L’anno scolastico all’estero durante le scuole superiori non penalizza il percorso degli studenti italiani, ma al contrario ne rafforza risultati, competenze e prospettive di carriera future. È quanto emerge dal sondaggio “Un anno all’estero… e dopo?”, realizzato da Astudy International Education, realtà italiana specializzata nell’orientamento e nell’organizzazione di esperienze di formazione scolastica internazionale, su 840 studenti delle scuole secondarie di secondo grado che hanno partecipato a programmi Exchange tra il 2016 e il 2025.
Un dato rilevante riguarda il rendimento scolastico al rientro nel sistema italiano: più di 8 studenti su 10 non subiscono alcun peggioramento, smentendo uno dei principali timori di famiglie e scuole superiori. In particolare oltre la metà degli studenti (51,7%) mantiene invariata la propria media, mentre il 30,2% la migliora. Solo il 18% registra una diminuzione, spesso legata alla fase iniziale di riadattamento. A conferma dell’impatto positivo dell’esperienza anche nel lungo periodo, i risultati alla Maturità sono eccellenti: circa il 73% degli exchange students consegue una votazione superiore a 80/100, con punte di eccellenza (100 e 100 e lode) che superano il 22%.
Oltre ai risultati scolastici, l’esperienza exchange durante l’adolescenza produce benefici più ampi. L’81,5% degli intervistati considera le competenze trasversali acquisite con i soggiorni all’estero come chiave per la propria carriera professionale.(red)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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