“Sarò onesto. Non credo affatto alle promesse di Putin: è un mentitore inveterato. Dall'inizio della guerra ha sempre detto che le sue forze attaccano esclusivamente obiettivi militari, ma allora perché da quattro anni non fa che lanciare missili e droni contro le nostre città e le infrastrutture civili? Come spiega i nostri 300 concittadini uccisi dal 2022 e gli oltre 1.000 appartamenti distrutti?”. Lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera, il sindaco di Kiev, Vitaly Klitschko, sottolineando che l'obiettivo prioritario attuale è “ripristinare la rete elettrica, il riscaldamento e il sistema idrico. In quasi 12 anni da sindaco non avevo mai visto un'ondata di gelo tanto prolungata e i russi ne approfittano: non solo bombardano per rendere ancora più difficile l'esistenza della popolazione, ma soprattutto usano ogni mezzo per fomentare i dissidi interni. I loro blogger istigano la gente a criticare le autorità ucraine e diffondere la sfiducia, mentre noi ci prodighiamo per ricordare che la causa prima di ogni difficoltà è stata e resta l'invasione russa”. Riguardo alle presunte rassicurazioni del Cremlino, Klitschko osserva che “i raid russi sono continuati esattamente come prima, non su Kiev, ma sul resto del Paese. Da domenica scorsa città come Odessa, Zaporizhzhia e Dnipro sono al freddo e al buio in molti quartieri. Gli attacchi contro la capitale sono in crescita e dimostrano che ancora oggi Putin è molto più interessato al controllo di Kiev che non del Donbass. Se vuoi eliminare qualcuno gli spari al cuore e infatti Putin tuttora nega la legittimità di un'Ucraina libera e indipendente. L'obiettivo è spezzare la nostra volontà di resistenza, destabilizzare, dividere, impaurire”. Il sindaco descrive una situazione drammatica in cui l'intero Paese soffre di tagli draconiani all'energia nazionale, operando “tra il 40 e il 60 per cento delle capacità energetiche normali. Se manca la corrente le pompe non funzionano e l'acqua non arriva ai rubinetti. Mai tanti attacchi e mai così freddo: è il mio periodo più difficile da sindaco. Quando ho ammesso che non avevamo le risorse per rispondere ai bisogni di tutti ho consigliato di evacuare temporaneamente chiunque potesse. L'ho fatto e lo rifarei. Meno abitanti significa poter garantire servizi migliori”. Nonostante la crisi, Klitschko ribadisce la volontà di non cedere: “Occorre che Kiev resti viva grazie al lavoro della sua gente. L'ultimo attacco russo è stato il 27 gennaio e gli uffici sono rimasti aperti. È il nostro modo per dimostrare che non molliamo, non ci arrendiamo. I generatori europei ci permettono di sopravvivere, anche se nel lungo periodo non possono essere un sostituto per la rete nazionale. Costano troppo, necessitano di 300 tonnellate di carburante al giorno solo quelli pubblici, inquinano causando gravi problemi di salute. Il nostro deficit energetico è ora del 60 per cento, ecco perché ci sono blackout che a seconda dei quartieri possono durare da due ore a due giorni”. (31 gen - red)
(© 9Colonne - citare la fonte)



amministrazione