La settimana a Montecitorio - Numero 97
Dal 16 al 20 febbraio
Nella settimana dal 16 al 20 febbraio, l’Aula della Camera ha approvato un solo provvedimento, quello che prevede che le opere d’arte prestate da Stati o istituzioni culturali straniere per esposizioni o mostre non possano essere sottoposte a sequestro giudiziario dalle autorità italiane, anche se pende di fronte a un giudice del nostro Paese un procedimento civile riguardante la loro proprietà o il loro possesso. Il testo, passato con 138 sì, 85 no e tre astenuti, va ora al Senato per la seconda lettura. Nella seduta di martedì 17, però, la Camera ha anche approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro degli Esteri Tajani sul Board of Peace per Gaza: il documento impegna il Governo a partecipare in qualità di osservatore alla prima riunione dell’organismo ed è passato con 183 si e 122 no, precludendo l’altra risoluzione unitaria del centrosinistra che definiva il nostro coinvolgimento nel Board incompatibile con la Costituzione. Via libera sempre martedì anche ad alcune modifiche al Regolamento di Montecitorio (che entreranno in vigore dalla prossima Legislatura), su cui non si sono registrati voti contrari, ma 249 si e 33 astenuti. La novità principale riguarda l'eliminazione del termine delle 24 ore tra la votazione della fiducia e il voto finale sul relativo provvedimento. Una stretta economica arriva inoltre sui cosiddetti cambi di casacca: se un deputato passerà a un nuovo gruppo, quest’ultimo riceverà solo la metà del contributo spettante per l’arrivo del nuovo membro, mentre l’altra metà rimarrà al gruppo di provenienza. Non solo, ma i deputati che fanno parte dell’ufficio di presidenza (vicepresidenti, questori e segretari) che cambieranno gruppo decadranno dall’incarico. Rafforzato inoltre lo statuto delle opposizioni: ai progetti di legge inseriti in calendario dai gruppi di minoranza sarà dedicata almeno una seduta al mese, e la data in questione non potrà essere rinviata se non con il consenso del gruppo che lo propone. Non saranno permesse neanche richieste d’inversione dell’ordine del giorno e i rinvii in Commissione potranno essere al massimo due, e in ogni caso il provvedimento dovrà essere reiscritto in calendario entro due mesi. Infine, il deposito oltre i termini di emendamenti da parte di relatori e Governo potrà essere autorizzato solo in casi di eccezionale rilevanza o per cause sopravvenute, specificamente valutati dal presidente della commissione. Alla fine della settimana è stato infine incardinato il decreto milleproroghe, appena approvato dopo una lunga gestazione dalle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio, su cui il Governo ha posto la fiducia che sarà votata lunedì 23. Il via libera finale è atteso il giorno dopo. Sempre la prossima settimana possibile disco verde ai progetti di legge su prevenzione di Aids, papillomavirus e altre malattie sessualmente trasmissibili, centri elaborazione dati, proroga del termine per l’attuazione della riforma del Codice della strada, incremento dell’indennità di maternità e l’introduzione di un congedo paritario per il padre, disposizione delle spoglie mortali delle vittime di omicidio e lotta all’alterazione delle campagne elettorali con fake news e altri contenuti prodotti da sistemi di intelligenza artificiale.





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