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direttore Paolo Pagliaro

UCRAINA: RAID SU KIEV,
MORTI E FERITI

UCRAINA: RAID SU KIEV, <BR> MORTI E FERITI

Due morti e cinque feriti a Kiev, infrastrutture energetiche e un data center tra gli obiettivi che Mosca ha dichiarato di avere colpito, aeroporti temporaneamente chiusi in Polonia per consentire le operazioni dell'aviazione militare. Gli attacchi russi della notte tra il 29 e il 30 settembre hanno investito la capitale ucraina e la sua regione, mentre il ministero della Difesa russo ha annunciato di avere distrutto 384 droni ucraini su più territori e sul Mar Nero. Sul piano diplomatico, già nella serata di ieri il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha escluso segnali di apertura da Mosca dopo il colloquio tra i ministri degli Esteri dei due Paesi alle Nazioni Unite. Il bilancio aggiornato dell'attacco a Kiev è stato riferito dal sindaco Vitalii Klitschko, citato da Ukrinform: due dei cinque feriti sono stati ricoverati. La prima comunicazione delle autorità aveva indicato due morti e quattro feriti. Il servizio statale per le emergenze ha segnalato incendi e danni in quattro distretti della capitale. Durante la notte, giornalisti dell'Afp hanno udito una decina di esplosioni. L'offensiva è cominciata nel pomeriggio di ieri, secondo l'Aeronautica militare ucraina, che ha indicato nella regione di Kiev la direttrice principale dei raid. Nel rapporto diffuso su Telegram e ripreso da Ukrinform, le difese hanno rivendicato la neutralizzazione di cinque missili balistici e 155 droni. L'Aeronautica ha riferito dell'impiego russo di missili Zircon/Onyx e Iskander-M/S-400, oltre a 188 droni d'attacco Shahed, 86 dei quali a reazione, e droni simulatori. Alla risposta hanno partecipato aviazione, unità antiaeree, guerra elettronica, sistemi senza pilota e gruppi di fuoco mobili.

Mosca ha presentato una propria ricostruzione degli obiettivi raggiunti. Il ministero della Difesa ha dichiarato su Telegram di avere colpito il data center De Novo a Kiev, la sottostazione di Nalivaykovka, la centrale idroelettrica di Vyshgorod, quella termoelettrica di Trypilska e un impianto di accumulo a Gorenichi. Nella regione di Odessa, ha riferito di avere preso di mira magazzini nel porto di Izmail, presumibilmente utilizzati per materiale bellico, e una nave da carico che, secondo il resoconto russo, trasportava merci a duplice uso nel Mar Nero nord-occidentale. Il peso degli attacchi sulle attività produttive è stato al centro delle dichiarazioni del ministro ucraino dell'economia e dell'ambiente Oleksandr Kravchenko, riportate dal Guardian. Ogni ora di interruzione dovuta agli allarmi missilistici costa circa 45 milioni di dollari, ha affermato. Il ministro ha accusato la Russia di tentare di "distruggere praticamente l'intera economia", colpendo siti industriali, magazzini, centri logistici e data center. "Quello che non avevamo previsto del tutto - ha aggiunto - era la rapidità con cui la Russia avrebbe sviluppato questi droni a reazione e li avrebbe usati per colpire qualsiasi cosa". Intanto in Polonia, il Comando operativo delle forze armate ha attivato l'aviazione, portando in stato di prontezza le difese a terra e i mezzi radar. Le misure, ha precisato su X, "hanno carattere preventivo". L'Agenzia polacca per i servizi di navigazione aerea ha annunciato la sospensione temporanea dei voli a Lublino e Rzeszow per lasciare libertà operativa ai militari.

 

Sul territorio russo, il bilancio dei 384 droni distrutti si riferisce all'intervallo tra le 20 del 29 e le 8 del 30 settembre, ora di Mosca, secondo il ministero della Difesa citato dalla Tass. Il governatore di Samara Vyacheslav Fedorishchev ha segnalato danni ad abitazioni private, senza vittime secondo i dati preliminari. Nella regione di Rostov, detriti hanno provocato un incendio di erba secca, poi spento, senza vittime segnalate. Nella serata di ieri, il cancelliere tedesco Merz ha sostenuto che l'incontro tra i ministri degli Esteri tedesco e russo, tenutosi sabato 26 a New York a margine dell'Assemblea generale dell'Onu, ha mostrato che Mosca "non è affatto interessata a negoziati seri". Sempre ieri, l'ambasciata russa in Irlanda, in una dichiarazione riportata dalla Tass, ha prospettato il ricorso all'intero arsenale, comprese le armi nucleari, se i Paesi Nato tentassero di isolare Kaliningrad. La sede diplomatica ha evocato anche possibili attacchi preventivi contro i centri decisionali dell'Alleanza, sostenendo che la Nato starebbe preparando un blocco aereo e navale della regione. (30 set - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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