“Nell’anno in cui ricorre l’ottantesimo anniversario della libera scelta del popolo italiano per la Repubblica, la celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate assume un significato particolare. Il giuramento di fedeltà delle Forze Armate alla Repubblica si nutre dei valori della sua Costituzione, patrimonio di principi custodito affinché il rapporto con le generazioni che si succedono nella vita del Paese sappia unire la memoria del passato alla speranza per il futuro della comunità, e le atrocità vissute nelle guerre mondiali non abbiano a ripetersi”. Si apre così un messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inviato al ministro della Difesa, Guido Crosetto. “Celebriamo anzitutto il coronamento del sogno risorgimentale dell’Unità della nostra Patria, indipendente e libera, e il percorso che, con la lotta di Liberazione, ha saputo conquistare libertà e democrazia per il nostro popolo e un ruolo autorevole all’Italia, con la politica di pace e cooperazione internazionale perseguita dalla Repubblica.
Oggi, una fase storica di particolare complessità vede le Forze Armate proiettate a livello internazionale per assicurare, nell’ambito di iniziative della comunità internazionale, la pace ove viene compromessa e per presidiare, unitamente ai Paesi alleati, aree critiche per la sicurezza e la prosperità del nostro Paese. Il loro impegno, il loro quotidiano lavoro sono preziosi per contrastare ogni intento esterno rivolto contro la comunità alla quale apparteniamo e per affermare il rispetto del diritto internazionale. Ai conflitti tradizionali, che continuano ad insanguinare ampie aree del mondo, inclusa l’Europa, si aggiungono la disinformazione diffusa, la competizione nello spazio, la dimensione cibernetica, l’uso pervasivo dell’intelligenza artificiale e dei sistemi autonomi, domini in cui atti di aggressione risultano oggi in preoccupante e progressiva espansione. È uno scenario che richiede profonda capacità di rinnovamento, nell’integrare rapidamente le nuove tecnologie e nel garantire capacità concrete per le sfide future. Appare urgente, in questo senso, l’avvio di una difesa comune europea, complementare all’Alleanza Atlantica. In questa giornata, il deferente omaggio del popolo italiano va a quanti hanno sacrificato la vita per l’Italia, consegnandoci un’eredità di libertà e unità che celebriamo con rinnovata consapevolezza e, oggi, rivolgiamo il nostro pensiero con particolare intensità e cordoglio ai nostri militari che hanno perso la vita nei giorni scorsi in Bosnia-Erzegovina. Un legame profondo, di fiducia e gratitudine, unisce Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza alla comunità nazionale, di cui sono parte integrante”
La Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, celebrata ogni 4 novembre, è una solennità civile che unisce il ricordo della vittoria nella Prima Guerra Mondiale al riconoscimento del sacrificio dei militari e al valore dell’unità nazionale. Istituita formalmente nel 1922 con il Regio decreto n. 1354 del 23 ottobre dal governo del Regno d’Italia sotto Vittorio Emanuele III, questa ricorrenza commemora l’armistizio di Villa Giusti del 3 novembre 1918, entrato in vigore il giorno successivo, che sancì la sconfitta dell’Impero austro-ungarico e l’annessione delle terre irredente come Trento e Trieste. Le radici della Giornata risalgono al termine del conflitto mondiale del 1915-1918, che vide l’Italia sacrificare oltre 600.000 caduti e un milione di feriti per completare il processo di unificazione iniziato nel 1861. L’armistizio, firmato il 3 novembre 1918 a Villa Giusti presso Padova dal generale austro-ungarico Viktor Weber von Webenau e reso pubblico il 4 novembre, pose fine alle ostilità sul fronte italiano, aprendo la via alla “Vittoria mutilata” celebrata con il raduno di Vittorio Veneto. Il 4 novembre 1921 fu tumulato il Milite Ignoto all’Altare della Patria a Roma, un evento simbolico che rafforzò il legame tra unità nazionale e Forze armate. Proprio un anno dopo, il Regio decreto del 1922 la proclamò Festa nazionale, legandola esplicitamente alle celebrazioni dell’Unità d’Italia. Durante il fascismo, assunse toni propagandistici, ma con la Repubblica (1946) fu confermata tra le solennità civili dalla legge n. 260 del 5 febbraio 1949, pur perdendo lo status di giorno festivo nel 1977 (trasferita alla prima domenica di novembre per razionalizzazione delle festività). Nel 2022, il presidente Sergio Mattarella propose di formalizzare la denominazione completa “Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate”, accolta dalla legge n. 27 del 2024, che ha ribadito il suo ruolo di memoria condivisa senza ripristinare il giorno libero, enfatizzando coesione sociale e omaggio ai militari. (4 nov - red)
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