Dallo scorso 5 ottobre fino al 6 novembre il Museo di Roma in Trastevere ospiterà i migliori scatti, vincitore e finalisti, della XIII edizione del premio PHOTO IILA dedicato a fotografi latinoamericani under 35, un progetto di IILA-Organizzazione internazionale italo-latino americana, realizzato con il contributo del Ministero degli Esteri e Cooperazione Internazionale italiano, in collaborazione con i Paesi latinoamericani membri dell’IILA e il Centro Sperimentale di Fotografia Adams, promosso da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. I fotografi partecipanti alla XIII edizione del premio si sono confrontati con il tema "V.A.S.! Vida, Agua, Salud", ispirato a uno dei 17 Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, ovvero l’obiettivo numero 3, "Salute e benessere". Al Museo di Roma in Trastevere si presentano le foto di Natalia Ortiz (Colombia), vincitrice di questa tredicesima edizione, e le opere di tutti i finalisti del premio: Tatiana Aristizábal (Colombia), Laura Voskian (Argentina), Tamara Zentner (Argentina), Jairo Bernal (Colombia) e Dina Colectivo - Fabiola Cedillo, Alessandro Bo, Fernanda Garcia (Ecuador). PHOTO IILA è un progetto di cooperazione culturale finalizzato ad incentivare e promuovere la conoscenza della fotografia latinoamericana emergente e le opportunità di collaborazione internazionale, in particolare tra i suoi paesi membri: Argentina, Stato Plurinazionale di Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana, Uruguay, Repubblica Bolivariana del Venezuela. (gci)
GENOVA RICORDA ADELAIDE RISTORI TRA MODA E TEATRO
Dallo scorso 29 settembre fino al 22 gennaio 2023 si svolgerà a Palazzo Nicolosio Lomellino di Genova la mostra "I costumi di Adelaide Ristori. Teatro e alta moda", a cura di Livia Cavaglieri, Danila Parodi e Gian Domenico Ricaldone, con il coordinamento di Paola Lunardini. L'esposizione, che celebra il bicentenario della nascita di Adelaide Ristori, ha avuto come motore del progetto il Museo Biblioteca dell’Attore (MBA), che conserva il Fondo Adelaide Ristori, insieme a Comune di Genova, Teatro Nazionale di Genova e Dipartimento di italianistica, romanistica, antichistica, arti e spettacolo (DIRAAS) dell’Università di Genova, ed è realizzata con la collaborazione dell’Associazione Palazzo Lomellino, con il contributo di Regione Liguria, Camera di Commercio di Genova, Esselunga - sponsor istituzionale del Comune di Genova, Fondazione CARIGE, Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco e Associazione per la Commissione Nazionale Unesco - Italia Onlus. La mostra di Palazzo Nicolosio Lomellino presenta dodici costumi di scena, ai quali sono affiancati materiali d'archivio (lettere, locandine, manifesti, bozzetti, fotografie), che fanno parte del Fondo Adelaide Ristori. La mostra fa parte di un ampio calendario di eventi e iniziative nell’ambito del progetto "Adelaide: 200 anni sulla scena", che comprende lo spettacolo teatrale "Lady Macbeth. Suite per Adelaide Ristori" (con Elisabetta Pozzi, regia di Davide Livermore e drammaturgia di Andrea Porcheddu, produzione Teatro Nazionale di Genova) e il convegno internazionale "Adelaide Ristori e il Grande Attore", a cura delle Università di Genova e Milano-Statale. Adelaide Ristori fu la prima attrice italiana a occuparsi con attenzione e precisione dei propri costumi, progettandoli essa stessa oppure affidandone la realizzazione a celebri sarti, non solo teatrali. L’attrice impose di servirsi di costumi ideati ex novo per ogni spettacolo, in un’epoca in cui era d’uso riutilizzare gli stessi costumi, con minimi adattamenti, per spettacoli diversi. Contribuì al successo del suo stile la scelta di affidarsi a Charles Frederick Worth, primo stilista ad introdurre le strategie del futuro fashion system. Adelaide Ristori, dunque, fu pioniera nel saldare il mondo del teatro con la nascita dell’"haute couture", sistema economico e creativo incentrato sulla riproducibilità dei modelli di sartoria d’alta qualità. (gci)
MILANO: "RENDEZVOUS" DI VIBEKE MASCINI
Dallo scorso 28 settembre fino al 18 dicembre la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano ospiterà "Rendezvous" di Vibeke Mascini, il secondo appuntamento dell’annuale ciclo espositivo di "Project Room", progetto della Fondazione dedicato ai più recenti sviluppi del panorama artistico internazionale, affidato per il 2022 (con il tema dell'"origine") alle curatrici Chiara Pirozzi e Alessandra Troncone. In "Rendezvous", progetto inedito che Vibeke Mascini (L’Aia, 1989) ha concepito per gli spazi della Fondazione, l’artista olandese mette in dialogo le sue ricerche con le suggestioni provenienti dall’approfondimento della pratica artistica di Arnaldo Pomodoro e dei documenti conservati nel suo archivio. Interessata alle possibilità di trasformazione della materia attraverso l’uso dell’elettricità, Mascini realizza installazioni multimediali complesse, spesso in collaborazione con studiosi di altre discipline, giocate sull’equilibrio di concetti speculari come vita-morte, positivo-negativo, azione-stasi. "Rendezvous", inoltre, riflette sul concetto di impronta, intesa da Mascini come segno fisico di un tempo dinamico che si cristallizza. Espandendo la sua ricerca al campo delle scienze naturali, l’artista ha attivato una stretta collaborazione con il MUSE - Museo delle Scienze di Trento, che ha realizzato per il progetto una serie inedita di scansioni 3D di porzioni di impronte di dinosauri del sito paleontologico dei Lavini di Marco (Rovereto), nelle quali è evidente l’incrocio tra specie animali diverse vissute a centinaia di anni di distanza fra loro. A partire da queste scansioni, Mascini ha realizzato per lo spazio della "Project Room" della Fondazione alcuni calchi riempiti di acqua nella parte concava, che reagirà al passaggio del pubblico vibrando grazie alla presenza di un rilevatore di anidride carbonica. (gci)
"CINEMATICA": A PARMA I GRANDI ILLUSTRATORI ITALIANI
Dallo scorso 30 settembre fino al 30 ottobre lo Spazio Vetreria di Italia Veloce a Parma ospiterà la mostra "CINEMATICA illustrazione in movimento", con protagonisti quattro grandi illustratori e illustratrici tra i più affermati del panorama italiano, ovvero Riccardo Guasco, Fabio Consoli, Marina Marcolin e Ilaria Urbinati, a cura della galleria torinese Caracol Art Gallery in collaborazione con Illustation.it. La mostra fa parte delle iniziative della sesta edizione di PARMA 360 - Festival della creatività contemporanea, curato da Chiara Canali e Camilla Mineo, promosso e prodotto dalle associazioni 360° Creativity Events ed Art Company, patrocinato dal Comune di Parma con il contributo della Regione Emilia-Romagna e di Fondazione Cariparma. Durante il festival, le opere di alcuni protagonisti del sistema artistico contemporaneo sono in dialogo con gli spazi espositivi della città come Palazzo del Governatore, Palazzo Marchi e il Torrione Visconteo, in un itinerario multimediale e sinestetico dedicato al tema "Passaggi / Paesaggi". (gci)
"LE RELAZIONI MERAVIGLIOSE": LE MARCHE RISCOPRONO CARLO CRIVELLI
Fino al 12 febbraio 2023 si svolgerà il progetto "Carlo Crivelli. Le relazioni meravigliose" a cura di Francesca Coltrinari e Giuliana Pascucci, promosso da Regione Marche e Comune di Macerata in collaborazione con Università degli Studi di Macerata e Fondazione Carima, che invita il pubblico a un viaggio alla scoperta delle meraviglie della pittura di Carlo Crivelli (Venezia 1430/1435 circa - Ascoli Piceno? 1495) attraverso un percorso che parte da Macerata, all’interno di Palazzo Buonaccorsi con 7 dipinti di Crivelli e prosegue in 8 comuni delle Marche che conservano lavori dell’artista o a esso fortemente legati. L'itinerario, oltre a Macerata, comprende Corridonia, San Ginesio, Sarnano, Monte San Martino, San Severino Marche, Serrapetrona, Belforte del Chienti e Camerino. Il progetto vuole far riscoprire l’opera di Crivelli, tra grandi pale d’altare e opere di formato ridotto per la devozione privata e il legame con il territorio marchigiano che lo ha ospitato (dal 1468 al 1495), in cui ha realizzato la maggior parte dei suoi capolavori e sul quale ha proiettato la sua influenza. (gci)





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