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direttore Paolo Pagliaro

ENERGIA, LA GUERRA IN IRAN PESA SULLE IMPRESE DEL TERZIARIO

Le tensioni geopolitiche legate al conflitto in Iran stanno generando un nuovo shock sui mercati energetici internazionali, con impatti significativi sulla bolletta energetica delle imprese italiane del terziario e con effetti differenziati a seconda dell’evoluzione del conflitto. Ipotizzando uno scenario di base con prezzi che, nei prossimi mesi, si stabilizzino sui livelli osservati nei primi nove giorni successivi allo scoppio del conflitto, e uno scenario peggiore, con il protrarsi nel tempo del conflitto, a marzo 2026 la bolletta elettrica delle imprese del terziario potrebbe aumentare, nel primo caso, dell’8,5% (passando da una media di 20.521 euro nel primo bimestre 2026 a 22.269 euro a marzo 2026), nel caso dello scenario peggiore del 13,9% rispetto alla media di gennaio-febbraio 2026 (spesa di 23.380 euro) con un incremento medio aggregato della spesa di tutti i settori (alberghi, supermercati, bar, ristoranti, negozi) di 2.853 euro. Analogamente, per il gas gli aumenti sarebbero, per lo scenario base, del 30%, passando da una media di 7.833 euro nel primo bimestre 2026 a 10.181 euro, e del 43,5% nello scenario peggiorativo, con un aumento della bolletta di 3.408 euro (da 7.833 euro a 11.241 euro). E’ quanto emerge da un’analisi di Confcommercio realizzata in collaborazione con il CER, Centro Europa Ricerche, sull’impatto del conflitto in Iran sui costi energetici delle imprese del terziario di mercato.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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