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direttore Paolo Pagliaro

Bodyshaming e disturbi alimentari, Semenzato: Sensibilizzazione va fatta tutti i giorni

Roma, 30 set – Body shaming, disturbi alimentari e tricobullismo sono stati al centro dell'incontro "Autori a confronto", promosso alla Camera dalla presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere, Martina Semenzato, nell'ambito del ciclo "Nuovi linguaggi contro la violenza di genere". Il confronto ha coinvolto Eleonora Pinzuti, co-autrice del volume "Body Shaming - Linguaggi, effetti psicologici e interventi psico-educativi", Veronica Torricelli, autrice di "Un viaggio tra Anoressia e Bulimia", e Fabrizio Labanti, autore di "Quel maledetto nemico chiamato calvizie". "Abbiamo parlato dell'importanza del linguaggio, di disturbi alimentari, della relazione con i genitori, di come affrontarli, dei professionisti e abbiamo parlato di tricobullismo", ha spiegato Semenzato. "La cosa migliore è sentire le vive voci di chi quotidianamente affronta questi problemi, ma soprattutto aiuta le persone ad affrontarle, a volte anche e spesso con il sorriso". La presidente ha ricordato inoltre che il 3 ottobre ricorre un anno dall'approvazione all'unanimità della legge che ha istituito il 16 maggio come giornata di sensibilizzazione sul body shaming. "Ne abbiamo voluto parlare in una giornata decontestualizzata proprio per far capire che prevenzione e sensibilizzazione non hanno date", ha sottolineato.Per Pinzuti, "il body shaming è un fenomeno eminentemente verbale e linguistico": prestare attenzione "a come si parla e come si viene descritti" permette di prevenire le forme di disagio legate all'offesa e di "decostruire i sistemi modellizzanti", ovvero quei modelli "che sono delle prigioni alla nostra libertà di essere". Un tema affrontato anche da Labanti attraverso il concetto di "tricobullismo", riferito alle parole e ai comportamenti che colpiscono l'immagine di una persona a partire da problematiche legate ai capelli. "Vanno a creare una problematica di accettazione sia per se stesso che verso gli altri", ha spiegato, sottolineando l'obiettivo del suo libro di offrire "una visione più leggera per i giovani e per i loro genitori" su come affrontare la calvizie. Torricelli ha infine richiamato il legame tra linguaggio e disturbi alimentari: "Quando si parla di violenza non ci ricordiamo mai di quanta violenza si fa attraverso le parole e di quanto spesso queste parole possano colpire il corpo o il peso e questo possa generare, insieme ad altri fattori, i disturbi alimentari". Da qui, ha concluso, l'importanza di "incontri di sensibilizzazione e informazione" per aiutare chi soffre di questi disturbi e le persone che gli stanno vicino.
(PO / Sis)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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