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direttore Paolo Pagliaro

MAROCCO, LA SFIDA
DI EL MANSOURI

MAROCCO, LA SFIDA <BR> DI EL MANSOURI

“È la seconda volta che mi chiama signor primo ministro. Io sono la signora primo ministro e dovrà farci l'abitudine”: così, rivolgendosi in aula a una giovane deputata sui banchi dell'opposizione, Fatima Ezzahra El Mansouri, 50enne avvocata e politica alla guida del Partito Autenticità e Modernità (Pam), formazione di orientamento laico, riformista e progressista designata dal re del Marocco Mohammed VI a formare il nuovo governo dopo la vittoria alle elezioni parlamentari. La prima donna premier nella storia del Paese, e seconda donna a conquistare una carica simile nel mondo arabo, dopo Najla Bouden (in Turchia), si è poi rivolta direttamente a tutti gli esponenti del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Pjd), formazione islamista ora all'opposizione che nel 2014 aveva definito le donne semplici oggetti domestici, incalzando: “Volete davvero che le figlie del Marocco siano lampadari che illuminano le case? Io non lo sono. Sono ragione, coscienza, convinzioni e battaglia”. Famiglia Cristiana ripercorre la vicenda sottolineando che la nomina abbia sollevato le critiche di una parte della popolazione maschile, pur in un contesto in cui “a dispetto degli stereotipi sul mondo arabo-islamico, la parità di genere nel Paese nordafricano ha percorso un buon tratto di strada, seppur non senza fatica, e compiuto significativi passi avanti”. L’articolo evidenzia come le donne marocchine abbiano assunto da tempo ruoli di primissimo piano nelle amministrazioni locali, ricordando che nel 2021 “per la prima volta nella storia del Paese nordafricano tre donne hanno clamorosamente conquistato la carica di sindache nelle tre città principali”, tra cui la stessa El Mansouri a Marrakesh, oltre ad Asma Rhlalou a Rabat e Nabila Rmili a Casablanca. Viene inoltre ricordato il ruolo della società civile e della riforma costituzionale promossa nel 2011 da re Mohammed VI a seguito della Primavera araba, che ha introdotto il principio di parità e ampliato i diritti fondamentali, preceduta dalla storica revisione nel 2004 della Mudawana, il Codice di statuto personale che ha elevato l'età minima per il matrimonio da 15 a 18 anni, limitato la poligamia e trasformato il principio di fedeltà della donna verso il marito in “fedeltà reciproca”. Il settimanale non nasconde tuttavia i problemi ancora aperti poiché “l'affermazione della parità di genere cambia radicalmente fra centri urbani e campagne, fra contesti socio-economici e culturali differenti, con un divario spesso profondo” ed evidenzia che persistono disuguaglianze in fatto di eredità e criticità nelle aree rurali dovute all'abbandono scolastico femminile. E conclude sottolineando come El Mansouri abbia davanti a sé “enormi sfide sociali, culturali, economiche, occupazionali”, tra cui spicca “il compito di accompagnare il suo Paese verso il grande evento del 2030: i Mondiali di calcio che si giocheranno in Marocco, Spagna e Portogallo”. Foto tratta da Facebook. (5 nov - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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