La settimana a Montecitorio - Numero 107
dal 27 aprile al 1 maggio
Nella settimana dal 27 aprile al 1 maggio, l’Aula della Camera ha approvato cinque provvedimenti. Il più importante è quello che inserisce in Costituzione i poteri di Roma Capitale, al primo dei quattro passaggi previsti dalla Carta fondamentale. Il via libera al testo prima della fine della Legislatura resta dunque in bilico, sia perché allo scioglimento naturale delle Camere manca solo poco più di un anno, sia perché al momento le forze politiche non hanno raggiunto un’intesa, come dimostrano i soli 159 voti favorevoli, tutti della maggioranza (col supporto di Azione), oltre a 33 contrari (Avs e M5S) e 55 astenuti (il Pd), un risultato dunque lontano anche dalla maggioranza assoluta richiesta per la pubblicazione della legge.
Il disegno di legge aggiunge Roma Capitale all’elenco degli enti autonomi di cui è composta la Repubblica (accanto a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni) e le attribuisce poteri legislativi nelle materie del trasporto pubblico e della polizia amministrativa locali, del governo del territorio, del commercio, della valorizzazione dei beni culturali e ambientali, della promozione e organizzazione di attività culturali, del turismo, dell’artigianato, dei servizi e politiche sociali e dell’edilizia residenziale pubblica. A una legge ordinaria, ancora non depositata alle Camere, viene poi demandato il compito di disciplinare l’ordinamento di Roma Capitale e prevedere sia forme di decentramento amministrativo sia condizioni peculiari di autonomia amministrativa e finanziaria. Al testo del Governo (che riprendeva precedenti proposte sviluppate anche nella precedente Legislatura) è stato approvato un solo emendamento, che consente sempre alla legge ordinaria di attribuire ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane ulteriori e specifiche funzioni amministrative sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.
Entra invece in vigore (con 149 sì, 32 no e 63 astenuti) il disegno di legge del Governo sulla valorizzazione della risorsa mare. Oltre a interventi sulla governance, il provvedimento disciplina l’attività subacquea a scopo ricreativo, contiene misure di semplificazione e digitalizzazione per la nautica da diporto e istituisce la zona contigua italiana, uno spazio marittimo che non può estendersi oltre 24 miglia marine dalla costa, nella quale l’Italia potrà prevenire e punire le violazioni delle norme doganali, fiscali, sanitarie o di immigrazione.
Vengono poi assegnati punteggi aggiuntivi nelle graduatorie e nei concorsi a insegnanti e medici che lavorano nelle isole minori e sono previste norme per il sostegno dell’occupazione nel settore della pesca.
Disco verde definitivo anche alle modifiche alle Intese con l’Unione induista, con la Chiesa apostolica e con l’Unione delle Chiese avventiste del Settimo giorno. Alla fine della settimana è stata anche approvata (con 180 voti favorevoli, 97 contrari e quattro astenuti) la risoluzione di maggioranza sul Documento di finanza pubblica presentato dal Governo, al termine di un aspro dibattito: tra gli impegni al Governo anche la possibile richiesta all’Ue sia di attivare le clausole di salvaguardia al Patto di stabilità sia di utilizzare l’extragettito derivante dal rialzo dei prezzi dei carburanti per misure fiscali mirate, temporanee e non distorsive per mitigare l’impatto del rialzo dei prezzi dei combustibili sulle famiglie, sull’industria e sui settori dei trasporti, agricoltura e pesca.
La prossima settimana l’Aula esaminerà la riforma della polizia locale e tornerà a occuparsi del disegno di legge delle opposizioni sull’edilizia residenziale pubblica, il cui esame è stato di nuovo rinviato per la mancanza del parere della Commissione Bilancio. Sul tavolo anche i due decreti sui carburanti e sui commissari straordinari già approvati dal Senato.





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