Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

DEMENZA, ITALIA
PRIMA IN EUROPA

DEMENZA, ITALIA <BR> PRIMA IN EUROPA

Sono oltre 1.430.000 le persone con demenza oggi in Italia, destinate a diventare 2.200.000 entro il 2050, con un aumento previsto del 54%. L’Italia è il Paese dell’Unione Europea con la più alta quota di persone con demenza in rapporto alla popolazione: 2,4%, una percentuale che si stima passerà al 4,2% nel 2050. È quanto emerge dal nuovo rapporto “The Prevalence of Dementia in Europe 2025”, diffuso oggi da Alzheimer Europe - rete che riunisce 41 associazioni nazionali di 36 diversi Paesi – e presentato dalla Federazione Alzheimer Italia. Il documento, un aggiornamento della precedente pubblicazione “Dementia in Europe Yearbook” del 2019, contiene i dati sulla prevalenza della demenza in Europa e nei singoli Paesi considerati nello studio, ovvero i 27 dell’Unione Europea più altri 11 extra UE in cui è presente un’organizzazione legata ad Alzheimer Europe: Armenia, Bosnia-Erzegovina, Islanda, Israele, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia, Svizzera, Turchia, Ucraina e Regno Unito. L’aumento dei casi di demenza in Italia è una diretta conseguenza dell’invecchiamento della popolazione. Riguarda infatti soprattutto le fasce più anziane, che sono anche quelle destinate a crescere maggiormente in termini assoluti: entro il 2050 saranno 1,7 milioni le persone con demenza ultraottantenni. Il report evidenzia inoltre una forte dimensione di genere: nel nostro Paese circa due terzi delle persone con demenza sono donne. Nel 2025 le donne con demenza sono circa 946 mila, contro 491 mila uomini; nel 2050 saranno oltre 1,4 milioni, rispetto a 807 mila uomini. Le donne, quindi, vivono una condizione particolarmente svantaggiata, sia sul piano della salute che su quello economico e sociale: si ammalano di più, ma sono anche più coinvolte degli uomini nelle attività di cura e assistenza dei familiari con demenza. A livello europeo, il rapporto stima che le persone con demenza passeranno da quasi 9,1 milioni nel 2025 a oltre 14,3 milioni nel 2050 nell’Unione Europea, con un aumento del 58%. Se si considerano anche i Paesi non UE inclusi nello studio, l’incremento complessivo sarà del 64%. “Il messaggio che arriva da questo rapporto è chiaro - afferma Mario Possenti, segretario generale di Federazione Alzheimer Italia e vicepresidente di Alzheimer Europe - Non intervenire oggi rischia di aggravare ulteriormente le sfide future. In Italia la demenza è una vera emergenza di salute pubblica. Il Piano Nazionale Demenze è in fase di aggiornamento, ma è fondamentale che Governo e Istituzioni garantiscano risposte concrete, assicurando un percorso di cura e assistenza omogeneo su tutto il territorio, sostenuto da finanziamenti adeguati. L’invecchiamento della popolazione e l’aumento dei casi impongono un’accelerazione sulla Riforma dell’Assistenza agli Anziani Non Autosufficienti. Senza un intervento tempestivo, il rischio è che sempre più famiglie si trovino sole ad affrontare il peso della demenza, e questo non possiamo permetterlo”. (1 feb - red)

 

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

archivio

DALLE COMUNITA’
ITALIANE NEL MONDO

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola

Speciali per l'estero