Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

E SE TRUMP DIVENTASSE
UN DOTTOR STRANAMORE?

E SE TRUMP DIVENTASSE <BR> UN DOTTOR STRANAMORE?

“I risultati delle elezioni di metà mandato dimostrano che gli elettori americani hanno respinto chiaramente questa guerra”, è la lettura trionfalistica diffusa dai circuiti ufficiali iraniani, mentre nelle cancellerie di tutto il mondo si rincorrono le analisi sul futuro della proiezione estera di Washington. Dietro la patina delle reazioni diplomatiche, tuttavia, nei corridoi di Washington serpeggia un timore ben più profondo: privato del controllo del Congresso e ridotto allo status di anatra zoppa, l'inquilino della Casa Bianca potrebbe trasformarsi in una sorta di “dottor Stranamore” della politica estera, tentato di forzare la mano con azioni muscolari e colpi di coda imprevedibili per compensare la paralisi domestica.

IL REBUS IRANIANO E IL TIMORE DEL “COLPO DI CODA” MILITARE. La disfatta elettorale e il pesantissimo macigno politico rappresentato dal conflitto in Medio Oriente aprono scenari di estrema volatilità. Se da un lato Teheran festeggia la battuta d'arresto dei repubblicani interpretandola come la punizione inflitta dagli elettori alla linea di scontro e al blocco petrolifero, dall'altro gli analisti strategici e i diplomatici occidentali temono l'esatto contrario. Privato dei margini di manovra legislativa interna e stretto dall'assedio di un Congresso a guida democratica deciso a esercitare una rigida funzione di controllo, il presidente americano potrebbe decidere di aggirare l'opposizione domestica facendo leva unicamente sui poteri esecutivi in materia militare. Il rischio concreto è che la crisi politica si traduca in un'impennata di tensioni nei teatri di crisi, trasformando l'instabilità della presidenza in un pericoloso moltiplicatore di conflitti.

LA PROSPETTIVA DI KIEV E LE CONTROMOSSE DEI DEMOCRATICI SULL'IMPEGNO BELLICO. In Europa orientale, l'esito del voto viene guardato con un misto di speranza e apprensione. Dal fronte ucraino, il presidente Volodymyr Zelensky ha espresso l'auspicio che il ritorno dei Democratici alla guida del Congresso possa consolidare e rilanciare i flussi di aiuti militari ed economici, scongiurando i blocchi e i tentennamenti del passato. All'interno dello schieramento democratico americano, la nuova maggioranza parlamentare non intende mettere in discussione il sostegno all'Ucraina, ma si prepara a imporre paletti rigidissimi: ogni finanziamento e ogni mossa strategica dovranno passare al vaglio di una trasparenza incondizionata, sbarrando la strada a qualsiasi accordo unilaterale o azzardo diplomatico della Casa Bianca.

MOSCA E LE SANZIONI: TRA ATTESE DI STALLO E IL MURO DI CAPITOL HILL. A Mosca, la reazione ufficiale del Cremlino – affidata alle dichiarazioni di facciata del portavoce Dmitry Peskov e del vice ministro degli Esteri Sergey Ryabkov – ha cercato di ostentare neutralità e rispetto per il verdetto delle urne, ma i media russi e i circuiti di analisi strategica non nascondono che la sconfitta rappresenta un duro colpo per la proiezione internazionale del tycoon. Sul fronte cruciale del regime delle sanzioni economiche, il ribaltamento degli equilibri a Capitol Hill congela definitivamente qualsiasi velleità di ammorbidimento unilaterale che l'ala più oltranzista dell'amministrazione avrebbe voluto perseguire. Con un Congresso ostile e fermamente orientato a sinistra, la pressione sanzionatoria contro Mosca non solo non verrà allentata, ma rischia di conoscere una nuova e più severa stretta legislativa di natura bipartisan. (5 NOV – deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

EDITORIA

Il MAECI porta l’Italia dei libri
a Guadalajara

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

archivio

I RITORNATI

IL SUMMIT DEI TALENTI

Summit dei Talenti foto Ricercatori

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

archivio

DALLE COMUNITA’
ITALIANE NEL MONDO

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola