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direttore Paolo Pagliaro

''SENZA ACCORDO SU PREMIER
INUTILE ALLEANZA CDX''

''SENZA ACCORDO SU PREMIER <BR> INUTILE ALLEANZA CDX''

“Se non dovessimo riuscire a metterci d’accordo” sulla premiership, “non avrebbe senso andare al governo insieme. Confido che si vorranno confermare, anche per ragioni di tempo, regole che nel centrodestra hanno sempre funzionato, che noi abbiamo sempre rispettato e che non si capisce per quale ragione dovrebbero cambiare oggi”. Così la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, in una intervista al Tg5 il cui contenuto è stato anticipato, in vista dell’incontro con Matteo Salvini e Silvio Berlusconi previsto per mercoledì alla Camera. Sarà un campagna elettorale dai toni duri? “Penso che lo sarà e che non ci facciamo intimidire – spiega Meloni - E penso anche che la sinistra abbia bisogno di inventare una macchina del fango contro di noi perché non può dire niente di concreto e di vero. Noi non abbiamo bisogno di inventare una macchina del fango contro di loro perché possiamo banalmente raccontare i disastri che hanno prodotto in Italia negli ultimi dieci anni al governo”. In merito alle parole del segretario del Pd Enrico Letta, che dice che bisognerà scegliere tra loro e la Meloni, la numero uno di Fdi invece commenta: “Non ho bisogno dei regali di Enrico Letta, né dei loro riconoscimenti. Letta fotografa la realtà quando dice che bisognerà scegliere tra Fratelli d’Italia e il Pd: sono i due principali partiti che si confronteranno in queste elezioni in un sistema che potrebbe tornare bipolare. Considero questa una buona notizia perché nel bipolarismo si confrontano identità: centrodestra contro centrosinistra, progressisti contro conservatori. Questo è lo scontro e gli italiani sceglieranno da che parte stare”. In merito al programma, Meloni indica tre punti qualificanti: “C’è il tema dell’assetto istituzionale italiano e di una riforma in senso presidenziale: dal presidenzialismo e da un rapporto diretto tra governo e cittadini dipende anche la possibilità di fare tutte le altre grandi riforme. Poi ci sono i temi economici: sostegno all’economia reale, a chi vuole lavorare, alle aziende che assumono. Chi in questa Nazione vuole fare non deve essere disturbato dallo Stato. E c’è ovviamente tutto il tema sociale che va dagli anziani, ai giovani, ai nuovi poveri. Ormai non esiste più un ceto medio e una forza sociale come la nostra non può fingere di non vedere”. (PO / Roc – 25 lug)

 

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