Il Museo delle Civiltà di Roma presenta Animali, Vegetali, Rocce e Minerali: le Collezioni ISPRA > Verso un museo multispecie, un nuovo allestimento dedicato alle collezioni paleontologiche e lito-mineralogiche dell’ISPRA-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Concepita come introduzione alla storia e ai metodi di ricerca di queste collezioni, la presentazione presso il Salone d’Onore al primo piano del Palazzo delle Scienze costituisce l’avvio della progressiva musealizzazione delle collezioni ISPRA al Museo delle Civiltà, che si completerà entro il 2024 al secondo piano del museo, integrando e completando il percorso delle collezioni preistoriche. Il progetto è il risultato della collaborazione tra la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, attraverso il Museo delle Civiltà, e l’ISPRA-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale / Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, con il sostegno di ALES-Arte Lavoro e Servizi spa. Le collezioni ISPRA sono costituite da oltre 150.000 fossili animali e vegetali, campioni di rocce e minerali, rilievi geologici, strumentazioni scientifiche, busti, ritratti, cimeli e documentazioni che formavano le Collezioni Paleontologiche, Lito-Mineralogiche e Storiche del Servizio Geologico d’Italia. Nel loro insieme, queste collezioni documentano l’attività di studiosi che, in accordo con il pensiero positivistico del XIX secolo, assegnarono alla scienza un ruolo imprescindibile nei confronti della nascita di un’industria moderna, ponendo l’essere umano e il suo controllo dell’ambiente naturale al centro di possibili processi di sviluppo storico e sociale, che oggi risulta urgente approfondire. (red)
"SFUMATURE DELLA MIA ANIMA": A ROMA LE OPERE DI TATSIANA NAUMCIC
Dallo scorso 14 dicembre fino al 29 gennaio 2023 i Musei di San Salvatore in Lauro a Roma ospiteranno, a ingresso gratuito, la mostra "Tatsiana Naumcic. Sfumature della mia anima", a cura di Marco Di Capua, organizzata da Il Cigno GG Edizioni (che realizza anche il catalogo), in collaborazione con la "Fondazione Luciano Ventrone, Miranda Gibilisco" e il Centro Studi dell'opera di Umberto Mastroianni. L'esposizione comprende 22 opere dell'allieva di Luciano Ventrone, la pittrice realista contemporanea Tatsiana Naumcic (Minsk, 1980), che oggi vive e lavora a Roma. La sua capacità artistica e il suo talento si manifestano sin dalla prima infanzia. Dopo un passato da arredatrice di interni a Mosca, nel 2015 incontra Luciano Ventrone diventandone l'ultima allieva. "Che Tatsiana sia allieva non soltanto di Luciano Ventrone, ma anche della moglie Miranda Gibilisco salta agli occhi - dichiara Lorenzo Zichichi, presidente del Centro Studi dell'Opera di Umberto Mastroianni e della casa editrice Il Cigno GG Edizioni - E' per certi versi una garanzia e il motivo per cui sia il Centro Studi dell'Opera di Umberto Mastroianni, sia la casa editrice Il Cigno hanno preso in esame le sue Opere. Per altri però si assiste a un vero e proprio superamento (che non vuol dire intriso di un connotato migliorativo) dell'arte appresa. Basandosi su fotografie della Gibilisco, sia Ventrone sia Naumcic creano i propri quadri. Il dipinto ha una dignità e una luce così potente che seppur la fotografia è il dato da cui l'occhio vuole partire, la realizzazione su tela di quella visione crea un nuovo universo. Ventrone, giustamente, è rimasto ancorato a quelle della moglie. La Naumcic è andata oltre, ossia ha deciso di fare da sola le fotografie. Poi, un altro passo che li differenzia è la modalità con cui affrontano tematiche simili. Ventrone, soffermandosi sulle sue opere più note, dipinge nature morte e mari. La Naumcic compone un suo disegno esistenziale che vuole trasmettere sulla tela. E in questo, il lato femminile dell'arte è almeno al cinquanta per cento in quella di Ventrone, in quanto tutto parte sì dalla maestria tecnica, ma anche da quella espressa dalla moglie nelle foto. E' lei che compone le scene che lui dipinge. La Naumcic è al cento per cento donna, e appunto si vede in come affronta la pittura, volendola rendere interprete del suo sentire catapultato sulla tela dal pennello". (gci)
A TORINO IL MONDO RURALE DELLE ALPI CON GUIDO DIEMOZ
Guido Diémoz, uno degli esponenti più autorevoli dell'artigianato di tradizione della Valle d'Aosta, è protagonista dell'esposizione "Il mondo rurale e le sue tradizioni - La restituzione della memoria", ospitata dallo scorso 15 dicembre fino al 3 febbraio 2023 nella Sala della Trasparenza della Regione Piemonte, in Piazza Castello a Torino. Il progetto espositivo è promosso dalla Regione Piemonte in collaborazione con la Regione autonoma Valle d'Aosta e l'Associazione Forte di Bard. Per l'occasione sono state esposte una serie di imponenti sculture realizzate dall'artigiano di Doues, che raccontano con grande efficacia e potenza le radici della cultura rurale delle vallate alpine e il loro bagaglio di saperi. Nato a Doues il 13 novembre 1949, Guido Diémoz iniziò l'attività di artigiano del legno nel 1977, a 34 anni, indirizzando la sua attitudine innata verso la comunicazione visiva. Come molti scultori e artigiani del legno della Valle d'Aosta, la sua vita artistica ha acquistato visibilità ed apprezzamento crescenti tra gli appuntamenti annuali delle Fiere di Sant'Orso di Donnas e di Aosta, che si svolgono in gennaio e che uniscono a saperi e mestieri antichi anche la produzione artigianale ed artistica di molti scultori del legno. Diémoz ha ricevuto a Donnas il primo premio del settore "scultura in legno" negli anni 2008, 2009, 2010 e 2019. Decide di perfezionare la propria preparazione frequentando la Scuola Serale Regionale, tenuta dai maestri artigiani valdostani Margueret e Jordaney, mentre il disegno e le tecniche grafiche li ha appresi grazie alla frequentazione di Rollando Robino. "Le sculture in legno di Diémoz esprimono in modo poetico l'attaccamento alla montagna e alle sue tradizioni - dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio - Opere nelle quali si rispecchia il vissuto di un artigiano diventato artista, che hanno la capacità di proiettare il visitatore in un mondo suggestivo, sospeso tra i silenzi e le voci di una natura colma di bellezza e di un sapere antico che si tramanda da generazioni". (gci)
"MAKING SPACES": A MILANO 25 OPERE DI PAOLO SCHEGGI
Dal 26 gennaio fino al 15 aprile 2023, Cardi Gallery a Milano ospiterà la mostra "Making Spaces", curata da Ilaria Bignotti in collaborazione con l'Associazione Paolo Scheggi, che presenterà al pubblico una selezione di oltre 25 opere di Paolo Scheggi. Il percorso espositivo si snoderà secondo due direttive che intendono, da un lato, indagare la progettazione integrata all'architettura che l'artista conduce elaborando i moduli spaziali alla base delle sue opere più note, dall'altro, offrire ai visitatori una panoramica ampia sull'approccio di Scheggi ai concetti di interazione, interspazio e multimedialità, anche attraverso inedita documentazione d'archivio. A distanza di 60 anni dall'ingresso in collezione di due "Intersuperfici" di Paolo Scheggi nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, allora diretta da Palma Bucarelli, e dalla partecipazione dell'artista alla collettiva "Monocroma" a Bologna e Firenze, questa mostra intende analizzare la sua ricerca artistica dai primi anni Sessanta agli inizi degli anni Settanta, celebrando il 1963 quale data fondamentale per l'affermazione e la contestualizzazione di Paolo Scheggi a livello internazionale. (gci)
"PORTRAITS": GLI SCATTI DI LEE JEFFRIES A MILANO
Dal 27 gennaio fino al 16 aprile 2023, il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano produce, organizza e ospita la personale di Lee Jeffries (Bolton, UK, 1971), il fotografo diventato la voce dei poveri e degli emarginati, dal titolo "Portraits. L’anima oltre l’immagine", curata da Barbara Silbe e Nadia Righi. L'esposizione presenta una cinquantina d'immagini in bianco e nero e a colori che catturano i volti di quell'umanità nascosta e invisibile che popola le strade delle grandi metropoli dell'Europa e degli Stati Uniti. Fotografo autodidatta, Jeffries inizia la sua carriera nel giorno prima della maratona di Londra del 2008, scattando una fotografia a una giovane ragazza senzatetto. Rimproverato per averlo fatto senza autorizzazione, Jeffries si ferma a parlare con lei, a interrogarla sul suo passato, a stabilire un contatto che andasse al di là della semplice curiosità per scavare nel profondo dell'animo della persona che aveva di fronte. Da allora inizia a interessarsi e a documentare le vite degli homeless, passando dai vicoli di Los Angeles fino alle zone più nascoste e pericolose delle città della Francia e dell'Italia. (gci)
I CAMPIONI DELLA PITTURA A BRESCIA E BERGAMO
Dal 21 gennaio fino all'11 giugno 2023, Palazzo Martinengo a Brescia accoglierà i capolavori dei più importanti maestri dell'arte attivi tra il Cinquecento e il Settecento a Brescia e Bergamo, nella mostra "Lotto, Romanino, Moretto, Ceruti. I campioni della pittura a Brescia e Bergamo", curata da Davide Dotti, organizzata dall'Associazione Amici di Palazzo Martinengo col patrocinio della Provincia di Brescia, del Comune di Brescia, del Comune di Bergamo e della Fondazione Provincia di Brescia Eventi. L'esposizione, che metterà in dialogo la cultura e la produzione artistica espressa dalle due città durante i quasi quattro secoli di dominazione veneziana, presenta una selezione di oltre ottanta capolavori provenienti da collezioni pubbliche e private sia italiane che estere: i lavori dei grandi maestri bresciani del Rinascimento quali Foppa, Moretto, Romanino, Savoldo e Gambara saranno messi a confronto con quelli dei bergamaschi Moroni, Palma il Vecchio, Cariani, Previtali e Lotto, per comprendere come il comune substrato culturale lombardo, ravvivato dalle novità proposte dai pittori veneziani (Bellini e Tiziano in primis), abbia dato vita a linguaggi espressivi in alcuni casi similari, in altri antitetici. La mostra è una delle più attese del programma per "Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023". (gci)





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