Bruxelles - Nell’Unione europea l’Italia è il secondo esportatore di acqua confezionata minerale con 605 milioni di euro alle spalle della Francia (761 milioni) - ed il terzo a livello mondiale - ma è di gran lunga il primo esportatore di acqua gassata con 440 milioni di euro, quasi il 50% del totale. Questo secondo un report dell’Area Studi Mediobanca su 82 aziende del settore dell’acqua confezionata che, tra 2017 e 2019, hanno generato un fatturato complessivo di 3,8 miliardi di euro, con una quota di export del 32,7% (1,3 miliardi). I maggiori operatori del settore vendono anche soft drinks (bibite gassate, succhi, the freddo, aperitivi analcolici) con i primi cinque a coprire il 65,8% del totale. Le imprese a controllo straniero sono sei, per un fatturato di 1,5 miliardi. L’area del Centro, Sud ed Isole accoglie il maggiore numero di imprese (32), ma il maggiore fatturato fa capo a 23 imprese del Nord Ovest (circa 2 miliardi). Le imprese di maggiori dimensioni (48%) e quelle a controllo straniero (55,5%) hanno quote di vendite all’estero rilevanti mentre, per quelle italiane di medie o piccole dimensioni, il mercato straniero appare poco rilevante (tra il 2% e il 6% delle vendite). Tra i produttori Made in Italy spicca San Benedetto, azienda leader nelle bevande analcoliche in Italia con sei stabilimenti: a Scorzè, in provincia di Venezia, sede centrale dell’azienda e a Popoli (Pescara), Nepi (Viterbo) e Viggianello ed Atella, in provincia di Potenza. All’estero sono presenti due stabilimenti in Spagna, uno in Polonia ed uno in Ungheria. L’impresa veneziana quest'anno festeggia i 65 anni di attività ed ha avuto il riconoscimento di "Marchio storico d' interesse nazionale" dal ministero dello Sviluppo economico. (9colonne)
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