L’ingresso nella preadolescenza si conferma uno dei momenti più critici e delicati per il benessere emotivo e relazionale di bambini e ragazzi nel nostro Paese. È quanto emerge dal policy brief pubblicato dall’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, intitolato “Proteggere il benessere dei minori. Un’infrastruttura per il monitoraggio delle politiche” curato dai ricercatori Giovanna Giuliano, Cristina Lion, Antonello Scialdone e Paloma Vivaldi Vera. Lo studio mette a confronto gli indirizzi strategici dei tre recenti atti di programmazione nazionale (il sesto Piano nazionale di azione per la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza - PNIA, il Piano nazionale per la famiglia - PNF e il Piano di prevenzione contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori - PNCP) con i dati empirici raccolti su un campione rappresentativo di 4.750 bambine, bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni nell’ambito dell’indagine internazionale Children’s Worlds - Wave 5. Dallo studio emerge un quadro di forte stabilità per quanto riguarda l’accudimento "di base": oltre il 91% dei minori di tutte le età sente di ricevere cura e protezione all’interno del nucleo familiare. Tuttavia, nel passaggio dalla scuola primaria (5ª elementare) alla secondaria di primo grado (2ª media), si assiste a una sensibile flessione della qualità relazionale.
La sensazione di essere ascoltati dai genitori cala significativamente, in particolare tra le ragazze, passando dal 79,3% della terza elementare al 73,6% della seconda media (a fronte del 74,3% dei ragazzi). Parallelamente, crolla di 11 punti percentuali la percepita possibilità di condividere con la famiglia le decisioni che li riguardano direttamente, passando dal 78% in quinta elementare al 67,3% in seconda media per entrambi i generi. Anche la soddisfazione per il rapporto con gli amici subisce un declino progressivo e precoce: dall’83,3% complessivo registrato in quinta elementare si scende al 75,1% in 2ª media, con picchi negativi marcati nel Nord Est (-20,1 punti percentuali), a dimostrazione che il deterioramento sociale comincia prima dell'ingresso alle scuole medie.
Un altro dato d’allarme riguarda l'isolamento emotivo. Il senso di solitudine rivela un divario di genere che si allarga con l’età: se in 5ª elementare la quota di chi si sente sola "spesso, molto spesso o sempre" riguarda il 15% delle femmine e il 16% dei maschi, in seconda media la percentuale di ragazze che vive questa condizione di sofferenza emotiva impenna al 25% (1 su 4), contro il 16,5% dei coetanei maschi.
A fare da catalizzatore di queste fragilità relazionali è la pervasività dei dispositivi tecnologici e della vita online. Se la dotazione domestica di connessione internet e computer condivisi è ormai pressoché universale (oltre il 95%), a cambiare radicalmente nell'arco di soli due anni scolastici è la disponibilità dello smartphone personale, che passa dal 52,7% in 5ª elementare all’87% già in prima media, raggiungendo il 90,7% in seconda media (in pratica solo un preadolescente su dieci non possiede un cellulare). A questa disponibilità corrisponde un vero e proprio boom nell’accesso ai social media.L’iscrizione alle piattaforme social passa dal 31,5% in quinta elementare al 74,8% in seconda media. L’uso ad altissima frequenza (quotidiano o quasi, pari a 7 o più volte a settimana) schizza dal 20,4% a ben il 55,3% tra i ragazzi di 12 anni, senza rilevanti differenze di genere.
Tale sovraesposizione comporta inevitabili ricadute sul benessere psicofisico e familiare. In seconda media, un ragazzo su tre (32,5%) ammette di aver provato a ridurre l’uso di internet senza riuscirci, e un quarto del campione (25%) riconosce che l'uso della rete gli crea problemi. Aumentano significativamente i conflitti in famiglia e con gli amici (segnalati dal 20,1% dei dodicenni, con un picco di incremento tra le femmine che sale dal 10,4% della primaria al 19,8%) e il peggioramento dei voti scolastici (dichiarato dal 17,4% degli studenti di seconda media). In termini di vittimizzazione e cyberbullismo, emerge chiaramente che mentre la violenza fisica a scuola rimane un fenomeno a forte prevalenza maschile (in 2ª media è vittima il 17% dei maschi contro il 5,9% delle femmine), nell’ambiente digitale sono le ragazze a subire maggiormente forme sottili ed escludenti di prevaricazione: l'essere escluse o ignorate sui social riguarda il 20,7% delle ragazze in 2ª media (contro il 14,3% dei maschi). (1 ott – red)
(© 9Colonne - citare la fonte)





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