Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

A Milano la pop art racconta Elisabetta II

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

A Milano la pop art racconta Elisabetta II

Monarca dei record, sovrana di stile, ultima vera icona pop del nostro tempo che ha ispirato serie televisive, film, canzoni e opere d’arte, la regina Elisabetta II è la protagonista della mostra "Lilibet. The Queen", aperta da ieri 19 gennaio fino al 20 febbraio da Agostino Art Gallery di Milano, per la curatela di Cinzia Lampariello Ranzi e con la collaborazione di Cris Contini Contemporary. Per l'occasione sarà esposta una selezione di pezzi unici e multipli realizzati da alcuni dei protagonisti della nuova ondata di pop art e della street art internazionale: Endless, Marco Lodola, Mr. Brainwash, Raptuz, Jamie Reid e Tvboy. I lavori esposti sono l’esito di una ricerca condotta nel 2021 e nel 2022 dai fondatori di Agostino Art Gallery, Giacomo Christian Giulio Ranzi e Cinzia Lampariello Ranzi, interessati a celebrare il forte valore iconico, politico e culturale di "Her Majesty" attraverso il linguaggio dell’arte e il confronto tra opere realizzate da artisti appartenenti a diverse generazioni e ambiti geografico-culturali. (gci)

L’ARTE DEI MACCHIAIOLI CONQUISTA PISA

Ottimi risultati di pubblico e critica, con oltre 50 mila visitatori, 15 mila prenotazioni all’attivo e più di 1500 le classi che hanno prenotato la visita e i laboratori, per la mostra "I Macchiaioli", aperta a Palazzo Blu di Pisa lo scorso 8 ottobre 2022 e visitabile fino al 26 febbraio, prodotta e organizzata da Fondazione Palazzo Blu e MondoMostre, con il contributo di Fondazione Pisa, a cura di Francesca Dini. L’esposizione a Palazzo Blu, articolata in 11 sezioni per un totale di oltre 120 opere, racconta l’avventura di un gruppo di giovani pittori progressisti, toscani e non, desiderosi di prendere le distanze dall’istituzione accademica nella quale si sono formati, sotto l’influenza di importanti maestri del Romanticismo come Giuseppe Bezzuoli e Francesco Hayez, che giunsero in breve tempo a scrivere una delle più poetiche e audaci pagine della storia dell’arte. A febbraio sono previsti, inoltre, gli ultimi due incontri nell’ambito della mostra, a ingresso libero nell’Auditorium di Palazzo Blu, i quali offrono ai visitatori un’ulteriore possibilità di ripercorrere l’evoluzione e insieme rivoluzione dei Macchiaioli. Il 2 febbraio si svolgerà l’incontro con Arianna Arisi Rota, professore ordinario di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze, dal titolo “Il viaggio politico e sentimentale del Risorgimento attraverso la pittura”, che affronterà con l’occhio della storia politica e delle più recenti suggestioni in tema di cultura materiale e fonti visive, e contestualizzerà esempi di scelte pittoriche che hanno contribuito al viaggio politico e sentimentale del Risorgimento. Il 16 febbraio, invece, Francesca Dini, curatrice della mostra “I Macchiaioli”, professoressa e storica dell’arte esperta tra le più autorevoli di questo movimento, interverrà con il commento curatoriale “La mostra I Macchiaioli di Palazzo Blu: una opportunità preziosa per un inedito itinerario storico-critico tra i capolavori del movimento toscano”, che rifletterà sulla reale collocazione dell’avanguardia macchiaiola nel contesto europeo del suo tempo, ripercorrendo le vicende e le biografie degli artisti. (gci)

A ROMA GLI ACQUERELLI DI JOAN MIRO'

Dopo il successo delle tre esposizioni dedicate alla Divina Commedia, con le 101 opere firmate Salvador Dalì, a La Galleria delle Arti di Roma, storico ritrovo culturale del quartiere di San Lorenzo, dallo scorso 18 gennaio fino al 5 marzo si tiene la mostra di Joan Mirò “Tracé sur l’eau”, una serie di 14 acquerelli stampati ad acquaforte su onion skin paper du Marais in un’edizione limitata, pubblicata nel 1963 come libro d’artista dallo stesso maestro spagnolo del Surrealismo. L’esposizione è visitabile il mercoledì, il giovedì e la domenica dalle 18.00 alle 22.00 e il venerdì e il sabato dalle 18.00 alle 23.00. Le opere in mostra testimoniano quanto Miró attinga da diversi stili e movimenti artistici, in particolare dall’espressionismo astratto americano, con un chiaro riferimento al drip painting di Pollock, il quale a sua volta si ispira al movimento Surrealista. Al primo sguardo, lo spettatore è catturato dalla natura caotica della composizione; la contrapposizione di rosso, blu e verde con i toni muti del grigio e marrone e l’uso di linee e forme fluide creano un senso di movimento ed energia. Nonostante l’apparente caos si viene pervasi da un senso di calma ed equilibrio, come se differenti elementi volteggiassero insieme armoniosamente. (redm)

ART CITY BOLOGNA OSPITERA’ LE FORME GEOMETRICHE DI GRETA SCHODL

Nell’ambito di ART CITY Bologna 2023 in occasione di Artefiera, una selezione di opere inedite di Greta Schodl saranno esposte dal 28 gennaio all'11 marzo nella mostra “Il segno traccia del nostro vissuto”, a cura di Silvia Evangelisti, ospitata da Labs Contemporary Art a Bologna. Il lavoro di Greta Schodl incorpora lettere e simboli, ripetuti ritmicamente fino a renderli astratti. Forme geometriche e segni decisi si intrecciano con le parole, illuminate con foglia d’oro e fuse su diverse superfici: pagine di libri botanici, mappe, carte, foglie, pezzi di marmo e lenzuoli, che portano memoria di esistenza passata. Attraverso la combinazione di rappresentazione linguistica e visiva, Schodl cancella il significato originale delle parole e degli oggetti che usa impregnandoli di un nuovo significato. Il suo lavoro sfida i costrutti sociali del linguaggio e suggerisce forme alternative di espressione e interpretazione. Nata a Hollabrunn in Austria nel 1929, Greta Schödl si trasferisce a Bologna alla fine degli anni Cinquanta. Attiva dagli anni Sessanta, nel 1978 partecipa alla 38ma Biennale di Venezia e nel 1981 alla Biennale di Sao Paulo in Brasile. Le sue opere sono presenti in diverse collezioni nazionali e internazionali oltre che in diversi musei, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il MART di Rovereto, il MAGA di Varese, e il National Museum of Women in the Arts di Washington (USA). (gci)

"IL CIELO STELLATO": PERSONALE DI CATERINA ERICA SHANTA TRA ARTE E CINEMA

Una mostra che ricorre al video e al linguaggio del cinema documentario per investigare le immagini prodotte da altri in determinati contesti: è la personale di Caterina Erica Shanta dal titolo "Il cielo stellato", a cura di Marta Cereda, prevista dal 25 gennaio al 17 marzo presso Careof – Fabbrica del Vapore a Milano. Si tratta di un progetto artistico e cinematografico, realizzato anche grazie al contributo di Galleria Indice, incentrato sulla festa della Madonna della Bruna di Matera, caso studio analizzato dall’artista come evento sempre più raccontato dalle immagini che la documentano e testimonianza dei grandi cambiamenti storici, sociali e tecnologici. In mostra il mediometraggio prodotto da Careof e da Invisibile Film che analizza e racconta proprio questo fenomeno, accompagnato da una serie di materiali d’archivio raccolti dall’artista nei mesi di lavoro in Basilicata e da un ciclo di immagini realizzate con la tecnica della fotogrammetria, una tecnologia in grado di generare modelli tridimensionali a partire da fotografie realizzate attorno a un soggetto centrale. In questo senso, Caterina Erica Shanta ha raccolto per anni, attraverso open call, le fotografie scattate dal pubblico con il proprio cellulare nella piazza principale di Matera durante il momento cardine della festa, ovvero la distruzione, “o ‘strazzo’”, del carro trionfale a opera della popolazione. Nel momento in cui il carro sparisce demolito da migliaia di braccia, altrettante scattano fotografie: inconsciamente realizzano una fotogrammetria a 360° quasi perfetta del soggetto centrale ormai distrutto. Caterina Erica Shanta (1986, Germania), vive e lavora a Pordenone. Artista e regista, si forma a Venezia dove nel 2014 ottiene un Master in Arti Visive all’Università IUAV. Il video è il suo principale mezzo di indagine. Investiga immagini prodotte da altri per esplorare come queste siano relazionate a particolari contesti. Usa montaggi e re-mixaggi di video, footage, e immagini d’archivio come media principale. La sua ricerca si focalizza sulla ridefinizione delle immagini propria del linguaggio del cinema documentario. Attualmente collabora con l’archivista e fotografo Rawsht Twana al progetto "Twana Archive", sostenuto da Italian Council, Direzione Generale Creatività Contemporanea, Ministero della Cultura. (gci)

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