Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

VENETO, RETE ZERO PFAS RICEVUTA IN REGIONE

VENETO, RETE ZERO PFAS RICEVUTA IN REGIONE

 Nella giornata di ieri, una delegazione della Rete Zero PFAS, accompagnata dai rappresentanti del Movimento Mamme No PFAS, ISDE, Medicina Democratica e Italia Nostra, è stata ricevuta presso la sede della Regione Veneto.

L'incontro ha rappresentato un importante passaggio nel confronto tra cittadini e istituzioni, consentendo di ottenere impegni e aperture su questioni fondamentali per la tutela della salute pubblica, la sicurezza alimentare e la trasparenza delle informazioni sulla contaminazione da PFAS.

Al centro del confronto, la necessità che i cittadini non siano semplici destinatari delle decisioni, ma possano partecipare attivamente ai processi di controllo, prevenzione e gestione della proplematica Pfas.

I RISULTATI E GLI IMPEGNI OTTENUTI

1. La Rete Zero PFAS parteciperà al Tavolo Tecnico

L'assessore Gerosa si è impegnato a favorire la partecipazione della Rete Zero PFAS al Tavolo Tecnico interistituzionale, secondo il principio della partecipazione già adottato nell'ambito della Sanità Partecipata.

Si tratta di un risultato importante: chi da anni segue la vicenda PFAS, raccoglie informazioni, denuncia criticità e rappresenta le preoccupazioni delle comunità deve poter contribuire direttamente al confronto istituzionale.

2. Esami del sangue per la ricerca dei PFAS accessibili alla popolazione

È stata affrontata la questione dell'accesso agli esami ematici per la ricerca dei PFAS. L'obiettivo condiviso è garantire la possibilità di effettuare gli esami con prescrizione medica, rendendoli accessibili alla popolazione senza ostacoli ingiustificati.

Un passaggio fondamentale per consentire ai cittadini di conoscere la propria esposizione e disporre di informazioni utili per il proprio percorso di tutela sanitaria.

3. Mense scolastiche e ospedaliere PFAS-free

È stato assunto l'impegno di garantire alimenti privi di PFAS nelle mense scolastiche e ospedaliere, con particolare attenzione alla protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione.

La sicurezza alimentare deve essere una priorità, soprattutto nei luoghi frequentati quotidianamente da bambini, persone malate e soggetti fragili.

4. Trasparenza sui controlli degli alimenti

La Regione ha comunicato che i risultati delle analisi sui vegetali saranno resi pubblici a breve, indicativamente entro gennaio, e diffusi alla cittadinanza attraverso il coinvolgimento dei Comuni.

La pubblicazione dei dati è indispensabile per permettere ai cittadini di conoscere la reale situazione del territorio e assumere decisioni consapevoli.

IL NODO CRITICO DEGLI ALLEVAMENTI E DEGLI ALIMENTI

Se da un lato si attende la pubblicazione dei risultati relativi ai vegetali, dall'altro sono emerse informazioni particolarmente preoccupanti sulla contaminazione della filiera zootecnica.

È stato riferito che le analisi hanno rilevato livelli molto elevati di PFAS nella carne di animali abbeverati con acqua contaminata e che i lotti fortemente contaminati sono stati ritirati dal commercio a tutela dei consumatori.

È stata inoltre evidenziata la criticità dei prodotti destinati all'autoconsumo: ortaggi coltivati negli orti domestici, animali da cortile e uova possono non essere sicuri quando provengono da terreni irrigati o animali abbeverati con acqua non controllata.

Si tratta di informazioni che richiedono la massima attenzione e una comunicazione chiara e capillare ai cittadini.

ACQUA POTABILE: LE INFORMAZIONI EMERSE

Durante l'incontro è stato riferito che circa l'80% dell'acqua che oggi arriva ai rubinetti delle abitazioni proviene da fonti considerate non contaminate, in particolare dai bacini di Camazzole, Belfiore, Dueville e Recoaro.

Anche su questo tema sarà fondamentale garantire informazioni puntuali, dati aggiornati e trasparenti, affinché ogni cittadino possa conoscere la provenienza e la qualità dell'acqua che utilizza.

LE CRITICITÀ TECNICHE E LE QUESTIONI ANCORA APERTE

La delegazione ha inoltre portato all'attenzione della Regione alcune questioni tecniche fondamentali, che non possono essere trascurate nella valutazione complessiva della contaminazione.

In particolare, è stato chiesto che in tutti i documenti e nelle pubblicazioni dei dati relativi all'acqua e alle altre matrici ambientali venga esplicitamente menzionato l'errore legato alla metodica analitica utilizzata, affinché i risultati siano correttamente interpretati e non si producano valutazioni fuorvianti.

È stato inoltre evidenziato che i dati emersi soltanto recentemente sulla contaminazione da acceleranti sono ancora parziali e che occorre approfondire ulteriormente il fenomeno.

La delegazione ha ricordato anche la necessità di considerare le CSC (Concentrazioni Soglia di Contaminazione), già previste per altri inquinanti, e ha sottolineato una grave lacuna normativa: per gli inquinanti in aria sul suolo, non esistono limiti specifici di riferimento.

Sono questioni che richiedono approfondimenti scientifici, tecnici e normativi e che dovranno trovare spazio nel lavoro del Tavolo Tecnico.

I PROSSIMI PASSI: ORA SERVONO TEMPI CERTI

La complessità della questione PFAS è enorme e il tempo a disposizione durante l'incontro non ha consentito di affrontare tutti gli argomenti ancora aperti.

Restano da approfondire numerose questioni, tra cui quelle relative a Chemviron FIS e contaminazione da acceleranti, alle metodiche analitiche, ai controlli ambientali e alla sicurezza delle diverse matrici.

La Rete Zero PFAS ritiene che il nuovo Tavolo Tecnico interistituzionale debba diventare la sede concreta in cui affrontare in modo approfondito tutte queste problematiche, con il contributo delle competenze scientifiche, delle istituzioni e delle rappresentanze dei cittadini.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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