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Dl Lavoro, Schifone (Fdi): Con salario giusto sostegno solo a occupazione di qualità

Roma, 10 giu. – Il decreto Lavoro collegato al Primo Maggio introduce una nuova impostazione nelle politiche occupazionali, fondata sul principio del "salario giusto" e sul rafforzamento della contrattazione collettiva, in alternativa alla proposta del salario minimo. Lo spiega la deputata di Fratelli d'Italia Marta Schifone, commentando il via libera della Camera alla fiducia sul provvedimento sulla conversione in legge del provvedimento. "Come ogni anno abbiamo celebrato la Festa dei lavoratori con un intervento dedicato al mondo del lavoro e quest'anno il focus è stato il lavoro di qualità, il salario di qualità e la buona contrattazione", ha spiegato Schifone. "La cifra innovativa del decreto è proprio il principio del salario giusto". La parlamentare ha ricordato che il provvedimento stanzia "quasi un miliardo di euro" per incentivi all'occupazione ed esoneri contributivi destinati a donne, giovani e residenti nella Zes unica del Mezzogiorno, introducendo però una condizione precisa: l'accesso agli aiuti pubblici sarà consentito soltanto alle imprese che applicano i contratti collettivi di riferimento. "Questi incentivi sono accessibili solo se si applica il salario giusto. Quindi no ai contratti pirata, no al dumping contrattuale, no a chi sottopaga i lavoratori. A tutte queste categorie non viene dato accesso al denaro pubblico", ha affermato. "È una scelta chiara e netta con cui diciamo che lavoriamo esclusivamente per la buona occupazione".Secondo Schifone, il contrasto alla stagnazione salariale non passa attraverso l'introduzione di una soglia minima uguale per tutti i settori. "Il salario minimo era uno slogan accattivante, ma una soluzione sbagliata. Noi proponiamo invece il salario giusto, che fa riferimento al trattamento economico complessivo", ha detto. La deputata ha sottolineato che il concetto di trattamento economico complessivo comprende non soltanto la retribuzione oraria o i minimi tabellari, ma anche tutte le altre componenti previste dalla contrattazione: "Tfr, tredicesima, quattordicesima, ferie, permessi e istituti di welfare. Sono elementi che rappresentano tutele e garanzie per i lavoratori e impediscono la compressione dei diritti". Per Schifone, il perno del sistema resta la contrattazione collettiva nazionale stipulata dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative. "Il salario giusto viene perimetrato intorno a questi contratti, che rappresentano la via maestra", ha osservato. "La contrattazione collettiva è vincente perché nasce dal confronto tra le parti, dalla conoscenza delle professionalità, delle specificità territoriali e delle dinamiche che caratterizzano le relazioni industriali nel nostro Paese".
(PO / Sis)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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