiori”. Con la dittatura si trasformò nella sede dove venivano torturati gli oppositori e il suo nome fu modificato in “Palazzo della fine”. Simbolo tragico e paradossale, è il teatro in cui vengono ambientate le storie dei tre personaggi tratte da altrettanti fatti di cronaca: Lyndie England, soldatessa americana condannata per torture sessuali nel campo di Abu Graib; David Kelly, microbiologo, morto in circostanze sospette dopo aver testimoniato sull'infondatezza del dossier sulle armi di distruzione di massa presentato dal governo inglese; una madre irachena, moglie del capo del Partito Comunista, che dopo aver visto torturare e uccidere i propri figli dal regime di Saddam, viene a sua volta uccisa dalle bombe dell'invasione americana. “Lo spettacolo è un’occasione per riflettere sugli effetti devastanti del potere, con la consapevolezza che all’interno di una dittatura la distorsione della verità è costante, ed è impossibile attribuire con esattezza i ruoli di vittime o carnefici” spiega il regista Marco Carniti che ha deciso di rappresentare i tre personaggi come tre condannati a morte dalla storia, inserendoli all’interno di una prigione ipotetica che rimanda alla vera Guantanamo. (Cma)

 

 

LINA SASTRI FIRMA E INTERPRETA PER LA STRADA

“Per la strada" è il titolo; pochi personaggi, luci soffuse, una valigia e lei, che raccontando e raccontandosi s’incammina, come quando da dolce donzella diciassettenne decise di andare verso quello che si sarebbe poi rivelata la sua arte, quello che poi dopo tante prove, sfide e successi l’ha portata fino a noi, oggi. Quella strada che ha permesso che sbagliasse, studiasse, crescesse, che arrivasse a regalare quelle emozioni uniche, quella magia, che l’accompagna e ci accompagna durante ogni suo spettacolo, che ci regala ogni volta una penetrante emozione. Attraverso la voce della protagonista, che ora si anima di parole, ora di canto, accompagnata da musicisti dal vivo, ora con la danza, si racconta la città e l’anima di Napoli. La musica è quella degli ultimi cantastorie (Pino Daniele, Cannavacciuolo, Faiello, ed altri), la Napoli è una città immaginaria, sospesa tra realtà e fantasia, il passato torna in brevi accenni alla canzone classica napoletana che sempre è nel cuore e mai si dimentica, ma si confonde con il presente, poeticamente. La protagonista cammina, in questa città vissuta e immaginata, parlando d’amore e d’odio, di vecchi e di bambini, di popolo, di pulcinella metropolitani, raccontando storie e personaggi, con leggerezza, lacrime e sorrisi, ora recitando, ora cantando, ora danzando. E su tutto, la voce dell’anima fanciulla della protagonista, che tiene insieme le storie, i personaggi, il viaggio nella vita frastornata di questa città difficile e meravigliosa. E, sempre, la musica, compagna di strada. (Lina Sastri) Dal 15 al 27 maggio al teatro Eliseo a Roma. (Cma)

 

 

(© 9Colonne - citare la fonte)
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