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PUTIN: NEGOZIATI?
NON CI SONO LE BASI

PUTIN: NEGOZIATI? <BR> NON CI SONO LE BASI

Una netta e totale chiusura verso qualsiasi spiraglio diplomatico con l'Ucraina, accompagnata dal rilancio della consueta narrazione geopolitica russa. Oggi, nel corso di un incontro ufficiale al Cremlino con i laureati degli istituti di istruzione militare superiore – le nuove leve di diversi ministeri chiave della Federazione –, il presidente russo Vladimir Putin ha gelato le aspettative su possibili negoziati di pace a breve termine, lanciando accuse pesanti sia contro la leadership di Kiev sia contro i suoi alleati occidentali. Le sue dichiarazioni, rilanciate tracciano una linea di intransigenza assoluta.

LO SCONTRO SULLA LETTERA DI ZELENSKY E IL PRECEDENTE DI STAROBILSK. Il fulcro del discorso di Putin ha riguardato l'impossibilità, a suo dire, di avviare un dialogo con la controparte ucraina. Recentemente, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva pubblicato sul suo sito web una lettera aperta in cui proponeva a Putin un incontro personale in un paese terzo per porre fine al conflitto. Commentando il documento, Putin ha osservato che il testo conteneva “elementi di maleducazione” e ha contestato duramente l'incoerenza di Kiev, citando i fatti sul campo: “Zelensky ha inviato questo documento, e ne parlano continuamente: 'Vogliamo un incontro personale, vogliamo un incontro personale'. E allora? E tre giorni dopo c'è un attacco a Starobilsk: come dovremmo interpretarlo? Come dovremmo interpretarlo? Cosa sta succedendo, quali sono i presupposti per incontri e negoziati personali?”.

Il riferimento del presidente russo è al tragico bombardamento del 22 maggio 2026, quando un raid di droni ucraini ha colpito un dormitorio studentesco a Starobilsk (nella regione occupata di Luhansk), provocando la morte di 21 persone (tra cui diversi adolescenti) e decine di feriti. Un evento che il Cremlino ha definito “un crimine mostruoso” e che scatenò, nelle ore immediatamente successive, una devastante rappresaglia missilistica russa sull'Ucraina tramite l'utilizzo dei nuovi vettori balistici Oreshnik. Secondo il leader russo, quell'azione militare ha cancellato nei fatti le stesse richieste di dialogo avanzate da Kiev, motivo per cui al momento, ha detto, “non vedo alcun motivo per incontrare Zelensky”.

LA SITUAZIONE AL FRONTE E GLI ATTACCHI INTERNI. Sul piano militare, Putin ha rivendicato i progressi sul campo, dichiarando che le forze armate russe stanno “attaccando duramente” il nemico in prima linea ogni singolo giorno.

Il Presidente ha poi accusato le forze ucraine di prendere deliberatamente di mira le infrastrutture civili all'interno della Federazione Russa nel tentativo di destabilizzare e seminare il panico nella società. Secondo l'analisi del capo del Cremlino, Kiev starebbe compiendo queste azioni nel tentativo di distogliere l'attenzione dall'andamento del conflitto, mentre gli eventi reali al fronte e la difficile situazione dell'esercito ucraino vengono “relegati in secondo piano”.

IL PARALLELO STORICO: LA GERMANIA DI HITLER E LO “SCHEMA OCCIDENTALE”. Davanti ai giovani ufficiali, Putin ha riproposto la tesi secondo cui la Russia sarebbe stata “costretta a difendere la popolazione del Donbass e a lanciare un'operazione militare speciale quando l'Occidente ha abbandonato gli accordi di Minsk”. Per avvalorare la sua posizione, il presidente russo ha tracciato un parallelismo storico con la Seconda Guerra Mondiale, affermando che l'Unione Sovietica fece “tutto il possibile per prevenire il conflitto” prima del 1939. Ha poi sottolineato come la Germania di Hitler, anche dopo aver sferrato l'attacco all'URSS, cercò comunque di accusare Mosca e Stalin di aggressione. Secondo Putin, si tratta dello stesso schema utilizzato oggi dall'Occidente: creare minacce crescenti contro la Russia, costringendola ad agire per autodifesa, per poi accusarla falsamente di azioni aggressive. Un argomento, ha aggiunto, che è tuttora oggetto di discussione e manipolazione in ambienti quasi scientifici.

IL COINVOLGIMENTO DELL'OCCIDENTE E LE FABBRICHE DI ARMI. Infine, Putin ha denunciato il livello di coinvolgimento dei paesi occidentali nel conflitto ucraino, spiegando che gli alleati di Kiev stanno inviando un enorme e costante flusso di armi direttamente nella zona di combattimento (il Distretto militare centrale). “Non sono ancora arrivati al punto di utilizzare direttamente il loro territorio”, ha ammonito il capo dello Stato rivolgendosi alle nuove leve militari, “anche se stanno già dispiegando impianti di produzione militare” a supporto dell'Ucraina. Un'escalation che, per il Cremlino, conferma come il blocco della NATO stia sfruttando il territorio ucraino per colpire la sicurezza strategica della Russia. (23 GIU – deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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