Dal 25 al 29 marzo il Teatro Brancaccio di Roma ospiterà “Topo Gigio Il Musical”: la prima fiaba musicale originale sulla storia di Topo Gigio, una storia mai raccontata prima dove immaginazione, musica e memoria diventano scena. Lo spettacolo trae ispirazione dal libro “Il cuore di Gigio” di Morris Doves, un racconto intimo e poetico, un viaggio tra realtà e fantasia in un mondo in equilibrio tra il bene e il male. Dal libro al palcoscenico, per dare forma a una storia che parla di legami e umanità, raccontando la nascita dell’amato protagonista e il legame profondo con Maria Perego, la donna straordinaria che lo ha creato nel 1959. Una pagina di storia italiana che si trasforma in una fiaba magica, pronta a rapire il cuore di milioni di persone, così come Topo Gigio ha già fatto nella sua lunga storia internazionale. “Topo Gigio Il Musical” vuole omaggiare il pupazzo italiano più amato al mondo sin dagli anni sessanta, nato da un piccolo sogno nella mente di una ragazza e diventato una leggenda universale. Un giorno d’inverno, una ragazza si ferma davanti alla vetrina di un negozio per guardare un albero di Natale fatto di una strana plastica…e vede, nascosto in quella plastica, un pupazzo che le sorride. Nasce così, a Milano, uno dei characters che ha segnato la nostra epoca. Topo Gigio si afferma sulle scene internazionali, diventando un simbolo di dolcezza e innocenza. Con la sua voce e il suo modo di parlare fa sognare il mondo intero per sette decenni, conquistando anche i grandi nomi dello spettacolo fino a diventare un vero e proprio mito, uno dei personaggi più iconici della cultura pop. In scena e protagonista della storia, presente sul palco, Topo Gigio interagisce con gli artisti e attraversa il racconto insieme a loro, diventando il filo conduttore emotivo del musical. Un cast di 20 performer tra attori, ballerini acrobati e cantanti lo accompagna in un percorso fatto di numeri musicali, scene corali e momenti di grande delicatezza narrativa.
LA REGIA Prodotto da Target Communications, con la supervisione artistica di Alessandro Rossi, lo spettacolo è scritto e diretto dal maestro delle fiabe Maurizio Colombi (autore e regista di grandi successi come Peter Pan – Il Musical, We Will Rock You, Rapunzel, La Regina di Ghiaccio, Aladin, Casanova), che firma una regia pensata per parlare a più generazioni. “Raccontare Topo Gigio significa raccontare un’idea di tenerezza e di immaginazione che appartiene a tutti - sottolinea Colombi - questo musical nasce per il teatro e per le famiglie, con l’obiettivo di condividere una storia che parla di legami, di creazione e di umanità”.
I PERSONAGGI Milena Miconi, attrice e showgirl tra le più note del panorama teatrale e televisivo, con una lunga carriera che spazia dalla fiction al palcoscenico, interpreta Maria Perego, la donna che ha dato vita a Topo Gigio. Teresa Morici, giovanissima promessa del musical italiano, attrice, cantante e ballerina di soli dodici anni, è Maria Perego da bambina, custode dell’origine più intima e immaginativa della storia. Sergio Friscia, volto noto della televisione e della radio, apprezzato per la sua capacità di coniugare ironia e profondità interpretativa, vestirà i panni di Mr. P, personaggio chiave che accompagna il racconto con umanità e misura, dando voce al senso universale della narrazione. Nel racconto trovano spazio anche i personaggi di Walt Disney, Raffaella Carrà e Il Mago Zurlì, che diventano un archetipo fiabesco, consentendo alla narrazione di mischiare realtà storica e immaginario collettivo, in un gioco teatrale appassionante.
Le coreografie sono di Rita Pivano, e le emozionanti musiche realizzate da Franco Fasano (autore di grandi successi come Ti lascerò, Io amo, Mi manchi, Regalami un sorriso, e tanti altri) sostengono l’impianto emotivo dello spettacolo. L’allestimento scenico è uno dei punti di forza: Topo Gigio comparirà dal vivo grazie a diverse tecniche con un gioco di scenari surreali in cui la fantasia diventa tangibile. Attraverso uno sguardo pieno di sentimento, in un continuo alternarsi di realtà e fantasia, ricordi e invenzione, “Topo Gigio il musical” incanterà e commuoverà bambini, genitori e nonni. Un'esperienza teatrale coinvolgente, che unisce intrattenimento e racconto, nel segno della cultura pop italiana e del musical. Lo spettacolo debutta a Milano (dal 6 al 15 marzo 2026 al Teatro Lirico Giorgio Gaber), arriva poi a Roma (dal 25 al 29 marzo 2026 al Teatro Brancaccio) e a Genova (11 e 12 aprile 2026 al Teatro Verdi). “Topo Gigio il musical” non rappresenta solo la storia dell’amato personaggio televisivo, ma è una riflessione sulla crescita, sul bisogno di affetto, sul legame tra madre e figlio, e sul potere della creatività e della fantasia.(red)
“TI HO SPOSATO PER ALLEGRIA” CON GIAMPIERO INGRASSIA E MARIANELLA BARGILLI
Sono Giampiero Ingrassia e Marianella Bargilli i protagonisti di Ti ho sposato per allegria, la brillante commedia di Natalia Ginzburg, in scena al Teatro Celebrazioni di Bologna venerdì 20 e sabato 21 marzo alle ore 21.00, con la regia di Emilio Russo. Composta nel 1965, due anni dopo il successo di Lessico famigliare – vincitore del Premio Strega – Ti ho sposato per allegria segna l’esordio drammaturgico di Ginzburg. Al centro della vicenda ritroviamo i temi cardine dell’autrice: l’amore, le relazioni, il peso delle figure materne, la morte e il divario sociale. La scrittrice ne parla “senza parlarne”, utilizzando un registro immediato e familiare per svelare la complessità che si cela dietro la normalità di tutti i giorni. Sono tematiche che emergono attraverso dialoghi quotidiani e vicende domestiche, confermando la sua capacità unica di narrare i grandi conflitti umani con una scrittura concreta. In scena Ingrassia e Bargilli sono Pietro e Giuliana, il cui legame sfida la logica: può l’allegria essere un collante sufficiente? L’entusiasmo sembra assente nelle radici della loro unione: una donna fragile e un uomo arido di sentimenti, diviso tra ribellione e convenzione. Eppure, tra loro vibra una sincerità spietata nel mostrarsi senza filtri, una confessione continua che sfocia in una domanda ripetuta come un mantra: «Perché ci siamo sposati?». In questa ricerca di verità, priva di illusioni, risiede forse l’unico, paradossale punto di contatto. Tra assenze e presenze, la commedia si rivela un labirinto ipnotico che riporta sempre allo stesso bivio, spingendo i protagonisti a cercare ogni volta una via di fuga differente. Chissà se una vera uscita esista. O se invece non sia proprio questo girare a vuoto l’essenza stessa di quella cosa che chiamiamo vita. Si percepisce subito un distacco dai sentimenti di matrice cechoviana, segno dell’ammirazione di Ginzburg per il drammaturgo russo. Tra i personaggi l’empatia è assente: i legami tra Pietro e la madre, tra Vittoria e Giuliana, o tra Pietro e Ginestra appaiono svuotati di calore. Ogni dinamica sembra così ridursi a un gioco di obblighi forzati, specchio di quei vincoli borghesi che l’autrice ha sempre indagato con lucidità. La scrittura non cerca il consenso né la consolazione. Al contrario, sposta il baricentro emotivo sui personaggi evocati dalla narrazione, dando corpo a quel gioco di specchi che è il teatro. È attraverso queste voci che emerge un affresco d’epoca potente, colto un attimo prima delle grandi fratture storiche: un mondo che si prepara alla rivolta, allo scontro tra generazioni e alla ridefinizione dei ruoli sociali, rendendo il testo un presagio lucidissimo del futuro. Senza ricorrere a gag o espedienti narrativi, Ginzburg costruisce una comicità travolgente, fondata sul ritmo serrato e sulla verità dei suoi personaggi. Le sue figure non sono semplici caricature, ma frammenti di realtà che popolano l’immaginario collettivo. Il segreto del testo risiede nel paradosso creativo rivelato dall’autrice stessa: «Ero molto triste e poi scrivendo è venuta fuori una cosa allegra». Accanto ai due protagonisti, calcano il palcoscenico Lucia Vasini (la madre di Pietro), Claudia Donadoni (Ginestra) e Viola Lucio (Vittoria). L’allestimento si avvale delle scene di Fabiana Di Marco, dei costumi di Pamela Aicardi e del disegno luci di Mattia De Pace. Arricchiscono la messa in scena i manichini di Raffaella Montaldo, i contributi video di Marco Schiavoni e le musiche di Alessandro Nidi e Andrea Centonze. Claudia Donadoni è inoltre l’assistente alla regia. Ti ho sposato per allegria è una produzione Tieffe Teatro e Quirino srl. (red PO Gil)
BOLOGNA, AL DUSE ARIANNA PORCELLI SAFONOV CON ‘ODIARIO’
Ultime poltrone disponibili per ‘Odiario’ il nuovo spettacolo di Arianna Porcelli Safonov, in scena mercoledì 18 marzo (ore 21) al Teatro Duse di Bologna. Con la sua consueta graffiante ironia, reduce dal successo di ‘Fiabafobia’ e ‘Alimentire’, l’autrice e performer racconta, questa volta, l’adolescenza e il crudele percorso che porta al diventare grandi attraverso il grande protagonista di tutti i nostri sfoghi: il diario. Dopo aver visto Delirious, lo storico spettacolo girato al DAR Constitution Hall in Washington che nel 1983 rese celebre Eddie Murphy, Arianna ha deciso di scrivere questo nuovo monologo dedicato ai ricordi attingendo direttamente dai suoi diari segreti, scritti dal 1993 fino ad oggi. Una rosa di aneddoti personali che vanno dall’incidente in auto con Riccardo Schicchi alle monumentali delusioni amorose delle medie per le quali il sentimento di rivalsa permane negli anni violentissimo, almeno fino a quando non incontra l’amato invecchiato e distrutto dalla vita. Un’esilarante carrellata, insomma, di piccole battaglie e grandi imbarazzi, di tutto ciò che si deve subire per poter finalmente dire di essere adulti, ricordandosi però di mantenere ben segreto il bizzarro processo con cui lo si è diventati. (PO red Gil)
NAPOLI, OTTAVIA PICCOLO PORTA IN SCENA MATTEOTTI AL TRIANON
Il Teatro Trianon Viviani di Napoli ospiterà venerdì 20 marzo, alle 21, Ottavia Piccolo che porterà in scena “Matteotti. Anatomia di un fascismo” di Stefano Massini, con la regia di Sandra Mangini e la musica dal vivo dei Solisti dell’Orchestra multietnica di Arezzo. Lo spettacolo ripercorre l’ascesa e l’affermazione del Fascismo, con tutti i suoi risvolti eversivi che il deputato socialista seppe comprendere, fin dall’inizio, in tutta la sua estrema gravità, a differenza di molti che non videro o non vollero vedere.(PO red Gil)
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