Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

FRONTE REPUBBLICANO
PER FERMARE DESTRA

FRONTE REPUBBLICANO <BR> PER FERMARE DESTRA

 

“Corriamo il pericolo più grave nella storia della Repubblica. Mai finora avevamo vissuto il rischio di uscire dalla nostra collocazione internazionale, di rompere le nostre alleanze storiche. Neppure nel ‘48”. Così Carlo De Benedetti in una intervista al Corriere della Sera. “La vittoria della destra alle prossime elezioni sarebbe una catastrofe” e nel centrodestra, aggiunge, “Berlusconi non c'è più. Ci sono le sue badanti, che rispondono a Salvini. E c’è la Meloni. Ha visto il suo discorso in Spagna, dai franchisti di Vox?. I toni erano inequivocabilmente e tecnicamente fascisti. Del resto la sua storia, la sua cultura è quella. Ma i contenuti sono anche peggio”, “non è una questione ideologica. Qui non abbiamo di fronte i conservatori britannici. La nostra destra è biecamente fascista e nazionalista. La Meloni ha detto in sostanza: abbasso Bruxelles, viva le nazioni. Il suo modello è Orbán. Con lei alla guida, l'Italia diventerebbe come l'Ungheria”, “con questa destra tutto è a rischio, anche il Pnrr. Bruxelles, Parigi, Berlino ci frapporrebbero ogni sorta di ostacolo, per evitare il contagio. Si ricordi che in Germania hanno Alternative für Deutschland. In Francia Marine Le Pen è al 42% e ha portato novanta deputati all'Assemblea Nazionale. Poi c'è l'America. So per certo, dalle mie fonti nel Dipartimento di Stato, che l'amministrazione americana considera orripilante la prospettiva che questa destra vada al governo in Italia”, “la gente deve essere informata. Deve sapere a cosa va incontro. Questa destra va fermata. E per fermarla si deve costruire un fronte repubblicano, con un programma marcatamente riformista”. È la formula che ha usato Calenda… “Lodevole. Ma non sufficiente. Perché va allargata il più possibile”. Calenda dice che da trent'anni si chiede di votare contro qualcuno, e poi non si riesce a governare... “Non è così. E’ vero, si chiedeva di votare contro Berlusconi. Ma Berlusconi non metteva a rischio la democrazia e la collocazione internazionale dell'Italia”, “Berlusconi significava il degrado del civismo, l'evasione fiscale eretta a sistema, le leggi ad personam sulla giustizia. Ma non gli è mai passato per l'anticamera del cervello di rompere con l'Europa e con gli Stati Uniti d'America”. Chi dovrebbe entrare nel fronte repubblicano? “Tutti. Letta, Renzi, Calenda, Speranza, Brunetta, Gelmini...”. Anche i 5 Stelle? “I 5 Stelle sono finiti; non possono provocare altri danni. Hanno fatto una sola cosa giusta: il reddito di cittadinanza, perché non possiamo lasciar morire la gente di fame. Solo che non l'hanno capita, e si sono inventati i navigator...” ma “dobbiamo entrare in una logica di Cln. Nel Comitato di liberazione nazionale c'erano tutti, comunisti e monarchici, azionisti e cattolici: perché bisognava combattere un nemico comune, Mussolini”. (27 lug - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)