Kiev - Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani hanno intenzione di aprire a breve una sede in Ucraina, per "favorire l'immigrazione regolare e qualificata". Lo ha annunciato il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, questa mattina all'Ambasciata d'Ucraina in Italia, in occasione della presentazione dei risultati conclusivi del progetto "Pink Positive", realizzato in collaborazione con l'Associazione delle Donne Ucraine Lavoratrici in Italia. "Stiamo verificando - ha detto Olivero davanti all'ambasciatore Heorhii Cherniavskiy - la possibilità di aprire al più presto una sede in Ucraina, per mettere al servizio dei cittadini ucraini le nostre competenze in materia di immigrazione e tutela del lavoro, ma anche la nostra esperienza ultradecennale di accompagnamento dei cittadini italiani all'estero". "Subito dopo l'estate - ha spiegato il vicepresidente del Patronato Acli, Fabrizio Benvignati - partirà una missione esplorativa sul posto, per valutare modi, tempi e possibilità di realizzazione di questo progetto, sulla base di altre nostre esperienze analoghe".
Il Patronato Acli è già presente in altri tre paesi di forte emigrazione verso l'Italia: il Marocco, l'Albania e la Moldavia. La presenza di una sede stabile delle Acli in Ucraina consentirebbe di "promuovere l'immigrazione regolare e qualificata, favorire i ricongiungimenti familiari, accompagnare i percorsi di rientro dei lavoratori e delle lavoratrici ucraine nel Paese d'origine, ma anche sostenere la formazione dell'associazionismo e lo sviluppo del terzo settore in Ucraina".
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