Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

salute

I progressi della lotta contro i tumori e l’importanza della diagnosi precoce

Il passaggio da un approccio solamente curativo del cancro a uno preventivo risale al 1981, quando due importanti epidemiologi, Richard Doll e Richard Peto, pubblicarono il primo elenco scientificamente controllato dei principali fattori di rischio che determinano la comparsa di un cancro.


Tra questi, è comparso il fumo di sigaretta, naturalmente, l’alimentazione e altre cause come virus, ormoni e radiazioni. Oggi, nella maggior parte dei casi, il rischio individuale di contrarre la malattia è dato dalla combinazione di questi diversi fattori, oltre che dalla dotazione genetica: inoltre, le misure di prevenzione non sono limitate solo alle fasi che precedono l’insorgenza della malattia, ma possono essere applicate anche quando la malattia è già presente. Secondo il rapporto “Global Cancer Statistics 2020”, prodotto dall’American Cancer Society e dall’International Agency for Research on Cancer, nell’ultimo anno i nuovi casi di tumore nel mondo sono stati circa 19,3 milioni e i decessi legati alla malattia circa 10 milioni. Inoltre, dal report è emerso come il tumore al seno detenga sia la forma di cancro più frequentemente diagnosticato, primato originariamente occupato dalla neoplasia ai polmoni. Con 2,3 milioni di nuovi casi stimati nel 2020, il tumore mammario nelle donne rappresenta infatti l’11,7% delle nuove diagnosi. In occasione della celebrazione della Festa Internazionale della Donna, lo scorso 8 marzo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inaugurato la “Global Breast Cancer Initiative”, il cui obiettivo è ridurre la mortalità globale per cancro al seno del 2,5% all’anno fino al 2040, scongiurando così circa 2,5 milioni di decessi: un ulteriore sforzo di collaborazione, questo, in cui “partner globali, esperti e altre organizzazioni saranno convocati per mappare le attività esistenti, sviluppare tabelle di marcia e istituire gruppi di lavoro multisettoriali per affrontare la promozione della salute e la diagnosi precoce, la diagnosi tempestiva del cancro al seno e le cure di supporto”, ha affermato Ben Anderson, a capo del lavoro sulla nuova iniziativa presso l’OMS. “La richiesta di un approccio globale, e che riunisca le migliori competenze sul controllo del cancro al seno di tutto il mondo, è alta, così come l’entusiasmo per ciò che può essere ottenuto”, ha concluso Anderson. In seguito al crescente riconoscimento del cancro al seno come priorità di salute pubblica negli ultimi decenni, l’OMS, attraverso questa l’iniziativa e lavorando all’unisono con altre agenzie delle Nazioni Unite e organizzazioni partner, intende fornire indicazioni ai governi su come rafforzare i sistemi per la diagnosi e il trattamento del cancro al seno il quale, a sua volta, potrebbe portare a migliori capacità nella cura di altri tipi di cancro.

(© 9Colonne - citare la fonte)