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direttore Paolo Pagliaro

IA, DEMOGRAFIA E FISCO
MELONI: NO PESSIMISMO

IA, DEMOGRAFIA E FISCO <br> MELONI: NO PESSIMISMO

Il tessuto economico e produttivo italiano presenta dei problemi, ma “non ha senso raccontarci peggio di come stiamo” e, visti “i dati macroeconomici”, il “pessimismo cosmico” non è giustificato. Su questi punti la convergenza di vedute tra il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è piena ed è stata affermata oggi durante l’assemblea della confederazione, a Roma. Questioni spinose ce ne sono: una su tutte il calo demografico, che, per usare le parole di Sangalli, “gioca contro la crescita economica”, con una propensione alla genitorialità “esigua” e in prospettiva addirittura “in diminuzione”. Una circostanza che “ha moltissimo a che fare proprio con l'impresa, perché nelle economie avanzate esiste un rapporto strettissimo tra calo demografico e diminuzione di nuova impresa”. Un punto su cui è tornata anche la premier: "Il messaggio che abbiamo voluto dare è che i figli non sono un ostacolo alla realizzazione: per troppi anni – ha affermato - è stato raccontato che i figli sono un ostacolo per l'affermazione delle donne. E allora serve mettere in campo gli strumenti che permettano di competere ad armi pari, ma serve anche una rivoluzione culturale". Tra le sfide da affrontare, anche quelle legate all’Intelligenza artificiale, che avrà conseguenze “imponderabili” sui “lavori intellettuali”, e che per questo “va governata a livello globale”, ha affermato la premier. D’altra parte, ha aggiunto, per quanto riguarda il commercio, “nessuna piattaforma può sostituire una serranda alzata, presidio di sicurezza e comunità". Al centro degli interventi anche la questione fiscale, con Sangalli che parla di una “fiscocrazia” fatta di “troppe tasse, troppa burocrazia” ed esorta: “Si proceda alla riduzione dell'aliquota centrale dal 35 al 33% per i redditi fino a 60mila euro, per dare il giusto riconoscimento al ceto medio”. Sul tema fisco è intervenuta anche la presidente del Consiglio: “Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiano possano ambire ad averlo un patrimonio, dopo anni di lavoro e sacrificio", ha detto riferendosi al dibattito sulla tassa patrimoniale. Regole e contratti sono altre questioni centrali, da diversi punti di vista: "Questa non è la repubblica delle banane”, ha detto Meloni parlando del fenomeno di attività commerciali "spesso gestite da extracomunitari, magari entrati illegalmente" che "aprono e chiudono dopo pochi mesi senza mai pagare le tasse, per poi riaprire sotto altro nome: ne abbiamo chiuse 24mila", ha precisato. Mentre per Sangalli il problema arriva anche dal “dumping contrattuale” che “riduce la qualità dell'occupazione e ne frena la crescita”, ha detto ricordando che invece “il sistema contrattuale di Confcommercio, complessivamente, interessa circa 5 milioni di lavoratori”. "Sappiamo bene che la crescita di lungo termine dell'Italia è insufficiente, eppure, nonostante tutto, i fondamentali dell'economia italiana restano confortanti”, ha sintetizzato il presidente di Confcommercio, citando “l'occupazione” che “ha superato i 24,3 milioni di lavoratori e l'inflazione al 3%, perlopiù dovuta all'aumento dei prezzi delle materie prime energetiche. La stessa produzione industriale – ha aggiunto - ha di recente mostrato segni di risveglio e i consumi nella sostanza reggono”. Gli fa eco la presidente del Consiglio, secondo cui "sarebbe intellettualmente disonesto dipingere l'Italia come una nazione in cui i problemi sono stati risolti”, ma ugualmente lo sarebbe “sminuire” il fatto che “il quadro macroeconomico e molti osservatori raccontano una nazione che pure nella peggiore congiuntura degli ultimi decenni non solo ha resistito, ma ha rilanciato”. Nel corso dell’assemblea è stato anche letto un messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha sottolineato la necessità di un “autentico dialogo tra istituzioni e società, per promuovere un modello di sviluppo coerente con criteri di sostenibilità sociale e ambientale”. A questo proposito, “responsabilità particolari interpellano le parti sociali, alle quali compete in primis, nel dialogo contrattuale, la regolazione del mercato del lavoro, per contribuire, aderendo al dettato costituzionale, all'affermazione della coesione sociale, con la eliminazione di quelle distorsioni e pratiche che si traducono in arretramenti degli standard di tutela per i lavoratori”. (10 giu-mol)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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