Mentre il Presidente Trump è in volo verso Davos per ridisegnare i confini della geopolitica artica, sul fronte interno americano la tensione sulla politica migratoria ha raggiunto un punto di rottura. In un'intervista rilasciata ad ABC News, il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha lanciato un guanto di sfida senza precedenti all'amministrazione, chiedendo apertamente l'abolizione dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE).
La posizione di Mamdani non è solo una critica amministrativa, ma un attacco frontale ai pilastri della nuova dottrina Trump. "Dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia la realtà: l'ICE è diventata un'arma di terrore che strappa i genitori dai propri figli", ha dichiarato Mamdani ai microfoni di ABC. Il sindaco ha invocato un ritorno alla "umanità" nel trattare la crisi migratoria, contrapponendo la sua visione a quella del Presidente, che proprio ieri alla Casa Bianca mostrava con toni cupi le foto di immigrati definiti "assassini squilibrati".
Secondo Mamdani, il sistema attuale è intrinsecamente fallato. La sua richiesta di abolire l'agenzia non è una novità nel panorama della sinistra radicale, ma assume oggi, nel 2026, una rilevanza esplosiva. Mentre il governo federale annuncia il taglio dei fondi alle "città santuario" a partire dall'inizio del mese, Mamdani posiziona New York come la trincea della resistenza. "Non stiamo parlando solo di politiche pubbliche, stiamo parlando della dignità fondamentale delle persone che chiamano questa città 'casa'", ha sottolineato il sindaco, rigettando la narrativa della Casa Bianca che dipinge l'immigrazione esclusivamente come una minaccia alla sicurezza nazionale.
L'intervista evidenzia un solco profondo: da un lato la "brutale realtà" di Trump, fatta di espulsioni di massa e retorica securitaria; dall'altro la richiesta di Mamdani di smantellare l'apparato repressivo federale per sostituirlo con un sistema basato sui diritti civili. Questa frizione non è solo interna agli Stati Uniti, ma riflette lo spirito di "rottura" che Trump sta esportando a Davos.
La voce di Mamdani rappresenta quella fetta di America che rifiuta la visione di un Paese trasformato in "fortezza", lo stesso concetto evocato dal canadese Mark Carney a Davos. Mentre l'amministrazione Trump intensifica la pressione sulle municipalità ribelli, la posizione del sindaco di New York segna l'inizio di una battaglia legale e politica che promette di ridefinire il concetto stesso di sovranità locale contro il potere federale nel corso di questo 2026. (21 GEN – deg)
(© 9Colonne - citare la fonte)



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