Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

''Le pene e il carcere''
di Stafano Anastasia

Libri
Ogni settimana uno scaffale diverso, ogni settimana sarà come entrare in una libreria virtuale per sfogliare un volume di cui si è sentito parlare o che incuriosisce. Lo "Speciale libri" illustra le novità delle principali case editrici nazionali e degli autori più amati, senza perdere di vista scrittori emergenti e realtà indipendenti. I generi spaziano dai saggi ai romanzi, dalle inchieste giornalistiche, alla storia e alle biografie.

''Le pene e il carcere'' <br> di Stafano Anastasia

"LE PENE E IL CARCERE" DI STEFANO ANASTASIA

 "C'è una difficoltà a riformare il sistema penitenziario, che ormai da trent'anni è attanagliato dai soliti problemi legati al sovraffollamento, alla crescita della popolazione detenuta, al fatto che al carcere si delegano una quantità di problemi sociali che dovrebbero essere altrimenti gestiti". Stefano Anastasia ha presentato il 16 febbraio il suo libro "Le pene e il carcere" (Mondadori) a Palazzo Giustiniani, ospite della vicepresidente del Senato Anna Rossomando. L'autore è ricercatore di sociologia del diritto nell’Università di Perugia e docente di criminologia presso Unitelma Sapienza, e tra i fondatori dell’associazione Antigone. "Un carcere umano e giusto - sottolinea - può essere un vantaggio per tutta la società: il carcere rappresenta i problemi che ha la nostra società, l'idea di poterli chiudere in cella non risolve i problemi sociali e di sicurezza. Invece fare i conti con i problemi del carcere significa fare i conti con quelli della società e forse offrire una speranza di rinnovamento per questo Paese". Tra i relatori Gianrico Carofiglio, scrittore ed ex magistrato: un ritorno a casa per lui, già senatore dal 2008 al 2013. "Il tema della giustizia penale, il tema dei delitti e delle pene è da sempre una questione centrale e nevralgica, dolorosa per le civiltà occidentali soprattutto - sottolinea Carofiglio - Di questi tempi In Italia, per molte ragioni non ultima il dibattito sul 41 Bis rinfocolato dalla vicenda Cospito, è di particolare attualità". "Però - aggiunge lo scrittore - io non vorrei che ci legassimo a uno specifico fatto, perché poi quando l'emergenza finisce si smette di concentrarsi sul problema. Noi abbiamo in questo Paese un problema molto serio di efficienza ed efficacia della giustizia penale: un problema che si affronta con una riforma epocale, che non so chi e quando possa farla, il cui primo fondamentale passaggio dovrebbe essere la riduzione al minimo dei reati puniti con la sanzione del carcere. Tutto il resto viene dopo: capire che la riduzione della libertà deve essere davvero una extrema ratio, per pochi reati particolarmente gravi e che bisogna sanzionare gli altri comportamenti illeciti in maniera diversa, è la premessa di tutto". Come si risponde a chi, di fronte al problema carceri, sostiene sbrigativamente di 'buttare la chiave'? Secondo Carofiglio così: "E' necessario inserire il ragionamento laico sui temi del carcere, dei delitti e delle pene in un quadro più ampio di sfida ai populismi: 'buttiamo le chiavi' è una frase del peggior populismo, è un tentativo di rassicurare l'ansia delle persone con un non rimedio che però sembra un rimedio: ovviamente buttare le chiavi, e anche conservarle da qualche parte non serve a nulla. Serve avere delle chiavi che funzionano molto bene le volte in cui è necessario aprire e richiudere le porte e le volte in cui bisogna semplicemente appenderle per usare strumenti diversi". A fare gli onori di casa la senatrice dem Rossomando, componente della commissione Giustizia di Palazzo Madama, secondo cui quello delle pene e del carcere "è un tema attualissimo e da sempre scomodo, che è stato sempre ma è diventato ancora di più terreno di scontro, su cui la politica ormai ha un approccio alla ricerca del consenso. Invece dalle nostre carceri, come non si è detto mai abbastanza, si misura la civiltà di un paese. Si tratta di un tema su cui si misura anche l'approccio vero alla sicurezza dei cittadini". "Il libro di Stefano Anastasia - conclude - mette in luce un tema quanto mai nuovo e moderno: non solo la funzione rieducativa della pena ma anche l'universalità dei diritti umani, che non possono stare fuori dalle porte del carcere".

.. 

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

archivio

DALLE COMUNITA’
ITALIANE NEL MONDO

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola

Speciali per l'estero