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PELOSI, I DUBBI DI TOKYO
SULLA VISITA A TAIWAN

PELOSI, I DUBBI DI TOKYO <BR> SULLA VISITA A TAIWAN

Il tour asiatico della speaker della Camera americana Nancy Pelosi tocca oggi il Giappone. L'atmosfera che circonda la visita è però tutt’altro che serena in quanto l’arcipelago nipponico è la tappa finale di un viaggio segnato dalla visita a Taiwan che mette in imbarazzo i primi due alleati degli americani nell'Asia orientale (tanto Tokyo che Seoul), riluttanti a far arrabbiare il loro vicino cinese. La questione ha dominato la colazione di lavoro di Nancy Pelosi con il primo ministro giapponese Fumio Kishida e il suo incontro con il presidente della Camera bassa del parlamento giapponese Hiroyuki Hosoda, mentre una Cina furiosa eseguirà manovre militari fino al 7 agosto utilizzando munizioni vere intorno a Taiwan. Kishida ha definito questo sviluppo un “problema serio che colpisce la nostra sicurezza nazionale e quella dei nostri cittadini" e ha chiesto l'immediata sospensione delle esercitazioni.

“Non isoleranno Taiwan impedendoci di andarci. Abbiamo portato a termine visite di alto livello, di senatori in primavera, in maniera bipartisan e non lasceremo che Taiwan venga isolata”, ha assicurato Nancy Pelosi durante una conferenza stampa a Tokyo. Ma il braccio di ferro con Pechino deciso unilateralmente dalla terza carica istituzionale statunitense (nonostante i richiami alla prudenza dello stesso Biden) non esalta, come detto, i giapponesi. Ufficialmente, secondo il portavoce del governo Hirokazu Matsuo, il Giappone “non è in grado di commentare” la visita taiwanese di Nancy Pelosi. Ma, secondo fonti diplomatiche, “se avessimo potuto dare la nostra opinione, avremmo detto che non era una buona idea”. Un'osservazione che rende chiaro che l'Arcipelago non è stato consultato in occasione della visita del rappresentante americano.

La reazione cinese conferma la difficoltà per il Giappone di restare fuori da un possibile conflitto intorno a Taiwan. “Gli americani hanno mobilitato mezzi marittimi e aerei dalle loro basi in Giappone, in particolare a Okinawa, per garantire la sicurezza della visita di Nancy Pelosi a Taiwan. Pertanto, in caso di conflitto, il Giappone non verrebbe risparmiato dai missili cinesi”, osserva Tetsuo Kotani, specialista in questioni di sicurezza presso l'università meikai, intervistato da Le Monde. (5 AGO - deg)

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