L’annuncio dell’addio alla Lega arriva direttamente dai social. Roberto Vannacci ha pubblicato su X un messaggio che di fatto sancisce la rottura con il Carroccio e apre una nuova fase del suo percorso politico. “Inseguo un sogno, e vado lontano. Futuro nazionale”, scrive l’europarlamentare ed ex generale, accompagnando il post con una serie di immagini e testi che assumono la forma di un vero e proprio manifesto politico. Nel messaggio non viene mai citata esplicitamente la Lega, ma il riferimento all’uscita dal partito appare implicito e coerente con le indiscrezioni circolate nelle ultime ore dopo l’incontro con Matteo Salvini. Il richiamo a “Futuro nazionale”, simbolo registrato la scorsa settimana, conferma l’intenzione di Vannacci di avviare un nuovo progetto politico autonomo.
Un messaggio politico e simbolico, costruito come un manifesto programmatico, accompagna l’annuncio dell’addio di Roberto Vannacci alla Lega. Il post pubblicato su X dall’europarlamentare segna una presa di distanza netta dal partito guidato da Matteo Salvini e arriva a poche ore dal Consiglio federale del Carroccio, chiamato a fare chiarezza sugli sviluppi interni. L’ex generale, infatti, accanto al riferimento a “Futuro Nazionale”, pubblica un testo che appare un vero e proprio manifesto politico. I principi fondanti della nuova formazione politica si articolano attorno a una visione identitaria della destra, definita come “vera, coerente, forte e non moderata”, fondata su cinque pilastri esplicitamente indicati: libertà, tradizioni, amore, virtù e identità. Nel testo si insiste sulla centralità della nazione e della comunità, sulla difesa dei confini e delle radici storiche e culturali italiane, nonché su una concezione della famiglia come nucleo “naturale” e fondamento della società. Viene rivendicato il primato del merito e dell’eccellenza contro quella che viene descritta come una deriva verso l’uguaglianza intesa come mediocrità. Ampio spazio è dedicato anche al tema della sicurezza, del lavoro come valore fondante della Repubblica e al rifiuto del “pensiero unico” e dei “reati d’opinione”. Il testo si chiude con un appello diretto e personale, presentando il nuovo percorso politico come una scelta di coerenza e rottura, sintetizzata nella formula: “Chi mi ama, mi segua”.
L’annuncio dell’uscita dalla Lega trova una conferma esplicita nel post pubblicato da Roberto Vannacci su Facebook, che segue e rafforza quanto diffuso poche ore prima sui social. “Proseguo per la mia strada da solo”, scrive l’europarlamentare, chiarendo la scelta di avviare un nuovo percorso politico autonomo e sancendo di fatto la rottura con il Carroccio. Nel messaggio, Vannacci rivendica un impegno politico orientato a “cambiare l’Italia” e a renderla “un Paese sovrano, sicuro, libero, sviluppato, prospero ed esclusivo”, spiegando di voler continuare la propria battaglia lontano da “impicci, compromessi di convenienza e inciuci”. L’ex generale sottolinea la dimensione personale e valoriale della decisione, legandola all’obiettivo di “lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello ricevuto”. Il post si chiude con l’annuncio formale della nascita di “Futuro Nazionale”, definita come una realtà politica operativa da oggi.
LA REAZIONE DI SALVINI. Arriva la risposta del vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini all’annuncio dell’addio di Roberto Vannacci, affidata a un lungo post sui social. “Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato”, scrive il segretario della Lega, ripercorrendo il rapporto politico con l’ex generale e rivendicando le scelte compiute dal partito nei suoi confronti. Salvini ricorda che la Lega “aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro” e di avergli offerto pieno sostegno politico, dalla candidatura alle elezioni europee alla nomina a vicesegretario del partito. “Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire”, sottolinea il leader leghista, parlando di “massima disponibilità” da parte sua e di altri dirigenti. Nel post, però, Salvini evidenzia anche le ragioni della rottura, spiegando che “far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere”, ma richiede “lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà”. Il segretario fa riferimento a “polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni” e ad “attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni”, contrapposti all’impegno del partito su sicurezza, immigrazione e politiche economiche. Salvini richiama infine i valori di “onore, disciplina e lealtà”, osservando che “un soldato non abbandona mai il proprio posto” e lamentando i cambi di bandiera senza rinunciare ai seggi parlamentari. “Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada”, conclude, ribadendo che “gli uomini passano, le idee restano” e chiudendo con lo slogan: “Liberi e forti. Senza paura”. (3 FEB - alp)




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