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direttore Paolo Pagliaro

Salute: 9 mln di italiani con problemi al cuore, epidemia silente

Roma, 29 set - “Oggi, nella giornata dedicata, al cuore abbiamo presentato il Piano nazionale delle malattie cardiovascolari: piano che viene richiesto sicuramente dall’Europa perché entro il 2027 tutti gli Stati membri, a fronte del Safe Hearts Plan, dovranno presentare i propri piani nazionali, ma noi non abbiamo presentato questo policy brief per rispettare una richiesta burocratica, ma perché vogliamo insistere con il ministero della Salute, con l’Istituto superiore di sanità, con le Regioni perché le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte, la prima causa di disabilità e la prima causa di ospedalizzazione”. Così Elena Murelli, senatrice della Lega, presidente dell’Intergruppo parlamentare per le malattie cardio, cerebro e vascolari, che presso la Sala Zuccari del Senato ha presentato il Policy Brief realizzato da Teha Group, nell’ambito degli Stati Generali della Salute Cardiovascolare. L’evento è stato promosso in collaborazione con Meridiano Cardio, la piattaforma di Teha Group sulle patologie cardio, cerebro e vascolari. Il documento nasce con l’obiettivo di contribuire al percorso verso un Piano nazionale per la salute cardiovascolare, anche alla luce dell’impulso arrivato dall’Europa con il Safe Hearts Plan. Circa 9 milioni di italiani convivono con una malattia cardiovascolare e nel 2023 le malattie del sistema circolatorio hanno causato circa 206.000 decessi, il 56% dei quali tra le donne. Un burden che aumenta ulteriormente se la salute cardiovascolare viene letta in una prospettiva cardio-renale-metabolica: in Italia la sindrome cardio-renale-metabolica interessa quasi 11,6 milioni di persone. A questa emergenza sanitaria si accompagna un impatto economico e sociale altrettanto rilevante: nel 2021 il costo complessivo associato alle malattie cardiovascolari in Italia ha raggiunto 42 miliardi di euro, considerando costi diretti, assistenza informale, perdita di produttività e costi sociali. Sono alcune delle evidenze contenute nel Policy Brief. “Non esiste – spiega Murelli - uno screening armonico su tutto il territorio nazionale per andare a determinare, o almeno individuare, i fattori di rischio. Esami semplici, quelli per l'ipertensione, per il colesterolo e per la glicemia: da qui possiamo andare direttamente a intercettare, quindi prevenire dei problemi che possono poi aggravarsi in altre malattie, come per esempio l'infarto o l'ictus, che poi costano ancora di più sul sistema sanitario nazionale. Infatti, se noi guardiamo i numeri, sono 87 i miliardi di euro che vengono spesi di costi diretti sul sistema sanitario per le malattie cardiovascolari, più 47 miliardi di costi indiretti che sono a carico delle famiglie. Quindi in questo modo noi andiamo a rendere ancora più sostenibile il sistema sanitario nazionale, se riusciamo a intervenire prima tramite la prevenzione”. (PO / Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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