Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

PIOGGIA DI DRONI
SULLA DAVOS RUSSA

PIOGGIA DI DRONI <BR> SULLA DAVOS RUSSA

Un'ondata massiccia di droni a lungo raggio ha colpito all'alba di oggi infrastrutture strategiche civili e militari a San Pietroburgo. L'azione di forza ha coinciso con l'inaugurazione ufficiale del Forum Economico Internazionale. L'evento, noto come la “Davos russa”, rappresenta la principale vetrina commerciale voluta dal presidente Vladimir Putin nella sua città natale. Il sorvolo dello spazio aereo cittadino e le esplosioni nei pressi del porto hanno proiettato dense colonne di fumo nero visibili da gran parte del centro storico. L'operazione militare scardina la percezione di sicurezza nell'area nord-occidentale della Federazione Russa. La traiettoria e la profondità dell'incursione confermano la crescita qualitativa della flotta di velivoli senza pilota sviluppata dall'industria bellica di Kiev. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato formalmente il successo della complessa operazione aeronavale tramite un comunicato diffuso sui propri canali istituzionali. “I droni hanno volato per oltre 1.000 chilometri colpendo infrastrutture che servono la macchina da guerra russa”, ha dichiarato il capo di Stato ucraino. L'attacco di precisione ha preso di mira in modo coordinato sia i grandi poli di stoccaggio energetico sia le strutture logistiche della Marina russa sul Mar Baltico.

OBIETTIVI MIRATI E BLOCCHI AEROPORTUALI NELLA REGIONE DI LENINGRADO. Il bersaglio principale della flotta aerea ucraina è stato il maxi-terminal petrolifero di San Pietroburgo, una delle infrastrutture di esportazione e raffinazione degli idrocarburi più importanti della Russia europea. Diversi velivoli kamikaze sono riusciti a penetrare i sistemi di intercettazione di prossimità, schiantandosi contro le cisterne di stoccaggio e innescando un violento incendio. In parallelo, un secondo braccio dell'offensiva si è concentrato sulle installazioni navali di Kronstadt, la storica fortezza insulare situata di fronte al porto cittadino che funge da quartier generale e cantiere per le unità da guerra della Flotta del Baltico. Secondo fonti interne della difesa di Kiev, i droni avrebbero centrato una nave militare attualmente in fase di manutenzione all'interno di un bacino di carenaggio asciutto.

Il governatore dell'Oblast di Leningrado, Alexander Drozdenko, ha confermato l'attivazione della massima allerta per la difesa aerea a partire dalla tarda serata di ieri. Le unità contraeree territoriali hanno cercato di neutralizzare l'ondata di penetrazione nello spazio aereo. Il governatore ha dichiarato la distruzione di oltre cinquanta vettori ostili nel corso dell'intera operazione notturna. L'emergenza bellica ha costretto l'autorità dell'aviazione civile russa a disporre la sospensione immediata e totale di tutte le attività operative presso l'aeroporto internazionale di Pulkovo. Lo scalo cittadino è rimasto bloccato per oltre due ore, interrompendo l'arrivo dei delegati internazionali e dei diplomatici attesi per le sessioni mattutine del Forum Economico.

IL SIGNIFICATO POLITICO DEL RAID DURANTE LA “DAVOS RUSSA”. La scelta della tempistica e dei bersagli svela una chiara intenzione politico-strategica da parte del comando militare ucraino. L'attacco non ha avuto soltanto una valenza logistica, mirata a indebolire le entrate economiche che alimentano il bilancio bellico del Cremlino, ma ha colpito l'immagine pubblica di stabilità che Mosca intendeva proiettare sul piano internazionale. Il Forum Economico di San Pietroburgo riunisce quest'anno delegati provenienti da oltre 130 paesi, un palcoscenico che il presidente Vladimir Putin utilizzerà venerdì nel suo discorso ufficiale per dimostrare l'inefficacia dell'isolamento diplomatico e delle sanzioni occidentali.

Le esplosioni e la chiusura dello spazio aereo hanno imposto una narrazione di vulnerabilità proprio nel momento di massima visibilità globale della città. La presenza di fumo all'orizzonte mentre i leader stranieri e gli investitori facevano il loro ingresso ai panel del forum rende evidente come la profondità operativa di Kiev sia ormai in grado di lambire i centri di potere più protetti della Russia. Dal punto di vista della propaganda interna, il colpo è durissimo: San Pietroburgo è considerata la seconda capitale del Paese, un centro urbano finora rimasto ai margini della percezione quotidiana del conflitto a causa della sua enorme distanza geografica dalla linea del fronte.

ATTRITI SUI FRONTI OPPOSTI E BILANCIO DELLE VITTIME CIVILI. L'azione ucraina su San Pietroburgo giunge in risposta a un periodo di intensi bombardamenti russi che hanno colpito le principali città e le reti elettriche ucraine nei giorni scorsi. Nella sola notte di lunedì, i massicci attacchi combinati condotti dalle forze di Mosca con missili balistici e droni d'attacco avevano causato la morte di almeno 22 civili e il ferimento di oltre 130 persone in diverse regioni dell'Ucraina. Il livello di scontro non accenna a flettere, estendendosi progressivamente anche alle aree controllate dai russi nei territori occupati.

Nelle stesse ore in cui i droni colpivano il Baltico, le autorità filorusse della regione di Donetsk hanno segnalato un attacco d'artiglieria che ha centrato un autobus passeggeri in servizio civile, provocando la morte di 7 persone e il ferimento di altre 11. Il ministero della Difesa russo ha condannato i raid sulle proprie infrastrutture energetiche, qualificandoli come “atti terroristici” volti a colpire installazioni civili e minacciando dure ritorsioni militari sulle infrastrutture strategiche ucraine nelle prossime ore. (3 GIU – deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola

Speciali per l'estero