Parma è pronta a celebrare Roy Lichtenstein, uno dei maggiori interpreti dell'arte del XX secolo e un maestro della Pop Art: dall'11 febbraio al 18 giugno 2023, infatti, nella splendida cornice di Palazzo Tarasconi, si terrà la mostra "Roy Lichtenstein. Variazioni Pop", a cura di Gianni Mercurio. L'esposizione, patrocinata dal Comune di Parma e prodotta da GCR - General Service and Security con la direzione artistica di WeAreBeside, per l'ideazione di MADEINART, presenta i numerosi temi affrontati dal grande artista americano attraverso una selezione di oltre 50 opere. Troveranno spazio per l'occasione edizioni, serigrafie, sperimentazioni su metallo, tessuti e plastica oltre a fotografie e video provenienti da prestigiose collezioni europee e americane. La mostra, che apre l’anno che Palazzo Tarasconi dedicherà all’America e alla Pop Art, ripercorre l'intera carriera artistica di Lichtenstein a partire dagli '60, tra fumetti e pubblicità, passando per la natura morta, il paesaggio, l'astrazione, gli interni bidimensionali, fino alla serie dei nudi femminili. (gci)
"ARTI IN DIALOGO": A FIRENZE LE SCULTURE BAROCCHE DEL MUSEO GINORI
Le magnifiche sale di Palazzo Marucelli-Fenzi di Firenze, eccezionalmente aperte al pubblico per l'occasione, ospiteranno in tutta la loro bellezza le sculture tardo barocche del Museo Ginori di Sesto Fiorentino (FI) all'interno del percorso espositivo "Arti in dialogo. Echi tardo barocchi nelle sculture del Museo Ginori", curato da Cristiano Giometti (Università di Firenze), Andrea Di Lorenzo (Direttore del Museo Ginori) e Rita Balleri (Museo Ginori) e aperto dallo scorso 16 dicembre fino al 17 febbraio 2023. La mostra è organizzata dal Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS) dell’Università degli Studi di Firenze insieme al Museo Ginori, in collaborazione con la Direzione regionale Musei della Toscana e l’Opificio delle Pietre Dure, con il sostegno dell’associazione Amici di Doccia. L'esposizione mette a confronto i dipinti settecenteschi di Sebastiano Ricci e gli stucchi di Giovanni Baratta con le sculture realizzate o acquisite nel Settecento dalla Manifattura Ginori, grazie al collezionismo del suo fondatore Carlo Ginori. "L'occasione di vedere terracotte, cere e porcellane del Museo Ginori esposte e in colloquio con i bellissimi e sconosciuti ambienti settecenteschi di Palazzo Marucelli-Fenzi - ha dichiarato Stefano Casciu, direttore regionale Musei della Toscana - è imperdibile sia per ammirare la qualità e la bellezza delle opere acquistate o realizzate dalla Manifattura Ginori per volontà del Fondatore, il marchese Carlo Ginori, sia per scoprire uno dei contesti rococò più belli di Firenze, un gioiello che mi auguro possa presto tornare alla più ampia accessibilità del pubblico. Un bel lavoro di squadra tra Fondazione Ginori, Università di Firenze e Direzione regionale musei della Toscana, con ulteriori contributi dell’Opificio delle Pietre Dure e degli Amici di Doccia, nella comune volontà di restituire presto a tutti la splendida e ricchissima eredità della Manifattura Richard Ginori, patrimonio culturale nazionale". (gci)
MILANO CELEBRA IL LABORATORIO COLORZENITH
Rendere omaggio a uno storico laboratorio di stampa fotografica di Milano è l'obiettivo di "ColorZenith", mostra del l'artista multimediale e designer Luca Napoli a cura di Constant Dullaart, che dallo scorso 15 dicembre fino al 4 febbraio 2023 ha debuttato negli spazi milanesi di LUPO - Lorenzelli Projects. Il titolo della mostra, infatti, è un omaggio e un riconoscimento all'omonimo laboratorio milanese, luogo in cui le fotografie dell'artista vengono stampate e punto di riferimento milanese per la stampa fotografica ad alta risoluzione. Partendo dal precedente lavoro "tiedye.world", un sito web sperimentale nato tra il 2016 e il 2018, Luca Napoli ha realizzato una serie di stampe fotografiche cromogeniche (c-prints), ispirate alla modalità di visualizzazione Google street view, e dedicate alla manipolazione del paesaggio. La serie di Napoli è la versione pittorica delle immagini c-prints. (gci)
A TREVISO LE OPERE DI ANTONIO CARLINI
Antonio Carlini (Treviso, 1859 - 1945) deve la sua fama più alle sue azioni che alle sue opere, e per questo la mostra "Antonio Carlini (1859 - 1945). Il maestro di Arturo Martini" a cura di Fabrizio Malachin e Eleonora Drago si propone, dallo scorso 17 dicembre fino al 5 marzo 2023, di concentrare l'attenzione sullo scultore nella splendida cornice del Museo Civico Luigi Bailo di Treviso. Nonostante sia stato uno scultore prolifico e maestro di Arturo Martini, infatti, Carlini è noto e celebrato soprattutto per il suo pionieristico impegno nella tutela del patrimonio artistico. L'esposizione vuole rendergli onore unendo al Bailo per la prima volta più di 60 opere tra busti, altorilievi, medaglie, disegni e vasi in ceramica. Poco più che ventenne partecipò, nel 1883, assieme a Luigi Bailo, Augusto Serena e Girolamo Botter, al salvataggio del ciclo ad affresco con le "Storie di sant'Orsola" di Tomaso da Modena, oggi esposto nel Museo Santa Caterina, che rischiava di andar perduto per sempre con la demolizione della chiesa di Santa Margherita. Ad Antonio Carlini si deve poi l'ampia documentazione dell'"Urbs picta", ovvero Treviso: i suoi fogli, conservati presso la trevigiana Biblioteca “Giovanni Comisso”, realizzati su commissione del Bailo, consentono di conoscere la forma e i colori di molte facciate dipinte della città in epoca medioevale e rinascimentale. Decisivo, infine, fu il suo intervento per la protezione della Loggia dei Cavalieri. "Con Antonio Carlini inizia un percorso importante di valorizzazione di artisti che solo apparentemente possono essere considerati 'minori' ma che rappresentano invece eccellenze riconosciute, oltreché personaggi influenti nel panorama artistico della nostra Città - sottolineano il sindaco, Mario Conte, e l'assessore alle Politiche Culturali, Lavinia Colonna Preti - La mostra di Carlini è poi un viatico verso la grande mostra del 2023 dedicata ad Arturo Martini (30.03 - 31.07.2023), di cui Carlini fu maestro, formando un ideale trittico di mostre dedicato alla scultura tra ’800 e ‘900. Dopo Antonio Canova, è la volta del neocanoviano Carlini per giungere infine al moderno Arturo Martini. Un percorso progettato e realizzato internamente dal Comune con l’obiettivo di raccontare le nostre eccellenze, svelare i nostri tesori, emozionare i nostri visitatori. Grazie alla nuova programmazione di mostre al Museo Bailo avremo arte, bellezza e cultura nelle nostre sedi museali, 365 giorni all’anno". (gci)
ASTRATTISMO PROTAGONISTA A VERONA CON PIERO DORAZIO
Il colore è il protagonista indiscusso dello spazio e della forma nella mostra dedicata al pittore italiano Piero Dorazio, fra i massimi rappresentanti dell'astrattismo europeo, allestita dal 17 dicembre scorso fino al 30 aprile 2023 negli spazi espositivi della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti e della Galleria dello Scudo di Verona, sotto la curatela di Francesco Tedeschi e in collaborazione con l'Archivio Piero Dorazio, dal titolo "Piero Dorazio. La nuova pittura. Opere 1963 – 1968". L’esposizione mette in mostra una selezione di oltre trenta dipinti provenienti dagli eredi dell’artista e da collezioni pubbliche e private, che approfondiscono il percorso artistico dell'autore tra il 1963 e il 1968. In quel periodo, durante l’insegnamento alla University of Pennsylvania, Dorazio era al centro di un vivace confronto internazionale con l’ambiente culturale di New York, dove la sua ricerca era sostenuta e promossa dalla Marlborough-Gerson Gallery, attiva anche a Roma e a Londra. Nello stesso periodo consolida i rapporti con i protagonisti della scena artistica americana, da Barnett Newman a Helen Frankenthaler, passando per Ad Reinhardt, Franz Kline, Clyfford Still, Jules Olitsky e Kenneth Noland. (gci)





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