Roma, 30 mar – “Si stanno sommando non tanto fatti di cronaca, ma drammi che entrano nelle vite delle persone, a cui ovviamente l'intera comunità si deve stringere: è chiaro che c'è una questione di solidarietà alla professoressa è stata ferita, ma anche un riconoscimento di una sua capacità di lettura da educatrice di quanto è accaduto”. Così Elena Bonetti, deputata e presidente di Azione, sviluppando un ragionamento a partire dal caso di cronaca, avvenuto in provincia di Bergamo, di una docente accoltellata da un suo alunno tredicenne. “Perché è questo il nodo del problema – sottolinea Bonetti, che è rapporteur per la ‘child partecipation’ presso l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa - il fatto che si stanno smantellando sempre di più reti educative, reti di comunità, le famiglie sono lasciate sole, la scuola è lasciata sola con se stessa senza le risorse adeguate per poter prevenire, intercettare e intervenire rispetto a questo disagio. E’ per questo che, al di là dei grandi commenti, oggi è venuto il momento di agire e di farlo in modo concreto” afferma l’ex ministra alla Famiglia e alle Pari opportunità, sostenendo che “i ragazzi sanno essere protagonisti, protagonisti positivi della loro vita se sono messi nelle condizioni però di poter vivere in reti di comunità, in luoghi educanti che li mettono nelle condizioni di poter essere davvero riconosciuti, ascoltati e capiti. E dall'altro lato, certo, va rimesso in campo un tema di rispetto della scuola come il luogo principale di costruzione e di formazione della cittadinanza. Accanto a questo, però, c'è un grandissimo tema che emerge e che viene taciuto: quello della presenza dei minori sui social, senza quegli strumenti con cui possono essere protetti”. Bonetti ricorda che “ci sono dei progetti di legge importanti in Parlamento, Azione è stato il primo partito a muoversi non solo per limitare l'accesso ai social network, ma per abituare ed educare i giovani a entrare nel mondo del web. Progetti di legge che adesso vedono anche una condivisione trasversale, ma che sono bloccati al Senato e non si capisce perché. Infine c'è un'altra importante iniziativa, che Azione sta portando avanti insieme alla collega Pastorella, che è quella di limitare l'uso dei chatbot emotivi quando si tratta di minori, proprio a tutela, a garanzia dell’autonomia di bambini, bambine, ragazze e ragazzi che devono poter accedere al mondo del web, e anche al mondo dell'intelligenza artificiale, in modo sicuro e protetto”. (PO / Roc)
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