Il nodo persistente della mobilità. Muoversi per Roma è difficile e il 46,3% dei romani dichiara che il principale problema della città è la mobilità e il 70,5% che per rendere la città più sostenibile occorre migliorare il trasporto pubblico. La maggior parte del traffico si svolge con mezzi privati e su gomma. Il 56,1% dei residenti utilizza prevalentemente l’auto privata per spostarsi e il 28,3% dedica agli spostamenti più di un’ora al giorno. È quanto emerge dall’indagine «Roma: metropoli e quartiere» realizzata dal Censis su 1.500 romani residenti nella Capitale presentato oggi a Roma. Per il 30,2% dei residenti il problema principale di Roma è la scarsa pulizia e manutenzione degli spazi pubblici e il 48,4% ritiene che nel quartiere in cui vive ci sia degrado. Il 57,7% dei romani pensa che la sicurezza negli ultimi cinque anni sia peggiorata e il 67,7% dei residenti si sente insicuro nelle ore della notte; la quota sale al 75,9% tra le donne. Diversa la percezione durante il giorno, quando l’80,4% dei romani si sente sicuro.
L’identità romana resiste. 2.745.062 abitanti, e di questi circa 800.000 vivono oltre il Grande Raccordo Anulare dove la popolazione negli ultimi 20 anni è aumentata del 25,6%. 3.600.000 persone che ogni giorno la attraversano, circa 50 milioni di presenze turistiche nell’ultimo anno. Roma è una metropoli che conserva una propria identità: ne è convinto il 63,4% dei residenti, e tra i giovani la quota sale al 70,1%. La romanità viene ricondotta principalmente a una dimensione culturale e simbolica; l’87,2% dei residenti la riconosce nelle forme della cultura popolare, nel dialetto e nelle tradizioni locali e l’86,7% ritiene che essa si manifesti nei tratti caratteriali tipici, come quelli dell’ironia e della schiettezza. Melting pot a rischio? Da sempre Roma ha attratto persone che vengono da territori diversi: oggi il 33,6% di chi risiede in città non è nato a Roma e solo il 34,4% ha entrambi i genitori nati nella capitale. In città vivono 355.837 cittadini stranieri, pari al 13,0% della popolazione, cresciuti del 160,1% negli ultimi 20 anni. La presenza straniera è diffusa, e il 60,9% dei romani definisce multietnico il quartiere in cui abita; per il 45,0% l’impatto della presenza straniera non ha prodotto cambiamenti rilevanti nel quartiere, ma il 35,6% pensa che abbia avuto effetti negativi. Il centro storico, simbolo e fulcro della vita cittadina. Nei Rioni del centro vive solo il 4,0% della popolazione, eppure il 51,3% dei romani identifica il centro storico come il fulcro della vita cittadina; l’80,7% dichiara che ha piacere ad andare in centro per ammirarne il patrimonio storico e culturale; il 78,5% ritiene piacevole passeggiarvi. Non mancano le criticità: il 79,2% dei romani ritiene che sarebbe necessario investire maggiormente nella pulizia e nel decoro del centro storico, mentre il 78,0% segnala che c’è un’eccessiva confusione.
L’85,0% dei romani è del tutto (22,0%) o abbastanza (63,0%) soddisfatto del quartiere in cui abita e solo il 15,0% lo cambierebbe volentieri. Il 73,6% descrive il proprio quartiere come comodo, per il 67,2% è vivace, per il 60,4% è sicuro. I quartieri sono una comunità in cui ci si conosce e ci si aiuta: il 70,0% dei romani dà o riceve piccoli aiuti dai vicini di casa; il 63,8% ha una parte importante delle proprie relazioni sociali nel luogo in cui abita; il 66,1% partecipa a community di quartiere e il 52,0% si impegna direttamente per migliorare il proprio territorio. Il 72,6% dei romani è proprietario della casa in cui abita e il 27,4% vive in affitto. Oltre ad essere elemento di radicamento sul territorio, la casa di proprietà è una risorsa che incide in maniera decisiva sul benessere individuale. Con un canone medio mensile di 978 euro, chi vive in affitto rischia di essere costretto ad andare a vivere altrove, e la quota di chi vive in affitto sale all’82,3% tra i cittadini stranieri, al 40,4% tra i giovani in età compresa tra i 18 e i 34 anni, al 42,2% tra chi ha un reddito basso o medio basso. Guardando al futuro, il 54,7% dei romani è ottimista, e la quota sale al 61,2% tra i 18-34enni; il 63,5% dei residenti non se ne andrebbe dalla città e tra i giovani è il 60,8%. Allo stesso tempo però il 59,2% dei romani e il 50,9% dei giovani pensa che tra 10 anni Roma non sarà una città accessibile a tutti per costo della vita, servizi, mobilità. Preservare la fiducia dei più giovani è una condizione essenziale per trattenere le energie vitali e far crescere la città. (6 nov – red)
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