“Le disuguaglianze, l'esclusione, la negazione dei diritti fondamentali e la mancata capacità di riconoscere l'altro come fratello e non come rivale, restano tra le cause profonde dei conflitti; per questo è necessario innanzitutto uscire da una logica del dominio”. Sarebbe il primo passo da compiere, secondo il segretario di Stato della Santa Sede Pietro Parolin, per fermare le guerre che minacciano l'umanità. Parlando con la Repubblica, reduce dall'Assemblea Generale dell'Onu, il cardinale sottolinea, in merito alla guerra in Ucraina, che “certamente, non si può negare ad un popolo il diritto di difendersi - in questo senso la dottrina della Chiesa è chiara - ma la Santa Sede sottolinea la necessità di mettere fine alle ostilità, per cui incoraggia ogni iniziativa per raggiungere un cessate-il-fuoco immediato, completo ed effettivo” e “una soluzione di lungo termine non può prescindere da un rinnovato impegno per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Occorre ricostruire condizioni che permettano ai popoli di vivere in una pace giusta e duratura, senza il timore di nuove aggressioni”. Evidenzia inoltre che “le Nazioni Unite rimangono un foro dove ogni Paese può far sentire la sua voce, ma ho l'impressione che, in molti casi, queste voci non facciano altro che ribadire la propria posizione, spesso intransigente, senza nessuna apertura alle posizioni dell'altro. È la crisi del multilateralismo che, purtroppo, caratterizza oggi i rapporti interazionali. E ciò dà adito a un diffuso pessimismo, che si respirava anche all'Onu. In positivo, segnalo che ho sentito insistenti richiami al ritorno ai principi del diritto internazionale”. Inoltre sottolinea che “il mondo è profondamente mutato rispetto al periodo post-bellico del secolo scorso, quando sorsero le organizzazioni interazionali per prevenire il ripetersi delle guerre e tutelare gli interessi collettivi. Oggi l'equilibrio delle potenze vincitrici del secondo conflitto mondiale è venuto meno; i grandi progressi economici e gli sviluppi tecnologici - come l'intelligenza artificiale - non offrono soltanto all'umanità un potenziale senza precedenti, ma la pongono davanti a nuove sfide imprevedibili. Inoltre, con l'affermarsi di grandi imprese transnazionali e altri attori non statali, gli Stati non sono più gli unici poli di influenza. Solo un processo di riforma continua, capace di valutare l'efficacia delle strutture attuali alla luce delle mutate circostanze, può dare vita a un multilateralismo rinnovato e adeguato". Non manca un passaggio su Gaza: “La situazione umanitaria resta estremamente difficile per due milioni di palestinesi. La soluzione che la Santa Sede continua a sostenere è quella dei due Stati, per garantire sia al popolo palestinese che a quello israeliano il diritto a vivere in pace nella propria terra. A Gaza City è stata riaperta la scuola del Patriarcato Latino, accogliendo oltre 1.000 studenti: un vero miracolo tra le macerie e un segnale di speranza che la Chiesa vuole offrire a tutti”. (4 ott - red)
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