La settimana a Montecitorio - Numero 104
dal 6 al 10 aprile
Roma, 10 apr - Nella settimana dal 6 al 10 aprile, caratterizzata dalle informative del ministro della Difesa Crosetto sull’utilizzo delle basi Nato e del premier Meloni sull’attività di Governo, l’Aula della Camera ha approvato un solo provvedimento, il decreto Pnrr, sul quale il Governo ha posto e ottenuto la fiducia. In sede di votazione finale i sì sono stati 145, i no 62 e gli astenuti 4.
Il testo del Governo è nato per accelerare le procedure in vista dell’ultimo miglio del Piano e nel corso del passaggio parlamentare si è arricchito di ulteriori interventi, come il ripristino delle risorse per la convenzione con Radio Radicale per la trasmissione dei lavori parlamentari, coi fondi che tornano dagli attuali 4 agli 8 milioni previsti fino allo scorso anno.
Per quanto riguarda strettamente il Pnrr, spicca la possibilità di rinnovare per altri tre anni gli incarichi dei dirigenti che si occupano degli interventi (fino al massimo a fine 2029), ma c’è anche l’obbligo per gli enti locali di risolvere il contratto con le imprese appaltatrici quando queste siano in liquidazione. Tra le altre misure, l’estensione dell’assegno unico ai lavoratori degli Stati Ue non residenti in Italia (superando così una procedura d’infrazione aperta dall’Unione europea nei nostri confronti); uno stanziamento di 150 milioni per progetti delle imprese in Africa; la possibilità anche per chi ha più di 14 anni di accedere al sistema It-Wallet dell’app IO, per scaricare attestazioni, titoli o abilitazioni anche senza l’assenso dei genitori o tutori; e 1,6 milioni per i prossimi tre anni per lo sviluppo del sistema informativo elettorale (tessera digitale compresa). Sul fronte della sanità, viene prorogata fino al 31 dicembre 2027 la facoltà per le Asl di trattenere in servizio i medici oltre i 72 anni. Nel corso del passaggio alla Camera sono stati anche stanziati 17 milioni per i dottorati di accademie e conservatori e altri 22,4 milioni di euro per garantire il completamento dei progetti degli enti di ricerca pubblici finanziati con risorse del Pnrr. Inoltre, le Università potranno superare i limiti al numero di contratti e incarichi stipulabili a valere su risorse esterne (come bandi di concorso, lo stesso Piano e fondi europei), con la possibilità di attivare più contratti senza gravare sui bilanci e attrarre così nuovi fondi.
Sempre nel passaggio parlamentare sono state cancellate due norme: quella che consentiva ai lavoratori di trasferire la posizione individuale da un Fondo di previdenza complementare a un altro, non solo per il proprio contributo e il Tfr, ma anche per il contributo a carico del datore di lavoro (se ne riparlerà a ottobre in sede di manovra di bilancio) e quella che affidava alla Covip (la Commissione di vigilanza sui fondi pensione) la vigilanza sui fondi sanitari integrativi. E sempre sullo stesso tema, si è stabilito che solo i fondi vigilati dalla stessa Covip, e non più gli enti previdenziali, dovranno aderire a sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie con iscritti, pensionati e beneficiari.
La prossima settimana l’Aula sarà impegnata nell’esame di un altro decreto, quello sull’emergenza maltempo al Sud (frana di Niscemi compresa), mentre torneranno all’ordine del giorno i disegni di legge sull’edilizia residenziale pubblica e sull’inserimento in Costituzione di poteri speciali per Roma Capitale. (Bep)





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