Memoria, testimonianze, musica, racconto. Lunedì 9 novembre alle ore 21.00 al Teatro Manzoni di Roma Michela Ponzani e Massimo Giannini animano una serata civica dedicata alla storia, alla libertà della ricerca, della scienza e dell’arte, e alla tutela di tutte le voci critiche contro le minacce e le intimidazioni del potere con interventi, sul palco e in video, di molti ospiti che hanno aderito all’iniziativa e che porteranno la loro voce a sostegno della serata. Perché senza una buona memoria non c’è una buona democrazia. Durante la serata andrà in scena lo spettacolo LIBERI SEMPRE. L’attacco partigiano a via Rasella e le Fosse Ardeatine, Sasà Bentivegna, la Liberazione, la nascita della Repubblica, Teresa Mattei, le stragi eversive degli anni ’70. Attraverso le parole, la musica e le canzoni di una band dal vivo, Michela Ponzani porta in scena le giornate e le vite di chi ha scelto di lottare per inseguire il sogno universale e senza tempo della libertà. Il coraggio e la ribellione di donne e uomini che hanno segnato la nostra storia. I proventi della serata saranno devoluti all’ANFIM – Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri, all’Associazione dei Familiari delle Vittime della strage di Piazza della Loggia e alla Casa della Memoria di Brescia.
'LA MOGLIE FANTASMA' ARRIVA AL SISTINA
Lo spettacolo “La moglie fantasma”, in tournée dalla primavera 2026, arriva a Roma, al Teatro Sistina dal 13 al 15 novembre con un cast d’eccezione: Maria Grazia Cucinotta e Pino Quartullo e con Giorgio Verduci, Giorgio Centamore, Roberta Petrozzi, Alessandra Faiella. La tournée proseguirà in numerosi teatri, tra cui lo Stabile di Verona, il Celebrazioni a Bologna, il Gioiello di Torino, il Teatro della Fortuna a Fano e il Sociale di Belllinzona.
SINOSSI. Una base di Shakespeare, una bella dose di Spirito Allegro, con una spolverata di Pirandello e un pizzico di Agatha Christie. E magari, a guarnizione, un’idea di ‘Nel bel mezzo di un gelido inverno’. Il tutto rimescolato con grande sapienza e divertimento per una reinvenzione di una ricetta classica che assume un sapore nuovo ed inedito come in un piatto stellato. D’altronde… “se devi copiare, tanto vale copiare da una commedia che funziona benino da secoli.” Dopo la festa a chiusura di una trionfale tournée, la protagonista è stata trovata morta. Il caso è stato archiviato come suicidio: l’alcool, i barbiturici, il sempre più teso rapporto con il marito drammaturgo… Ma, esattamente un anno dopo la sua scomparsa, il fantasma della donna (Maria Grazia Cucinotta) riappare all’ex marito (Pino Quartullo) e gli rivela di essere stata in realtà assassinata da un collega della compagnia, e lo convince, dopo gli inevitabili ed esilaranti momenti di incredulo sgomento, a mettere in atto uno stratagemma, modellato sulla ‘recita’ dell’Amleto: con l’aiuto del suo più caro amico (Giorgio Verduci) convoca tutti gli attori (Roberta Petrozzi, Giorgio Centamore ed Alessandra Faiella, che interpreta la storica ‘rivale’ della protagonista) che hanno partecipato alla festa, per far loro leggere un copione che si riferisca agli avvenimenti della serata, in modo da stanare, attraverso le sue reazioni, il colpevole. Solo così lei potrà essere liberata dal limbo in cui si trova. E la ‘prova’ inizia, in bilico fra situazioni paradossali e divertenti, in cui tutti gli attori mettono in luce le ‘piccolezze’ e fragilità di chi fa questo mestiere, e gli aspetti affascinanti di un gioco di scatole cinesi in cui non si capisce più dove finisca la realtà e inizi la finzione, in un crescendo di colpi di scena, fino al parossistico finale. Il tutto scritto con una perizia che consente a tutti gli interpreti (veri) di mettere in scena una commedia divertente e, paradossalmente…vitale!
MAX ANGIONI: DALL’APRILE 2027 DOPPIO TOUR CON DUE SPETTACOLI
Dopo il successo dei suoi primi due spettacoli, “MIRACOLATO” e “ANCHE MENO”, Max Angioni torna sui palcoscenici italiani con un progetto inedito: un doppio tour parallelo, al via il 6 aprile 2027, che lo vedrà protagonista di due spettacoli, “REUNION” e “FINGERSI MORTI”, per mostrare due diverse sfaccettature della sua comicità. Il primo, della durata di 90 minuti, si intitola “REUNION”. Nessun ritorno alle origini, nessuna rimpatriata tra vecchi componenti: Max Angioni, del resto, è uno solo. Tutto parte da una riflessione sulla grottesca attualità quotidiana, utilizzandola come punto di partenza per aprire le porte della propria memoria, provando a rispondere alla domanda che attraversa l'intero spettacolo: che senso ha questa vita? «In questa epoca di grande incertezza è normale che una persona sia spaventata e senza una direzione, o almeno così mi sento io,» dichiara Max Angioni «E ho capito che quando si è in mezzo alla tempesta è molto importante aggrapparsi a qualcosa, per non sprofondare. Reunion è l’invito ad aggrapparsi a sé stessi, a ricongiungersi con quello che siamo davvero, per affrontare con più sicurezza questi tempi complessi». I biglietti per “REUNION” saranno disponibili in anteprima per gli utenti My Live Nation dalle ore 11:00 di venerdì 6 novembre. Per accedere alla presale My Live Nation basterà registrarsi gratuitamente su www.livenation.it. La vendita generale dei biglietti sarà aperta a partire dalle ore 11:00 di lunedì 9 novembre. Info su www.livenation.it
Di tutt’altro tenore è il secondo spettacolo, “FINGERSI MORTI”: un appuntamento di 60 minuti, in uno spazio più raccolto e riservato a un pubblico adulto (l’ingresso sarà permesso dai 16 anni in su), con posti limitati e una regola imprescindibile: niente telefoni. Qui Max Angioni si presenta senza freni, aprendo le porte del suo universo più irriverente e imprevedibile. Il titolo trae ispirazione dalla strategia di sopravvivenza dell’opossum che, di fronte a un pericolo dal quale non può fuggire, sceglie di fingersi morto. Allo stesso modo, davanti a una realtà sempre più grottesca e minacciosa, Max individua nella possibilità di essere pienamente sé stesso, senza filtri né censure, la propria via di fuga: uno spazio di assoluta libertà, riservato a un pubblico adulto, in cui affrontare anche gli argomenti più sensibili senza preoccuparsi troppo delle conseguenze. “FINGERSI MORTI” andrà in scena in alcune città selezionate in cui sarà prevista una doppia programmazione con entrambi gli spettacoli. In queste occasioni, per consentire lo svolgimento di entrambi gli appuntamenti, “REUNION” inizierà alle ore 20.30 e a seguire, in seconda serata, “FINGERSI MORTI”. I biglietti per “FINGERSI MORTI” saranno disponibili in vendita generale a partire dalle ore 11:00 di lunedì 9 novembre. Info su www.livenation.it
RTL 102.5 è radio partner ufficiale del tour.
EMILIO SOLFRIZZI APRE LA STAGIONE DI PROSA DEL DUSE DI BOLOGNA
Con ‘Falstaff – L’arte di farla franca’, in scena dal 13 al 15 novembre (ore 21, domenica ore 16), Emilio Solfrizzi apre la Stagione di prosa 2026/27 del Teatro Duse di Bologna. Riscrittura contemporanea liberamente tratta da Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare e dal Don Giovanni di Molière, lo spettacolo è scritto e diretto da Davide Sacco. Sul palco, dunque, si fondono due grandi archetipi teatrali in un’unica figura: quella dell’uomo che vive di parola, seduzione e menzogna, convinto di poter sfuggire per sempre alle conseguenze delle proprie azioni. Sir John Falstaff è, infatti, un affabulatore instancabile, un seduttore fuori tempo massimo, un debitore cronico che ha trasformato l’inganno in stile di vita. Gestore di un locale sull’orlo del fallimento, Falstaff attraversa il mondo con la stessa arroganza vitale del Don Giovanni molieriano e la vitalità sfrontata del personaggio shakespeariano: ride della morale, dell’onore, del destino e perfino della morte, confidando nella propria capacità di farla franca. Attorno a lui si muove una galleria di personaggi grotteschi e al contempo realistici: servi complici e traditori, creditori manipolabili, mariti ossessionati dal possesso e soprattutto due donne, Margaret e Alice, che incarnano l’intelligenza e la lucidità delle Comari di Shakespeare. Saranno proprio loro, come ne Le Allegre comari di Windsor, a smascherare Falstaff, usando l’arma più temibile contro chi vive di vanità: il ridicolo. Come Don Giovanni, Falstaff gioca su più tavoli contemporaneamente, intrecciando seduzioni, affari e menzogne, finché il passato non torna a reclamare il conto sotto forma di fantasmi, presagi e figure che sembrano emergere dall’aldilà̀. La commedia si tinge allora di ombre più profonde: dietro la risata affiora la paura, dietro la spavalderia la solitudine. Tra comicità feroce e improvvise aperture poetiche, Falstaff – L’arte di farla franca racconta la parabola di un uomo che ha sfidato la vita come un gioco, fino a scoprire che l’unica posta che non può essere vinta è il tempo. Una commedia sul potere della parola, sull’inganno come linguaggio del mondo e sull’illusione, tipicamente umana, di poter vivere senza mai pagare il prezzo delle proprie scelte. “Il mio Falstaff - spiega Davide Sacco - è un uomo che combatte la morte restando in movimento. Beve, parla, corre, inganna, seduce perché fermarsi significherebbe ascoltare il silenzio e nel silenzio, Falstaff, non sa stare. Tutto nello spettacolo nasce da questa urgenza: non fermarsi mai”. Sullo sfondo, prosegue il regista, “uno spazio scenico immaginato come un luogo instabile, circolare, esposto. Un palco che non concede rifugi, dove tutto è visibile, come se Falstaff fosse sempre sotto processo e, allo stesso tempo, sempre in scena”. Un luogo in cui uomo e personaggio non riescono più a distinguersi. Ma il vero motore di questo lavoro è la parola. “Falstaff non ha spade, non ha denaro, non ha potere reale: ha la lingua. E con quella lingua costruisce mondi, li distrugge, si difende da tutto, perfino da Dio. Ma la parola - conclude Sacco - quando diventa l’unica arma, è anche una trappola: più la usi, più ti allontani dalla verità”.





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