Dopo aver perso il padre in quello che ha tutta l’aria di essere stato un doppio suicidio d’amore, Yoshie si trasferisce dalla sua casa di Meguro a un minuscolo e vecchio appartamento a Shimokitazawa, un quartiere di Tokyo famoso per le sue stradine chiuse al traffico, i ristoranti, i negozietti, nonché meta degli alternativi della capitale. Qui Yoshie spera, aiutata dall’atmosfera vivace, di superare il dolore e dare una nuova direzione alla sua vita. Un giorno, però, sua madre le si presenta a casa all’improvviso con una borsa Birkin di Hermès e qualche sacchetto. Inizia così una bizzarra convivenza che unisce le due donne lungo il percorso di elaborazione del lutto che le ha colpite, le pone di fronte a verità inaspettate, le aiuta a scorgere fiochi lumi di speranza nel buio di una quotidianità ferita. Moshi moshi – “pronto” al telefono – è il racconto di una rinascita, la favola delicata e struggente della vita di un quartiere, la storia di una madre, di una figlia, di un grande dolore e di qualche piccola felicità inattesa. “Moshi Moshi è edito da Feltrinelli Collana I Narratori; euro 13.00; pp.208. (Cma)
CON “LA CASA DEI 7 PONTI” MAURO CORONA PASSA AL NOIR
Sull’Appennino tosco-emiliano, non lontano dall’Abetone, c’è una valle stretta e tortuosa, e in fondo una casa, una piccola casa con il tetto coperto di plastica colorata e due comignoli che buttano fumo sempre, estate e inverno. Un industriale della seta torna ai boschi dove un tempo andava a far funghi e la vede, quella casa. Malgrado il fuoco acceso sembra disabitata. È incuriosito. Entra. E lì comincia la sua avventura, che lo strappa alla mesta quotidianità del danaro e del potere per precipitarlo dentro un vertiginoso delirio, che è prova e passaggio, alla scoperta di sé. Mauro Corona scrive una piccola grande storia che suona come un apologo ed è allegoria della condizione umana quando perde di vista la semplicità dei valori cardine. “La casa dei 7 ponti” è edito da Feltrinelli Collana I Narratori; euro 7.50; pp.64 (Cma)
“IL LIBRO DELLE ESTATI” DI EMYLIA HALL
Cosa fare quando un passato lontano torna a bussare alla porta, facendo riemergere i ricordi più importanti? È quello che succede a Beth Lowe, una giovane donna inglese che vive a Londra, quando il padre le consegna un pacco per lei proveniente dall'Ungheria. La sua prima reazione è di stupore e di rabbia: non vuole avere più niente a che fare con quel paese e con tutto quello che ha significato per lei. Una volta rimasta sola, però Beth apre il pacco e trova un album di fotografie e ricordi, il "Libro delle estati", creato dalla madre Marika nel corso degli anni, oltre a una lettera che le annuncia l'improvvisa morte della donna. Turbata ed esitante, Beth comincia a sfogliare l'album e, pagina dopo pagina, rivive le indimenticabili estati trascorse con la madre in Ungheria. Marika aveva deciso di tornare a vivere nel suo paese vent'anni prima, quando la figlia era ancora piccola, lasciandola in Inghilterra con il padre. Dopo il trauma iniziale Beth incomincia a farle visita ogni anno in Ungheria durante le vacanze estive. Sono giornate meravigliose e bucoliche: Beth scopre il mondo, la natura, e si apre alla vita, accompagnata dall'affetto della sua vivace, fiera ed esotica madre ungherese e dall'amore tenero di Tamas, un ragazzino del posto. L'ultima estate, quando Beth ha ormai sedici anni, succede però qualcosa che cambierà per sempre la sua esistenza e le farà troncare i rapporti con Marika e con quella terra. “Il libro delle estati” è edito da Mondadori. Collana Omnibus; euro 12.90; pp. 312. (Cma)
NEL NUOVO LIBRO DI T.C. BOYLE “IL RAGAZZO SELVAGGIO” IL CONFRONTO SU NATURA E CIVILTA’
Dopo aver incantato i lettori con Le donne, la splendida biografia romanzata di Frank Lloyd Wright, torna uno dei più caustici e brillanti scrittori americani contemporanei con un breve romanzo sull’inestinguibile tema del contrasto fra Natura e Civiltà. Una sera d’autunno nel 1797, alcuni cacciatori catturano un ragazzo vagabondo, nudo, sporco e irsuto, in una foresta del Sud della Francia. Sono tutti commossi, affascinati dalla scoperta di questo “prodigio” che sembra essere sprovvisto di anima e ragione come un animale. Chi è quel “ragazzo selvaggio”, sfida concreta al secolo dei Lumi? Trascinato da un orfanotrofio a un salotto come un mostro da fiera, sarà presto abbandonato dai suoi tutori alla sua incurabile natura selvaggia. Solo il dottor Itard, dell’Istituto dei sordomuti di Parigi, s’intestardisce nel credere che di questo “animale” saprà fare un uomo, e per anni il ragazzo selvaggio, ribattezzato Victor, subirà l’apprendistato della civilizzazione. Un intenso romanzo dove T.C. Boyle rivisita la storia di Victor dell’Aveyron, già resa nota dal celebre film di Truffaut. “Il ragazzo selvaggio” è edito da Feltrinelli Collana I Narratori; euro12; pp 112. (Cma)
“L’ACROBATA FUNESTO” DI GUIDO RAMPOLDI
Attende il suo turno a un celebre talk show: è un bambino, un mostro, un fenomeno, si dice, con formidabili doti acrobatiche. Il guaio è che, appena entrato in studio, si mette a levitare. Nessuno sa dire cosa sia accaduto, ma il fatto che sia accaduto si ripercuote nella Rete, a partire da un sito ospitato su un server islandese (www.acrobatafunesto.is). Chi è l’acrobata funesto? Un bambino deforme capace di balzi innaturali? Un angelo pagano che non ha nome in alcun vocabolario del mondo? Una creatura sognata, il prodotto allucinatorio di una suggestione collettiva? La cartella relativa all’acrobata funesto finisce sulla scrivania di un analista dei Servizi segreti mandato a Roma per riaversi da quello che viene chiamato Disturbo Post-Traumatico da Stress, “un dolore senza origine e senza oggetto” tipico dei reduci dalle guerre ipermoderne. Nella cartella rapporti di polizia, stralci di blog e pagine di diario. La ricerca porta lontano, porta nelle patrie defunte dell’Est, disegna un labirinto di complotti, di identità nazionali, di identità religiose, di cospirazioni sino a lasciar intravedere l’abisso minaccioso della disinformazione come pratica politica e strumento di controllo. La Rete è l’habitat ideale per far crescere giungle di specchi. È lì che si nasconde l’acrobata funesto? Guido Rampoldi scrive un romanzo mozzafiato, scandito da apparizioni e sparizioni, spiazzante e seduttivo come una mappa del tesoro – salvo che al posto dell’oro c’è il potere, dove la verità è progettata a tavolino, per confondere, abbagliare, disorientare. “L’acrobata funesto “ è edito da Feltrinelli Collana I Narratori; euro 16.00; pp.256. (Cma)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione