RICERCATORI ITALIANI NEL MONDO, A ROMA IL SUMMIT DEI TALENTI: LA NOSTRA È UNA MISSIONE
Roma ha ospitato il 18 giugno la XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo: l’evento si è tenuto presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Organizzato dalla Texas Scientific Italian Community insieme alla Sapienza, l’incontro ha avuto prestigiosi patrocini tra cui Senato, Camera, Ministeri (MUR, MAECI, Difesa), Commissione Europea, ISS, ENEA e RAI. Obiettivo del summit è stato quello di connettere gli scienziati italiani attivi all’estero, valorizzare così le eccellenze e creare sinergie con il sistema industriale e accademico nazionale. “Dopo l’edizione 2025 a Bruxelles, la conferenza torna a Roma per rafforzare il legame tra la diaspora scientifica e l’Italia”, ha commentato Vincenzo Arcobelli, organizzatore della manifestazione. La Conferenza è stata un’occasione preziosa di dibattito e confronto, si è parlato di cooperazione scientifica internazionale e di diplomazia scientifica perché “la scienza diventa ancora più potente quando c'è osmosi, quando c'è dialogo tra varie equipe di ricerca dislocate in diversi paesi del mondo”. Rivolgendosi ai protagonisti –ricercatori italiani provenienti da tutti i continenti - l’organizzato dell’evento Arcobelli ha sottolineato il valore di “menti italiane che pur operando oltre ai confini nazionali hanno continuato a sentirsi parte viva della comunità scientifica e culturale del nostro Paese. Questa edizione straordinaria riunisce donne e uomini, giovani e veterani della cultura scientifica proveniente dai cinque continenti. Arrivare fin qui – ha detto Arcobelli aprendo la Conferenza - non è stato né scontato né facile ma proprio per questo il risultato è ancora più significativo: in vent'anni avete costruito ponti invisibili ma solidissimi tra l'Italia e il mondo, avete trasformato la distanza geografica in ricchezza di prospettive, la diaspora in una rete di eccellenza e la lontananza inopportunità di crescita collettiva”.
Alla Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo si è parlato di neuroscienze, fisica, spazio, innovazione, medicina, intelligenza artificiale, ambiente, cambiamenti climatici e grande spazio è stato dato alle attività e alle esperienze delle Associazioni di Ricercatori italiani presenti all’estero: dalla Francia al Messico, dalla Spagna al Cile. Tutti concordando su un punto: “Parlare di cervelli in fuga è riduttivo in un mondo globalizzato come il nostro meglio parlare di talenti in movimento”. E questi talenti – che sono davvero tanti e si trovano in ogni parte del mondo “perché anche in Indonesia si possono incontrare ricercatori italiani” - sono sempre più convinti che l’Italia ha dato loro le basi giuste per affrontare l’esperienza all’estero – dove oggi ricoprono ruoli prestigiosi - e che è arrivato il momento di far sentire la loro voce: “Alla politica, alle Istituzioni. Perchè sì, tanto possiamo dare al nostro Paese”. “Chi fa ricerca lo fa perché è mosso da una grande passione. È una vita di studi e di sacrifici” sottolineano in tanti che definiscono il loro lavoro “quasi una missione”: “Si fa ricerca per migliorare il benessere di una società, per espandere la conoscenza umana e risolvere problemi concreti, trasformando le scoperte in applicazioni pratiche che migliorano la vita quotidiana di tutti. Il benessere sociale è l’obiettivo finale di tante attività portate avanti dai ricercatori” spiegano dal summit di oggi. Peccato che troppo spesso questi scienziati vengano dimenticati o poco apprezzati: “Siamo un patrimonio sparso per il mondo. Il nostro Paese? Se ci fossero più ricercatori sarebbe migliore”. (Gil BIG ITALY Gil)
ARCOBELLI: UNA RISORSA DA VALORIZZARE
“Siamo arrivati alla ventesima edizione dopo tanto lavoro, un percorso effettuato con i nostri ricercatori con le Associazioni dei ricercatori italiani nel mondo per cercare di valorizzare non soltanto il patrimonio umano ma anche quello scientifico e culturale”, ha dichiarato a 9colonne Vincenzo Arcobelli, Chairman della Conferenza, a margine dell’evento a Palazzo Chigi. Per un evento del genere, sottolinea Arcobelli, è necessaria “un'organizzazione basata sul coordinamento con la collaborazione dei vari attori, componenti di associazioni istituzionali e quindi della Texas Scientific Italian Community, che è l'ente promotore per eccellenza di questa manifestazione”. I ricercatori italiani all’estero, conclude Arcobelli, sono una risorsa “da valorizzare sempre di più perché danno un contributo notevole al progresso e alla civiltà nel mondo, non soltanto in Italia o nei paesi di loro competenza e territorialità ma anche in tutto il mondo”.
VALENTINI: DIASPORA SCIENTIFICA RISORSA PREZIOSA
"Il made in Italy più autentico sta nelle persone. Voi siete il made in Italy. Trasformate il compito in un'opera. 'La scienza non ha patria, perché la scienza è patrimonio dell'umanità' diceva Louis Pasteur. Voi siete i nostri testimonial più autorevoli, siete gli ambasciatori più autorevoli. Siete una comunità dispersa nel mondo ma unita. E l'incontro di oggi lo dimostra. Siamo qui con la volontà di realizzare qualcosa insieme. Avete lasciato l'Italia per opportunità. Le ragioni di chi va all’estero sono note. Bisogna affrontare questo fenomeno ma bisogna anche guardare avanti e vedere cosa c'è di positivo. I ricercatori sono qui oggi per creare nuove reti e sinergie. Ogni collaborazione che nasce da incontri come questo di oggi vale più di altri accordi. La diaspora scientifica è una risorsa strategica per Paese". Lo ha detto Valentino Valentini, viceministro delle imprese e del Made in Italy, intervenendo alla XX Conferenza dei ricercatori italiani nel mondo, in corso a Roma. Rivolgendosi ai ricercatori Valentini ha aggiunto: "Portare con voi competenze e franchezza. Diteci cosa siete disposti a dare e cosa vi aspettate dal Paese. La conferenza è un dialogo alla pari ".
POLIMENI (SAPIENZA): I RICERCATORI RAFFORZANO LA COMPETITIVITÀ DEL PAESE
"Questa ventesima edizione è dedicata al rafforzamento del legame tra il nostro Paese e la comunità scientifica internazionale. Ho apprezzato il programma della giornata: offre una panoramica ampia delle attività scientifiche dei nostri ricercatori italiani all’estero". Lo ha detto Antonella Polimeni, rettrice della Sapienza, intervenendo alla XX Conferenza dei ricercatori italiani nel mondo in corso a Roma. " La presenza di italiani nei centri di ricerca nel mondo rafforza la competitività del nostro Paese - ha continuato la rettrice che ha aggiunto:- Il rientro dei talenti è un grande problema per il nostro Paese. Il ruolo delle università italiane è importante in questo contesto. Sono chiamate a formare le generazioni e le future classi dirigenti. Sono presidio per lo sviluppo sociale ed economico. Il ruolo dell'università pubblica è tanto autorevole quanto complesso. Il nostro obiettivo è coniugare eccellenza scientifica e responsabilità sociale". "La Sapienza - ha ricordato- investe in ricerca e internazionalizzazione".
BINDI (UNIVERSITA’ HAWAII): IMPORTANTE FARE RETE
"E’ stato fantastico incontrare oggi a Roma, alla Giornata dei ricercatori italiani nel mondo, tante eccellenze dell'Italia, persone che dimostrano la presenza dell'Italia nel mondo. Cercherò di mantenermi in contatto con alcuni di loro: sarebbe bellissimo poter avere ancora di più un modo per ‘collegarci’ tra noi ricercatori all'estero. Questa giornata mi ha ispirato, cercherò di mettermi maggiormente in contatto con gli italiani e di provvedere a una lista degli italiani ricercatori che si trovano alle Hawaii”. Lo ha detto a 9colonne Veronica Bindi, professoressa ordinaria e capo di Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università delle Hawaii, negli Stati Uniti, a margine della Conferenza dei Ricercatori italiani nel mondo, oggi a Roma. Bindi ha raccontato di “essersi laureata all'Università di Bologna, dove ho fatto anche un dottorato di ricerca. Ho sempre desiderato fare un'esperienza all'estero e quindi da lì mi sono trasferita al CERN di Ginevra, dove ho iniziato a lavorare nelle particelle che derivano però dallo spazio; quindi, non accelerate negli acceleratori. In questo contesto mi sono spostata all'European Space Agency in Olanda, poi Cape Canaveral in Florida alla NASA e per un breve periodo a Houston, Johnson Space Center, dopodiché ho ricevuto una proposta per diventare professore all'Università delle Hawaii”. “Ho deciso di trasferirmi in questo posto così bello ed esotico ma anche così lontano dall'Italia e dalle mie radici – afferma ancora la docente -. Quando mi sono trasferita non c'erano tanti italiani e non c'era una rete, come ci può essere adesso, di ricercatori a cui collegarmi. Una rete sarebbe stata estremamente importante per me perché mi avrebbe dato la possibilità di chiedere ai connazionali quali erano le difficoltà nel trasferirsi negli Stati Uniti, dove c'è un sistema completamente diverso”.
NIGRELLI (SAPIENZA): ESPERIENZE ALL’ESTERO PER CRESCERE
"Credo che la condivisione a livello europeo e mondiale della nostra professione sia una cosa importante, soprattutto per lo sviluppo personale, e quindi credo che un periodo all'estero di formazione possa arricchire ulteriormente il mio bagaglio culturale come chirurgo e come persona, infatti sto programmando di andare a fare un periodo in Spagna per arricchire ulteriormente la mia formazione, anche chirurgica, e applicare questo anche nel campo della ricerca”. Lo ha detto a 9colonne Simone Nigrelli, chirurgo plastico specializzato alla Sapienza di Roma, a margine della Conferenza dei Ricercatori italiani nel mondo, oggi a Roma. Secondo Nigrelli - che sta conducendo un dottorato di ricerca, sempre alla Sapienza, in tecnologie innovative nelle malattie dello scheletro, della cute e del distretto oro-cranio-facciale – una rete tra ricercatori italiani nel mondo “è fondamentale per crescere non solo da un punto di vista personale, ma anche come nazione, e per arricchire il proprio bagaglio di esperienze”. “La ricerca in campo medico si basa sulla valutazione della scienza globale – sottolinea Nigrelli -quindi credo sia molto utile vedere come la mia ricerca si possa poi applicare anche in un contesto più globale e vedere appunto se le valutazioni che facciamo sui nostri studi possano trovare applicazioni e conferme anche su dati più globali e più estesi”. Per far crescere la ricerca, ha concluso Nigrelli, è necessario “favorire al massimo queste esperienze per poter andare all'estero” e “valorizzare” i ricercatori italiani nel mondo.
BARBIERI: MIGLIORARE L'ACCESSO AGLI STUDENTI CON DISABILITA’
"L'articolo 34 della nostra Costituzione dice che i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. Conferenze come queste, reti come queste, permettono di poter rendere quello che è un diritto nobile qualcosa di concreto e operativo, perché permettono di poter osservare, supportare e applicare. ‘Guardano’ dove le istituzioni spesso non riescono a vedere. Per esempio, in Italia i dottorandi con una disabilità sono lo 0,3%”. Lo ha detto a 9colonne Umberto Barbieri - dottorando che si occupa di Intelligent Tutoring System, i sistemi che sfruttano l'intelligenza artificiale e la psicologia quantitativa per poter supportare l'apprendimento degli studenti - a margine della Conferenza dei Ricercatori italiani nel mondo, oggi a Roma. “L'unico monitoraggio è del 2019 dell'Anvur e certifica una situazione drammatica perché dai 650 dottorandi con disabilità che ci aspettavamo, in realtà ne sono risultati poco meno di 94 - prosegue Barbieri -. Di conseguenza anche il mio essere alla conferenza è una anomalia statistica”. Secondo Barbieri “queste conferenze, queste reti, queste comunità permettono di supportare e applicare. Io mi occupo di intelligenza artificiale e i centri con le eccellenze mondiali sono sparsi in tutto il mondo. Con queste eccellenze riusciamo a collaborare, a scrivere articoli, a sviluppare software, però nel momento in cui viene richiesta una internship fanno fatica ad ospitare studenti con difficoltà o con disabilità”. “Questa rete è riuscita in realtà ad intervenire in maniera molto più efficace, perché è riuscita ad intervenire lì dove le istituzioni non riuscivano a dare un vero supporto”, ha concluso Barbieri.
POLIMENI (SAPIENZA): CAPITALE UMANO PREZIOSISSIMO
“Questa giornata celebra l’importanza del ricercatori Italiani nel mondo: chiaramente noi possiamo vedere due lati” uno positivo e uno meno positivo di questo fenomeno. Così a 9colonne Antonella Polimeni, rettrice della Sapienza, che è intervenuta oggi alla XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo. “Il lato positivo sono i ‘ponti’ che i nostri connazionali all'estero creano negli istituti di ricerca e nelle università: hanno creato e continuano a creare legami rafforzando partnership tra istituzioni in tutte e cinque i continenti” ha sottolineato la rettrice che ha parlato quindi di “un valore aggiunto” che nasce da “collaborazioni strutturate per progetti, visiting professors, scambi che - sottolineo- devono essere sempre più implementati anche per la componente studentesca intesa prevalentemente per quella dottorale”. Tuttavia c’è anche un’altra riflessione da fare: “Certo, l’ altro lato della medaglia è chiedersi perché sono andati via questi ricercatori e l'importanza che il mondo accademico – e soprattutto la politica - deve attribuire a tutte quelle misure, quelle azioni, che devono essere messe in atto per rendere il nostro Paese attrattivo per un ritorno. Perché sì, i ricercatori sono un capitale umano preziosissimo” ha sottolineato Polimeni. L'evento di oggi si è tenuto presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. (BIG ITALY PO Gil)
LA RUSSA: CONFERENZA PORTI A NUOVI RISULTATI
“Avrei voluto essere presente di persona, purtroppo gli impegni del Senato oggi me lo impediscono ma voglio ringraziare il presidente Giuffrida e il mio amico Vincenzo Arcobelli per avermi dato - sia pure attraverso un video - la possibilità di salutarvi e di ringraziarvi. I ricercatori Italiani nel mondo sono un fiore all'occhiello della nostra capacità di immaginare il futuro, di immaginare che ancora una volta le potenzialità dell'Italia si traducono in effetti benefici per la società e per l'umanità parlando in termini più generali possibili. Mi auguro che il vostro incontro di oggi sia foriero di nuovi risultati, di nuovi punti a favore non solo della ricerca ma anche dell'amore per la nostra nazione, per la nostra Italia”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa in un videomessaggio indirizzato alla XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo organizzata dalla Texas Scientific Italian Community in collaborazione con la Sapienza di Roma in programma oggi a Roma.(Gil)
RICCARDO (ISS): RAFFORZARE DIMENSIONE INTERNAZIONALE
“Essere qui oggi è una grande opportunità: ci sono tantissime eccellenze nella ricerca, lavori svolti da italiani nel mondo e noi - come centro di riferimento per la ricerca, il controllo e il supporto tecnico-scientifico della sanità pubblica in Italia - , siamo di natura un ente multidisciplinare perché proprio da questo incrocio - delle competenze e delle discipline - nasce l'innovazione. L'innovazione che deve essere poi applicata al benessere della popolazione. Quindi siamo qui nell'ottica di rafforzare sempre di più la dimensione internazionale multidisciplinare che ci può far fare sistema come Italia non solo nel nostro Paese ma anche a livello globale nell'ambito della comunità scientifica”. Così a 9colonne Flavia Riccardo, dirigente di Ricerca presso l'Istituto Superiore di Sanità in occasione della XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo in programma oggi a Roma. Sulla giornata di oggi Riccardo ha aggiunto: “Mi aspetto sicuramente di apprendere molto, di avere contatti e incontrare persone che possono avere interesse a rafforzare con rapporti bilaterali - oppure degli scambi di ricercatori - il lavoro di ricerca finalizzato alla sanità pubblica”. (PO Gil)
(Sab - Gil - 18 giu)
COLANGELO (FRONTIERS): PUNTARE SU DIPLOMAZIA SCIENTIFICA
Eleonora Colangelo è responsabile del ramo policy di Frontiers, dove si occupa di governance dell'open science e politiche STI. Ha un dottorato in storia antica e antropologia (Université Paris Cité/Univ. di Pisa) e una specializzazione in rappresentanza di interessi (lobbying e advocacy) presso la Sapienza Università di Roma. C’era anche lei questa mattina a Roma - presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri - alla XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo. La manifestazione - organizzata dalla Texas Scientific Italian Community in collaborazione con la Sapienza di Roma – ha visto la presenza di ricercatori provenienti da tutto il mondo. “Sono responsabile del ramo delle politiche scientifiche dell'editore scientifico Frontiers che è uno dei principali editori scientifici mondiali che opera in accesso aperto - ha spiegato a 9colonne Colangelo - : il mio contributo alla XX Conferenza dei ricercatori Italiani nel Mondo parte dal presupposto che la scienza aperta - quindi un modello di condivisione scientifica aperta, accessibile, senza barriere e senza limitazioni finanziarie ed economiche - sia un catalizzatore di Cooperazione scientifica. Quello che viene denominato ‘brain drain’ e dunque l’ impoverimento del capitale scientifico e di ricercatori in Italia, può dunque venire limitato dalla condivisione: dalla cooperazione scientifica abilitata, dalla scienza aperta”. A proposito del summit di oggi a Roma, Colangelo parla di “un laboratorio”, di una “fucina di idee, di collaborazioni”. “Si è parlato molto di diplomazia scientifica – ha continuato la ricercatrice che si divide tra l'Italia e la Svizzera - se ne dovrebbe parlare molto più spesso perché molti interventi questa mattina lo hanno sottolineato: la scienza diventa ancora più potente quando c'è osmosi, quando c'è dialogo tra varie equipe di ricerca dislocate in paesi del mondo che attualmente soffrono nel trovare soluzioni a sfide geopolitiche e che possono, anzi, trovare nella scienza un terreno di condivisione”. (PO BIG ITALY Gil)
NAPOLITANO (UNIVERSITÉ LIBRE DI BRUXELLES): MOBILITÀ È FONDAMENTALE
Simone Napolitano dell’Université libre di Bruxelles, ha preso parte ieri a Roma alla XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo organizzata dalla Texas Scientific Italian Community in collaborazione con la Sapienza: “Sono professore di fisica sperimentale della materia soffice a Bruxelles – racconta a 9Colonne - l’evento di Roma è molto importante perché mostra come la comunità italiana dei ricercatori all'estero sia molto unita. La Conferenza, infatti, è la dimostrazione che riusciamo a emergere anche in Paesi stranieri: io vengo dal Belgio ma ci sono colleghi che vengono dalla Cina e da altri paesi europei o dal Sud America. E’ bene avere contatti con tutti questi colleghi: fare rete e mostrare l'eccellenza italiana nel mondo”. “Io mi sono trasferito in Belgio 20 anni fa e ho iniziato dal dottorato: la difficoltà da un punto di vista delle preparazione non c’è stata perché la preparazione media degli studenti italiani è superiore rispetto a quella di molti altri studenti europei quindi è stato semplice” racconta Napolitano. Anche ambientarsi non è stato traumatico: “I problemi sono quelli che si possono avere sempre, quando si va a vivere in un Paese con una cultura diversa dalla propria. Il legame con l'Italia resta forte però – sottolinea Napolitano - io mi sento europeo, ho una visione ampia ma ho diversi colleghi italiani con cui lavoro sia in Italia sia all'estero e mantengo dei rapporti con la ricerca italiana: ad esempio, ho dei dottorandi che vengono dall’ Italia. È bene avere contatti per promuovere uno sviluppo continuo della materia. L’etichetta dei ‘cervelli in fuga’ – continua il professore - è superata. Anzi, non credo ci sia mai stata. È un termine utilizzato molto a livello giornalistico ed è anche stato abusato”. Per crescere, fare ricerca, per fare esperienza e migliorare “è importante la mobilità” – sottolinea Napolitano – “quindi muoversi da un Paese all'altro è fondamentale”. (BIG Gil)
DEL GENIO (TRAKIA UNIVERSITY): NECESSARIO FARE RETE
La Trakia University si trova a Stara Zagora, in Bulgaria. Tra i docenti l’italiano Charo del Genio: professore e ricercatore di fisica dei sistemi complessi, ha alle spalle diverse esperienze all’estero come quella alla Ningbo University of Technology in Cina. La sua ricerca spazia tra le reti complesse, la fisica statistica, la biologia computazionale e la teoria dei grafi. Ha preso parte ieri a Roma alla XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo organizzata dalla Texas Scientific Italian Community in collaborazione con la Sapienza: “E’ bello essere qui, rivedere amici e colleghi provenienti da tutto il mondo. È poi un'occasione per cercare di stabilire nuovi contatti e per cercare magari nuove opportunità istituzionali anche per la collaborazione tra ricercatori italiani in Italia e all’estero. È molto importante fare rete. Il ‘filo’ con l’Italia rimane – continua il professore -: personalmente ho molti collaboratori che sono italiani. Alcuni lavorano in Italia, altri sono all'estero”. È superata l’etichetta dei ‘Cervelli in Fuga’? Per Charo del Genio sì ma non del tutto: “E’ chiaro che c'è stato un processo di globalizzazione che è partito molti anni fa. In più all'interno dell'Unione Europea è ovviamente molto facile spostarsi quindi - dal mio punto di vista - direi che questo concetto è superato ma non al 100%. Certamente – direi - è in via di superamento: vista l’integrazione a livello europeo, che aumenta di giorno in giorno, è possibile andare oltre questa idea di cervelli in fuga” e andare a fare ricerca all’estero “rimanendo con una certa identità nazionale in un contesto europeo”. Del Genio, originario di Napoli, manca dall’Italia dal 2005. Oggi si occupa principalmente di fisica dei sistemi complessi. (BIG ITALY Gil)
CIARAMITARO (ARIM): IL ‘GENIO’ E’ SEMPRE APPREZZATO
Fernando Ciaramitaro è il Presidente dell’Associazione dei ricercatori italiani in Messico e insegno all'università autonoma di Città del Messico Storia. È stato tra i protagonisti, ieri a Roma, della XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo organizzata dalla Texas Scientific Italian Community in collaborazione con la Sapienza: “La Conferenza ha un'importanza fondamentale: è da vent'anni che lavoriamo senza sosta per promuovere collaborazioni e fare rete. E per promuovere, far conoscere e valorizzare la ricerca italiana nel mondo, nel mio caso in Messico che è una realtà importantissima insieme al Brasile e all’Argentina per la qualità della ricerca”. Ciaramitaro dà un consiglio ai ricercatori che decidono di intraprendere una esperienza all’estero: “E’ necessario formarsi prima, per eliminare il problema della barriera linguistica mentre le opportunità sono tante – spiega il presidente dell’ ARIM- credo che all’estero venga apprezzato ‘il genio italiano’: le giovani ricercatrici o i giovani ricercatori hanno una singolare capacità di risolvere i problemi e riescono a inserirsi con molta facilità nel mercato della Ricerca Scientifica internazionale”.(BIG ITALY Gil)
VRENNA (WENZHOU-KEAN UNIVERSITY): SENTINELLE SISTEMA
Maurizio Vrenna è in Cina dal 2015: è professore assistente di design industriale presso la Wenzhou-Kean University, una università americana a Wenzhou, Zhejiang. È stato tra i protagonisti, ieri a Roma, della XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo organizzata dalla Texas Scientific Italian Community in collaborazione con la Sapienza. A 9Colonne ha raccontato di come ha scoperto Politong, un programma di formazione tra il Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano e la Tongji University di Shanghai e ha sottolineato: “Noi ricercatori italiani all’estero siamo delle sentinelle e in qualche modo anche delle appendici del Sistema Italiano. Non solamente nel settore scientifico ma anche nel design è importante capire come si può collaborare con il mondo accademico e quello industriale per lavorare su progetti congiunti in un momento storico in cui il mondo è in continua evoluzione”. “Non si può parlare solo di fuga dei talenti dall’ Italia – ha aggiunto il giovane docente universitario ed eco designer - credo che dovremmo guardare un po' oltre”. I ricercatori italiani all’estero per Vrenna hanno il compito un modo “di sentire, di ‘tastare’ quello che c'è fuori dall'Italia per poi portare competenze nel nostro Paese oltre che espanderle all'estero”. Secondo Vrenna che ha studiato al Politecnico di Torino, dunque è importante scoprire, viaggiare, confrontarsi “fare nuove esperienze, creare rete e far nascere nuove collaborazioni”. (BIG ITALY Gil)
LUCATELLO (CRIM-MORA): PATRIMONIO DA SOSTENERE
Simone Lucatello è un ricercatore di origine vicentina del consiglio nazionale delle ricerche del Messico ed esperto ONU sul clima. Ha preso parte, ieri a Roma, alla XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo organizzata dalla Texas Scientific Italian Community in collaborazione con la Sapienza. “Lavoro all'estero da molti anni e attualmente a Città del Messico, presso un centro pubblico di ricerca del Governo federale del Paese. Mi occupo di cambiamenti climatici e faccio parte del gruppo di esperti delle Nazioni Unite sul clima. La Conferenza dei Ricercatori - ha detto a 9Colonne - ha messo in luce il lavoro delle Associazioni dei ricercatori nel mondo. Siamo moltissimi, siamo un ‘esercito’ di italiani con capacità importanti e siamo presenti in tutti gli angoli del mondo. Abbiamo un valore aggiunto che è quello di portare l'idea dell'Italia - ma anche le nostre conoscenze, le nostre capacità - a livello internazionale per contribuire alla cooperazione nella scienza e nello sviluppo”. “E’ importante - ha continuato l’esperto dell’Instituto di Ricerca Mora di Città del Messico e membro del comitato scientifico e accademico del CRIM (Centro Regional de Investigaciones Multidisciplinarias - non solo far conoscere quello che sappiamo fare, chi siamo, ma far arrivare un messaggio anche politico alle istituzioni e alle autorità che si occupano di questi temi - : bisogna far capire che siamo un'estensione dell'intelligenza italiana, non siamo cervelli in fuga”. I ricercatori italiani nel mondo sono “un patrimonio che l'Italia ha all'estero e che deve certamente sostenere. Noi - ha continuato Lucatello - con le Associazioni stiamo proponendo cose molto concrete: meccanismi di cooperazione costanti, indipendentemente da chi governa. Abbiamo un ruolo importante per promuovere la conoscenza italiana” nel mondo. Il professore ha poi rivolto un massaggio anche ai giovani: “Abbiamo bisogno di continuare a scoprire cose, di capire come risolvere i grandi problemi del mondo, su tanti gli aspetti - non solamente le questioni dell'intelligenza artificiale, che adesso va di moda, - abbiamo questioni legate allo spazio, questioni legate al clima, al pianeta, all'ambiente, alla cultura, alla società: moltissimi temi che toccano lo scibile umano e la conoscenza internazionale. Quindi penso sia importante mandare un messaggio a tutti studenti: pensate alla ricerca come una professione del futuro”. (BIG ITALY Gil)
LOIANNO (UNIVERSITY OF CALIFORNIA): UNA ‘STRATEGIA CREATIVA’ PER IL RITORNO
E’ stato un intervento dedicato all’intelligenza artificiale quello tenuto ieri a Roma in occasione della XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo - organizzata dalla Texas Scientific Italian Community in collaborazione con la Sapienza – da Giuseppe Loianno professore di robotica all’ University of California, Berkeley: “Si può pensare all’Intelligenza artificiale come a qualcosa che spaventa ma ricordiamoci quando è arrivata la rivoluzione di Internet. La reazione è stata la stessa: tutti avevano paura ma in realtà Internet oggi è uno strumento che tutti usano e di cui si ha estrema necessità. Sarà così anche per l'intelligenza artificiale: in tutti i settori verrà utilizzata e sarà un modo per le persone per velocizzare” le attività, il lavoro e “per acquisire nuove conoscenze in maniera molto molto rapida” ha detto l’esperto a 9Colonne. “La passione per la ricerca nasce durante il periodo universitario - ha continuato Loianno - quando nel mio caso, nel campo dell'ingegneria, ho compreso che certi concetti di tipo matematico potevano essere inseriti nel mondo reale attraverso sistemi di tipo ingegneristico”. “Orma il mondo è globalizzato – ha aggiunto il professore – e oggi andare a fare ricerca all’estero è una opportunità per progredire a livello professionale”. “Sta al governo e alle varie istituzioni - ha poi sottolineato Loianno - trovare una ‘strategia creativa’ per cercare di riportare questi ricercatori in Italia e cercare di così di migliorare il ritorno economico che ne deriva”. Infine il professore ha lanciato un messaggio ai giovani studenti impegnati in questi giorni con gli esami di maturità: “Fate sempre quello che più vi piace: è la cosa che io dico sempre a tutti i miei studenti: il lavoro migliore diventa il peggiore se non fai quello che fai con passione”. (Gil BIG ITALY)
MOLTENI (AISUK): ESPERIENZA ALL’ESTERO E’ NECESSARIA
Carla Molteni, dell’AISUK - Associazione Scienziati Italiani nel Regno Unito - ha preso parte ieri a Roma alla XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo organizzata dalla Texas Scientific Italian Community in collaborazione con la Sapienza. L’AISUK riunisce scienziati italiani che lavorano nel Regno Unito nelle tre aree di Physical Sciences and Engineering, Social Sciences and Humanities and Life Sciences. Tra gli obiettivi dell’Associazione vi sono quello di promuovere la mobilità dei ricercatori e studenti e di facilitare collaborazioni scientifiche e tecnologiche tra Italia e Regno Unito. “La Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo è importante perché riunisce realtà diverse di ricercatori che lavorano in varie nazioni: ci sono contesti diversi di ricerca ed è importante che i ricercatori italiani abbiano una loro Associazione e che abbiano degli spazi di dialogo e confronto anche con le comunità italiane” all’estero. I ricercatori italiani portano nel mondo “l'eccellenza scientifica e un bagaglio culturale che nella maggior parte dei casi è stato sviluppato in Italia” sottolinea la professoressa. Per Molteni più che di “cervelli in fuga” è opportuno parlare di talenti in movimento: “Io parlerei dei ricercatori italiani all’estero come dei talenti in movimento: nell'ambito scientifico o di ricerca andare all'estero rappresenta un'esperienza importante e necessaria. Poi è bene che ci sia la possibilità di rientrare anche se sono vari i motivi per cui le persone decidono di rimanere all'estero: motivi personali o di opportunità”. (BIG ITALY PO Gil)
WALTER VILLADEI: NELLO SPAZIO IL LAVORO DEL FUTURO
Ha trascorso nello spazio 21 giorni, 15 ore e 40 minuti: classe 1974, Walter Villadei è pilota colonnello dell’Aeronautica Militare. L’astronauta è stato tra i protagonisti della XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo organizzata dalla Texas Scientific Italian Community in collaborazione con la Sapienza che si è tenuta ieri a Roma: “I ricercatori italiani nel mondo sono una risorsa straordinaria di collettività soprattutto guardando alle attività spaziali: la ricerca è assolutamente fondamentale. Si tratta di una ricerca multidisciplinare e internazionale”. I ricercatori “sono dei talenti in movimento: sono il motore principale, il motivo per il quale andiamo nello Spazio. Non c'è economia senza innovazione, non c'è innovazione senza ricerca – ha detto Villadei a 9colonne - quindi è fondamentale riuscire a creare una rete tra ricercatori”. Ai giovani che vogliano avvicinarsi al mondo dello Spazio, l’astronauta ricorda che si tratta di “un'opportunità straordinaria dal punto di vista umano, professionale, culturale. Il consiglio migliore - ha aggiunto - che sento di dare ai giovani studenti che hanno la passione per lo Spazio è ‘provateci’: seguite i vostri sogni. Lo Spazio sarà nel prossimo futuro un ambiente normale di lavoro verso il quale proiettarsi. Viviamo in un Paese - ha ricordato Villadei - che ha fatto la storia dello Spazio e continua a fare la storia quindi rappresenta una grande opportunità per i nostri giovani”. Villadei ha partecipato al volo suborbitale "Galactic 01" di Virgin Galactic, il primo il primo volo spaziale commerciale dell'azienda. E’ stato designato come membro dell'equipaggio di riserva per la Axiom Mission 2. Successivamente, è stato assegnato come pilota per la Axiom Mission 3, lanciata il 18 gennaio 2024. (BIG ITALY Gil)
DAINOTTI (ASTRONOMICAL OBSERVATORY OF JAPAN): STUDIO È PASSIONE
Maria Giovanna Dainotti, del National Astronomical Observatory of Japan, è stata tra i protagonisti della XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo organizzata dalla Texas Scientific Italian Community in collaborazione con la Sapienza. Originaria di Salerno, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per meriti scientifici dal 2013, a proposito della Conferenza ha sottolineato a 9colonne: “E’ emozionante ritrovarsi in un ambiente così cosmopolita. Più che parlare di una diaspora scientifica io vedo una espansione delle competenze degli italiani nel mondo che poi si ritrovano in occasioni come questa. Mi piacerebbe non sentire più parlare di cervelli in fuga – che dà una lettura negativa - ma di talenti in movimento. Andare all’estero è spesso una scelta: un’opportunità per seguire le proprie ricerche – spiega Dainotti che aggiunge: - la mia passione mi ha portato in giro per il mondo. Sono partita per l'estero nel 2009. Sono 18 anni che lavoro fuori dall’Italia: prima ho lavorato all'osservatorio Astronomico di Cracovia, poi alla Stanford University per quasi 5 anni, infine in Giappone perché ho ottenuto un'altra borsa di studio a mi sono trasferita in maniera permanente a Tokyo. La passione per la cosmologia nasce da quando ero ragazzina: a 16 anni leggevo le osservazioni di Galileo e ricordo che -ancora prima - la mia professoressa di matematica mi regalò, a 13 anni, il libro ‘Come io vedo il mondo-La teoria della relatività’ di Albert Einstein. Poi la scelta di iscrivermi a Fisica con indirizzo astronomico dopo il Liceo Classico”. “Il consiglio che vorrei dare ai giovani è semplice - conclude la ricercatrice - : cercate di fare quello che vi appassiona di più, senza pensare troppo al risvolto lavorativo perché penso che un posto nel mondo per una persona che vuole seguire la propria passione c'è sempre”. La ricercatrice che negli ultimi anni ha collezionato numerosi premi e riconoscimenti preziosi. Si è imposta all’attenzione internazionale per i suoi studi sui lampi di raggi gamma, i cosiddetti GRB (Gamma Ray Bursts), che costituiscono i più potenti eventi ad alta energia noti e la cui ricerca approfondita potrebbe consentire di ricostruire la storia dell’espansione dell’universo. (PO BIG ITALy Gil)
SAPIENZA-TEXAS UNITE NEL SEGNO DEL RESTAURO
Angela Lombardi, professore ordinario in architettura e restauro all'Università del Texas di San Antonio e Anna Irene Del Monaco, professore associato in progettazione architettonica e urbana presso l’Università La Sapienza di Roma portano avanti un progetto che unisce Roma al Texas, tra innovazione e tradizione: “Un paio di anni fa abbiamo avviato un accordo quadro tra le due istituzioni generando mobilità tra dottorandi, studenti, docenti. Siamo qui per documentare quello che è avvenuto e cercare di capire come migliorare e rendere stabile questo tipo di collaborazione” hanno detto le professoresse ieri a Roma, a margine della Conferenza dei Ricercatori Italiani nel mondo. “È interessante vedere che il Texas - uno dei luoghi degli Stati Uniti più innovativo e storicamente economicamente importante si stia interessando anche alle nostre discipline tradizionali, che fanno parte degli Humanities e che sono l'orgoglio italiano riconosciuto nel mondo. E in particolare al restauro” spiega Del Monaco che sottolinea “come la professoressa Lombardi svolga oggi anche un ruolo di ambasciatrice della tradizione della scuola romana”. “Speriamo di poter continuare quello che siamo riusciti a fare finora” ha concluso la docente. “Tanto è stato fatto - ha aggiunto Lombardi, - e tutto grazie a un'opera di volontariato: l'accordo bilaterale è nato infatti grazie all'interessamento delle autorità e anche grazie al Comites del Texas, alla Texas Scientific Community. Una volta che questo accordo è stato avviato abbiamo avuto numerosi studenti che da San Antonio sono venuti a trascorrere un semestre alla Sapienza e in particolare nel corso di restauro”. “Molte iniziative, grandi soddisfazioni – concludono le docenti - speriamo di consolidare questo accordo e coinvolgere sempre più studenti. Bisogna cercare di far capire come si può rinnovare tenendo conto delle tradizioni”.
MINATI (UESTC): CON ECCELLENZE QUI PAESE SAREBBE PIÙ FORTE
Ludovico Minati è professore in Cina: alla University of Electronic Science and Technology. Ha preso parte ieri a Roma alla XX Conferenza dei ricercatori italiani nel mondo: “Mi occupo di un tema particolare che sta al confine tra diverse discipline – ha spiegato a 9colonne - le neuroscienze, la fisica e l’ingegneria elettronica. Nella fattispecie, da circa 15 anni mi occupo di andare a prendere in prestito alcune idee, - alcuni concetti, risultati -dalle neuroscienze e provare a replicarle elettronicamente in una maniera molto particolare che si basa sulla scoperta e sullo studio di circuiti elettronici costruiti con tecnologia assolutamente tradizionale ma che - nonostante ciò - sono in grado di realizzare comportamenti molto complessi. Alcuni di questi comportamenti ci aiutano a creare dei modelli elettronici di certi aspetti del nostro cervello: per esempio possono essere utili per fare modelli decisionali, mentre altre cose sono utili per applicazioni ingegneristiche”. “Da giovanissimo sentivo il desiderio – un vero bisogno - di studiare, di esplorare – ha aggiunto – ma qui in Italia era difficile. Ho iniziato l’Università a 16 anni in Inghilterra. Ho lavorato successivamente in Polonia, in Giappone , in Cina: tutto questo è un'esperienza incredibilmente arricchente” ha sottolineato il professore. “Non nascondo un po' di sofferenza – ha continuato – perché è molto difficile riportare le esperienze fatte all’estero in Italia: la maggior parte delle mie collaborazioni accademiche sono oggi e sono sempre state in Italia. Mi sento molto apprezzata da questo punto di vista ma le dinamiche reali che si incontrano quando poi si cerca di tornare in maniera strutturata sono qualcosa di molto diverso. Spero che in futuro questa cosa possa cambiare. Dalla Conferenza di Roma emerge che i ricercatori sono un enorme patrimonio che abbiamo sparso in giro per il mondo. Se potessimo riportarlo anche in parte qui da noi credo che potremmo diventare un Paese molto più forte”. (BIG ITALY Gil)
DARIO CROSETTO: CANCRO, SU INVENZIONE NON OPINIONI MA DATI
La diagnosi precoce del cancro al centro degli studi di Dario Crosetto: uno scienziato inventore della tecnologia 3D-Cbs (esame total body in 3D) per la diagnosi precoce del tumori. Ha lavorato per circa 20 anni al Cern di Torino prima di trasferirsi in Texas. Ha preso parte ieri a Roma alla XX Conferenza dei ricercatori italiani nel mondo dove ha parlato del suo progetto nato 33 anni fa
LA CONFERENZA: VENT’ANNI DI IMPEGNO, PASSIONE E VISIONE
Si è appena conclusa a Roma, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo, appuntamento di riferimento per la comunità scientifica italiana attiva all’estero. Dopo il successo della XIX edizione, tenutasi a Bruxelles nel maggio 2025, la Conferenza è tornata nella Capitale, segnando – si legge in una nota - un importante momento di confronto e collaborazione tra i ricercatori italiani operanti nei principali centri di ricerca internazionali e le istituzioni nazionali. L’evento ha riunito studiosi, scienziati e professionisti provenienti dai cinque continenti con l’obiettivo di promuovere il networking internazionale, valorizzare le eccellenze italiane nel mondo, favorire il trasferimento di competenze e rafforzare le sinergie tra università, enti di ricerca, imprese e istituzioni. Ad aprire i lavori moderati da Incoronata Boccia sono stati i saluti istituzionali per la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Vice Ministro per le imprese e del Made in Italy Valentino Valentini, della Rettrice della Sapienza Università di Roma Antonella Polimeni e dalla Dott.ssa Angela Lombardi delegata del Presidente della Texas Scientific Italian Community Andrea Giuffrida. Sono inoltre intervenuti, con videomessaggi, il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. «Tra amici, colleghi e partecipanti alla Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo celebriamo, con orgoglio e gratitudine, un percorso straordinario: vent’anni di impegno, passione e visione. In questi decenni la Conferenza è diventata un punto di riferimento essenziale per migliaia di italiani che, pur operando oltre i confini nazionali, hanno continuato a sentirsi parte viva della comunità scientifica e culturale del nostro Paese. Questa edizione straordinaria riunisce donne e uomini, giovani e veterani della ricerca, provenienti dai cinque continenti», ha dichiarato Vincenzo Arcobelli, fondatore e Chairman della Conferenza.
L’intenso programma scientifico ha affrontato temi di grande attualità e rilevanza strategica per il futuro della ricerca e dell’innovazione, articolandosi in sessioni dedicate all’aerospazio, all’intelligenza artificiale e all’innovazione tecnologica, alle discipline STEAM, alla medicina e alle scienze umane. Particolarmente seguito – prosegue la nota - l’intervento di Walter Villadei, colonnello dell’ITAF, ingegnere spaziale che ha parlato anche dell’importanza della ricerca contro le malattie oncologiche sfruttando le missioni in orbita. «Lo spazio è un ambiente fondamentale in cui promuovere ricerca e innovazione», spiega Villadei. Tra i relatori figurano autorevoli esponenti del mondo accademico e scientifico internazionale, provenienti da università, centri di ricerca e istituzioni di prestigio in Europa, Nord America, America Latina, Asia e Oceania. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle associazioni dei ricercatori italiani all’estero, considerate un ponte strategico tra la comunità scientifica internazionale e il sistema della ricerca nazionale. Nel corso della giornata sono stati inoltre approfonditi temi legati agli investimenti in ricerca, agli incentivi per il rientro dei talenti e alle opportunità di cooperazione scientifica internazionale. La XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo conferma così il proprio ruolo di piattaforma privilegiata per il dialogo tra la diaspora scientifica italiana e le istituzioni, contribuendo alla costruzione di una rete globale di competenze al servizio della crescita culturale, scientifica ed economica dell’Italia. La manifestazione è stata organizzata dalla Texas Scientific Italian Community in collaborazione con la Sapienza Università di Roma, e ha ottenuto il patrocinio gratuito di Presidenza del Consiglio dei Ministri; Senato della Repubblica; Camera dei Deputati; Commissione Europea; Ministero dell’Università e della Ricerca; MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Ministero della Difesa; Istituto Superiore di Sanità; ENEA; RAI. (red)





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