Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

La criminalità specializzata nel traffico di esseri umani

La criminalità specializzata nel traffico di esseri umani

Piero Innocenti*

Continua senza sosta l’attività criminale di contrabbandieri di migranti e di trafficanti di esseri umani mentre le navi delle varie Ong fanno il possibile per soccorrere in mare le sgangherate imbarcazioni sovraccariche di persone provenienti, per lo più, dalla Libia. L’ultimo intervento è di pochi giorni fa con la Life Support di Emergency che ha salvato 113 migranti trasportati quindi nel lontano porto di Genova. E’ sempre attiva, dunque, l’articolata rete di gruppi specializzata nel traffico di esseri umani,un sistema criminale i cui elementi fondamentali risultano essere sostanzialmente tre:
1) il livello di complessità organizzativa della struttura criminale i cui aspetti distintivi attengono alla diversificazione dei ruoli e al soddisfacimento di una serie di requisiti funzionali: devono esservi, ad esempio, persone che si occupano del reclutamento dei migranti nel paese di origine, coloro che dispongono di relazioni di natura collusiva con le autorità locali che permettono di ottenere documenti apparentemente legali o contraffatti grazie ai quali il migrante può attraversare uno o più Stati in relativa sicurezza, coloro che sono addetti alla riscossione del prezzo del viaggio o sono in grado, se occorre, di ricorrere alla violenza. “Specializzazione”, dunque, delle risorse umane che varia in relazione al territorio in cui sono collocate ma che è anche frutto di un background criminale acquisito in altri mercati illegali e “flessibilità” per fronteggiare gli ostacoli di diversa natura che si presentano introducendo persone in modo clandestino nel paese di destinazione;
2) la ramificazione su scala internazionale dei referenti appartenenti alla organizzazione che consente di disporre di basi di appoggio sufficientemente sicure dove accogliere i migranti, in special modo se il viaggio è particolarmente complesso e necessita di effettuare soste più o meno lunghe fra un Paese e l’altro prima di giungere a destinazione. Sapere come comportarsi e quali decisioni adottare rispetto al pericolo di essere individuati dalle polizie locali è di vitale importanza affinché il viaggio dei migranti possa svolgersi in relativa sicurezza, costituendo così un incentivo per il reclutamento di nuovi “clandestini” che verranno instradati su quella determinata rotta;
3) la disponibilità di ingenti capitali grazie ai quali poter approntare i mezzi e le rotte più convenienti e adeguate allo scopo. Si pensi alla possibilità di usare vari mezzi di trasporto, quali aerei, camion, auto e, soprattutto, ai costi connessi alla corruzione di funzionari pubblici e al pagamento di organizzazioni che prestano i loro servigi nei passaggi di confine fra un paese e l’altro.
Un’ultima considerazione va fatta: esisterebbe una forte pressione, nei Paesi in via di sviluppo, a non interrompere il flusso migratorio verso i Paesi ricchi. Le rimesse inviate dai migranti rappresentano una delle principali fonti di redito nazionale nei Paesi di origine (in Marocco si stima che le rimesse ammontino a ben 2/3 del totale delle entrate finanziarie). E’ chiaro, allora, che il “ricatto” delle organizzazioni criminali che compiono il traffico di persone, nei confronti dei loro governi è molto forte. Un problema, insomma, che sarebbe da affrontare con grande determinazione ma che difficilmente viene messa in campo da alcuni governi interessati più a spendere in armamenti che a combattere la fame nel mondo. Anche per questo l’immigrazione regolare e clandestina è destinata ad espandersi ulteriormente nei prossimi anni.

*L’autore è Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo. Questore in alcune importanti città ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto

(© 9Colonne - citare la fonte)
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