“Italia e Germania sono più vicine che mai". Nella cornice seicentesca di Villa Pamphili, la premier Giorgia Meloni ha chiuso il vertice intergovernativo Italia-Germania esprimendo “grande sintonia” con Berlino nella conferenza congiunta con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Italia e Germania hanno sottoscritto un Piano d’azione per la cooperazione strategica, un documento quadro, non vincolante ma politicamente impegnativo, che punta a portare il partenariato tra i due Paesi a un livello “senza precedenti”, rafforzando il coordinamento su sicurezza, politica industriale, transizione verde, agenda europea e gestione delle migrazioni. Nel Protocollo, Roma e Berlino ribadiscono il comune impegno come alleati Nato e Stati fondatori dell’Unione europea, confermando il sostegno all’Ucraina contro l’aggressione russa, la centralità del legame transatlantico e la necessità di rafforzare il pilastro europeo della difesa. Al tempo stesso, i due governi sottolineano l’urgenza di una Unione europea più capace di agire come attore geopolitico, anche attraverso riforme della governance e un percorso di allargamento compatibile con l’efficienza decisionale. “Tra le sfide cruciali per il nostro continente sulle quali c’è piena sintonia con il cancelliere tedesco, c’è anche quella della migrazione” sottolinea Meloni, mentre “l’altro tema sul quale con il cancelliere Mertz siamo d’accordo è che sia necessario un deciso cambio di passo in Europa in materia di competitività delle nostre imprese, è chiaro che una certa visione ideologica della transizione green ha finito per mettere in ginocchio le nostre industrie, consegnando l’Europa a nuove dipendenze strategiche senza peraltro poter incidere realmente nella tutela dell’ambiente e della natura. Siamo convinti che ci siano i margini per correggere questi errori e scongiurare il declino industriale del nostro continente, ma serve coraggio, vogliamo spingere l’acceleratore su questi temi ed è per questo che ci presenteremo al prossimo vertice informale del 12 febbraio a Bruxelles con un nostro non paper comune”. “La nostra volontà di cooperazione con gli Usa rimane salda: Italia e Germania, che sono entrambe nazioni che intrattengono con gli Usa storicamente relazioni privilegiate, penso che possano aiutare in questo rapporto, particolarmente se lavorano insieme anche grazie a un approccio pragmatico e non istintivo alle relazioni con gli Usa” assicura Meloni . "Spero che potremo dare il Nobel per la pace a Trump e confido che possa fare la differenza anche sulla pace giusta e duratura per l'Ucraina”, dice la premier. Sollecitati dai cronisti, i due capi di Stato intervengono sulle questioni internazionali più cogenti: "Ho detto a Trump – afferma Meloni - che per noi ci sono oggettivamente dei problemi di carattere costituzionale per come è stato configurato” il Board of Peace per Gaza, “chiedendo anche la disponibilità a riaprire questa configurazione per andare incontro alle necessità non solo dell'Italia ma anche di altri Paesi europei”. “Sarei disposto a entrarci se accompagnasse il processo su Gaza anche in una seconda fase, ma in ogni caso le attuali strutture di governance non possiamo accettarle. Siamo comunque pronti a esplorare con gli Usa nuovi format" è invece la posizione del governo tedesco espressa da Merz. Sull’Artico, “con i loro metodi discutibili e assertivi, gli Usa pongono una questione strategica”, ma la premier si dice “ottimista” che la questione possa essere affrontata in ambito Nato. "L'Europa deve e farà di più per la sicurezza nell'Artico. Intendiamo sostenere i colloqui tra Danimarca, Groenlandia e Stati Uniti sulla base della sovranità territoriale. L'Europa deve essere sovrana e salda e “vogliamo tutelare la Nato" sottolinea invece il cancelliere, che in merito ai dazi invece afferma: “Ci difenderemo con tutti gli strumenti possibili”. (Roc)
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