Fino al 10 giugno, in occasione della 15esima edizione della Biennale Donna organizzata dall’Unione Donne in Italia di Ferrara e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, il Padiglione d’Arte Contemporanea della città estense ospita la mostra collettiva “Violence. L’arte interpreta la violenza”. L’esposizione propone il percorso di sette celebri artiste: Valie Export, Yoko Ono, Regina José Galindo, Loredana Longo, Naiza H. Khan, Lydia Schouten e Nancy Spero. Sculture, fotografie, disegni, videoarte e installazioni, anche realizzate appositamente per la Biennale, indagano la pratica della violenza nelle sue accezioni più ampie e disparate: da quella individuale a quella familiare, da quella culturale a quella politica fino ad arrivare a quella sociale. In particolare di Yoko Ono sono presentati due video appartenenti alla nota e controversa opera Cut Piece che la vedono invitare gli spettatori a tagliare a pezzetti il suo vestito , fino a lasciarla praticamente nuda. Di Valie Export viene presentata una monumentale installazione composta da 105 Kalashnikov. Ad accogliere lo spettatore è l’emozionante esercito della pakistana Naiza H. Khan: sculture a grandezza naturale che pendono dal soffitto e sembrano avanzare con una leggerezza minacciosa. Sono insolite armature, alcune delle quali riprendono la più comune lingerie femminile nei tessuti e nelle forme, trasformata ora in fredda corazza allo stesso tempo intima e drammatica, che protegge ma soprattutto costringe ed opprime. In questa serie di sculture, così come anche nelle fotografie ad essa ispirate, l’artista esalta i paradossi della società pakistana, abbattendo le usuali barriere dell’universo femminile e rivelando l’ambivalenza delle costrizioni fisiche e spirituali delle donne del suo paese. (red – 17 mag)
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