di Paolo Pagliaro
A Madrid decine di migliaia di persone sfilano agitando mazzi di chiavi, una protesta per il diritto alla casa che può sembrare paradossale in un paese di proprietari. Secondo Eurostat, il 74% degli spagnoli vive in una casa propria, poco meno dell’80% degli italiani e ben sopra la media europea del 68%. In Italia ci hanno spiegato che la proprietà diffusa mette al riparo dalle tensioni sociali legate all’assenza di abitazioni ma la Spagna dimostra che non è così. In Spagna come in Italia l’emergenza riguarda quella parte di popolazione che vive in affitto. Sono milioni di persone: giovani, famiglie nuove, chi si sposta per lavoro, gli indigenti. Sono quelli che non ereditano. Vive in affitto un terzo delle famiglie più povere. Le case, quando ci sono, sono nel posto sbagliato. Abbondano nei paesi che si svuotano e mancano a Milano, Roma, Bologna e nelle città universitarie, dove si concentrano lavoro, turismo e B&B e dove orami si affittano sempre meno appartamenti e sempre più singole stanze. L'edilizia pubblica è residuale. Dice l’Anci che ci sono 1,5 milioni di famiglie in cerca di una casa accessibile, con affitti saliti del 23% tra il 2018 e il 2024 e con i salari che invece hanno perso il 10% del loro potere d’acquisto. Il Piano Casa del governo promette 100mila alloggi in dieci anni, puntando molto sui capitali privati. Ma i tempi sono lunghi, le risorse insufficienti e affidarsi ai fondi rischia di rafforzare proprio quella logica di speculazione finanziaria che molti economisti indicano come causa del problema.
(© 9Colonne - citare la fonte)




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