Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Le Avanguardie del '900 protagoniste a Pisa

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

I capolavori delle Avanguardie del ‘900 sono i protagonisti della mostra d’autunno di Palazzo Blu a Pisa, dal 28 settembre al 7 aprile 2024, una straordinaria sequenza di dipinti e sculture provenienti dalle raccolte del Philadelphia Museum of Art, centro museale ed espositivo tra i più importanti e riconosciuti a livello internazionale. La mostra “Le Avanguardie. Capolavori dal Philadelphia Museum of Art”, a cura di Matthew Affron, curatore del Philadelphia Museum of Art, con la consulenza scientifica dello storico dell’arte Stefano Zuffi, sarà un’occasione unica per ammirare alcuni punti di riferimento assoluti dell’arte europea dei primi decenni del ‘900, come Chagall, Dalì, Duchamp, Kandinsky, Mirò e Picasso. E ancora Matisse, Mondrian, Klee, Ernst e Gris, artisti che non sono mai stati esposti nel palazzo d’arte che si affaccia sul Lungarno. L’esposizione, prodotta e organizzata da Fondazione Palazzo Blu e MondoMostre, con il contributo di Fondazione Pisa, sarà un’occasione unica per ripercorrere alcuni dei momenti salienti del “secolo breve”, in dialogo con la sensibilità verso la storia internazionale che caratterizza da diversi anni le iniziative di Palazzo Blu Arte e Cultura. Il Philadelphia Museum of Art vanta collezioni di fama mondiale e mostre riconosciute a livello internazionale dove le opere delle Avanguardie europee hanno una presenza particolarmente densa e significativa. Il merito è dei collezionisti, sotto la cui direzione il Philadelphia Museum of Art ha continuato a crescere per tutto il XX secolo, soprattutto durante i 30 anni di direzione di Fiske Kimball. Lo stesso Marcel Duchamp, incaricato di effettuare un'indagine sui principali musei nordamericani per individuare la migliore collocazione per l'arte del XX secolo, scelse il Philadelphia Museum of Art come sede più appropriata. L’apertura della mostra coincide anche con la conclusione di un intervento di riqualificazione e rinnovamento degli spazi a Palazzo Blu, intervento che ha riguardato l’illuminazione e gli impianti dello storico edificio affacciato sull’Arno. (gci)

A BARGA (LU) TRA LE OPERE DI CIRO PALUMBO E LE POESIE DI PASCOLI

Tra arte e poesia nei rinnovati ambienti della Casa Museo Giovanni Pascoli di Castelvecchio Pascoli a Barga (LU), futura sede del Centro Studi pascoliano: dallo scorso 5 agosto fino al 17 settembre sarà ospitata la mostra “Ut pictura poësis. Dialoghi tra Ciro Palumbo e Giovanni Pascoli”, curata da Lucia Morelli con un testo introduttivo di Giovanni Faccenda. L'esposizione, organizzata da Bernabò Home Gallery con il contributo di Fondazione Giovanni Pascoli e Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e il patrocinio del Consiglio Regionale della Toscana e del Comune di Barga, presenta opere inedite di Ciro Palumbo (Zurigo, 1965), artista romantico, poeta visionario, pittore onirico. Il titolo della mostra evidenzia il rapporto di stretta interdipendenza tra le arti, in questo caso tra la pittura di Ciro Palumbo e la poesia di Giovanni Pascoli, giunto a Castelvecchio nel 1895. Nella campagna barghigiana, celebrata nei Canti di Castelvecchio, Pascoli trovò infatti un nuovo rifugio della poesia e dell'anima. Il percorso espositivo comprende oltre venti opere ad olio su tela, tutte realizzate per l'occasione e datate 2023, che affrontano alcuni dei temi più cari al poeta, come la natura, il nido, il fanciullino e il rapporto con la classicità. A completare la mostra, due opere ad olio su carta, una delle quali espressamente dedicata ai Tetti di Barga. Catalogo disponibile in mostra con testi istituzionali di Antonio Mazzeo, Caterina Campani e Alessandro Adami, rispettivamente presidente del Consiglio Regionale della Toscana, sindaco del Comune di Barga e presidente della Fondazione Giovanni Pascoli, e note critiche di Giovanni Faccenda, Lucia Morelli e Laura Piangerelli. “Nel dialogo tra le parti - spiega la curatrice Lucia Morelli - esce l'attitudine alla contemplazione, che per Palumbo significa una pittura lenta, portata avanti per velature, fatta di appunti di memoria e di parole che generano immagini”. “Ut pictura poësis: il titolo della mostra che Ciro Palumbo offre a Casa Pascoli ci parla di un passaggio dalla poesia alla pittura quasi naturale, di un incontro e un dialogo in cui i versi di Giovanni Pascoli si confrontano vivacemente coi dipinti di Palumbo”, scrive Adami. “La pittura di Ciro Palumbo - si legge nel testo introduttivo di Faccenda - è permeata di suggestioni arcane, riverberi edenici, imminenze enigmatiche. La natura più leggiadra, al pari di ermetici interni domestici, è teatro di apparizioni ora metafisiche ora surreali, nel misterioso evolversi di un racconto dal finale mai scontato”. “Così come Pascoli è riuscito ad andare al di là della lingua, per trasmettere nei suoi versi l'impalpabile, la sensazione del mistero - aggiunge Laura Piangerelli, titolare di Bernabò Home Gallery - anche Palumbo, ispirato dai versi del poeta e suggestionato dalle figure retoriche che le parole suscitavano in lui, ha dato vita ad un proprio alfabeto pittorico”. (gci)

ALLA SCOPERTA DI ANDY WARHOL A MANTOVA

Alla scoperta del mondo di Andy Warhol a Mantova: dal 3 al 28 settembre la Galleria MAD di Lucia Quasimodo ospiterà “Warhol’s World”, una mostra che conduce non solo all’estetica dell’artista ma che indaga anche la sua filosofia di vita fatta cultura alta mescolata con quella popolare. L’esposizione, nata da un’idea di Lucia Quasimodo, è a cura di Massimo Pirotti e Sergio Zanichelli, col patrocinio del Comune di Mantova, con media Partner Massimiliano Sbrescia e MaterManto e come sponsor Ottica Fielmann Mantova e Caseificio Sociale La Motta Rodigo (Mantova). Oltre alle opere iconiche che lo hanno reso celebre, saranno esposte anche fotografie originali inedite di lui nella sua “Factory” negli anni Sessanta e della sua visita a Roma nel 1977. La mostra, inoltre, sarà scandita anche da strumenti che l’artista utilizzava per la realizzazione delle sue opere o che facevano parte della sua collezione di oggetti che amava raccogliere in maniera compulsiva. Il vissuto di Warhol è una costante performance artistica, in cui le sue icone non sono quelle religiose ma quelle del consumismo di un periodo storico fatto di prodotti seriali che chiunque può permettersi. La Coca-Cola la beve il presidente degli Stati Uniti, la star del cinema, ma anche il barbone o la persona comune, ed è sempre quella, uguale per tutti. Il pensiero di Andy Warhol era incentrato sulla critica e sulla celebrazione della cultura di massa, della celebrità e dell'immagine. La sua prospettiva innovativa ha lasciato un'impronta duratura nell'arte contemporanea e ha aperto nuove strade creative per le generazioni successive di artisti. Credeva che la fama e la superficialità fossero diventate valori predominanti nella società moderna, e ciò si rifletteva nei suoi ritratti delle star e nelle sue opere che celebravano icone popolari come le lattine di zuppa Campbell. (gci)

PROROGATA AL 9 OTTOBRE “LAM ET LES MAGICIENS DE LA MER” A SAVONA

Grazie all’interesse riscosso, l’esposizione “Lam et les Magiciens de la Mer. Totem, figure e segni primordiali nella ceramica di Albisola tra gli anni ’50 e ’70”, al Museo della Ceramica di Savona, è prorogata fino al 9 ottobre. Fino al 10 settembre, inoltre, sarà ancora possibile visitare la sezione della mostra allestita al Centro Esposizioni MuDA di Albissola Marina (SV). L’esposizione è un progetto curato Luca Bochicchio, Stella Cattaneo e Daniele Panucci, promosso dalla Fondazione Museo della Ceramica di Savona e dal Comune di Albissola Marina, con il sostegno della Fondazione De Mari, il contributo scientifico dell’Estate Lam e i patrocini del Museo Nacional de la Cerámica Contemporánea Cubana, del Oficina del Historiador, e dei Comuni di Savona e Albisola Superiore. La prima retrospettiva italiana dedicata all’opera in ceramica di Wifredo Lam affianca il lavoro dell’artista cubano a quello di altri protagonisti che tra gli anni ’50 e ’70 hanno scelto il territorio tra Savona e le Albisole come teatro di sperimentazione: Lucio Fontana, Enrico Baj, Giuseppe Capogrossi, Roberto Crippa, Asger Jorn, Maria Papa Rostkowska ed Eva Sorensen. Sono oltre 70 le opere esposte, molte delle quali inedite: piatti, vasi, sculture e pannelli, provenienti dai musei di Savona e di Albisola, da gallerie, collezioni, archivi privati e dal Wifredo Lam Estate di Parigi. L’allestimento è strutturato secondo quattro itinerari tematici ispirati ai macro-temi Totem, Animali, Metamorfosi e Segni, mentre gli approfondimenti sono affidati al corposo catalogo edito da Electa. Il racconto, privato e professionale, della vita di Lam è riassunto in un emozionante video che accoglie il visitatore all’ingresso del museo savonese, prestito della Tate Modern di Londra. Wifredo Lam (Sagua la Grande, 1902 - Parigi, 1982) è stato un artista “globale molto prima che il mondo fosse globalizzato”. Ha ideato un linguaggio sincretico in cui ha fuso modernità europea, influenze surrealiste, cultura afrocubana e rimandi tropicali. Viaggiatore instancabile, ha eletto Albissola Marina a suo rifugio stabile all’inizio degli anni Sessanta, periodo in cui la cittadina si stava trasformando in un effervescente laboratorio internazionale, capace di innestare l’arte contemporanea su una tradizione ceramica secolare. Il titolo evocativo della mostra ligure, “Lam et les Magiciens de la Mer”, richiama volutamente l’esposizione “Magiciens de la Terre” tenutasi al Centre Pompidou di Parigi nel 1989. Il progetto parigino era nato per coinvolgere artisti dei cinque continenti, sfidando la presunta supremazia culturale occidentale, attraverso il confronto con soggetti solitamente esclusi dal circuito istituzionale dell’arte. (gci)

"LEGACY": A ROMA GLI SCATTI ICONICI DI HELMUT NEWTON

Il Museo dell’Ara Pacis di Roma ospiterà dal 6 ottobre al 3 marzo 2024 l’ampia retrospettiva “Helmut Newton. Legacy”, ideata in occasione del centesimo anniversario della nascita del fotografo (Berlino, 1920 - Los Angeles, 2004) e posticipata a causa della pandemia. L’esposizione, attraverso circa 250 fotografie, riviste e documenti vuole raccontare con un nuovo sguardo l’unicità, lo stile e il lato provocatorio del fotografo. L’esposizione, curata da Matthias Harder, direttore della Helmut Newton Foundation, e da Denis Curti, direttore artistico de Le Stanze della Fotografia di Venezia, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Marsilio Arte, organizzata da Zètema Progetto Cultura e Marsilio Arte, in collaborazione con la Helmut Newton Foundation di Berlino. Media Partner: La Repubblica, Rai Cultura, Rai Pubblica Utilità. Radio ufficiale: Radio Monte Carlo. Il catalogo è pubblicato da Taschen. Il percorso espositivo ripercorre l’intera carriera di uno dei fotografi più amati e discussi di tutti i tempi: accanto agli scatti che hanno fatto la storia, apparsi nelle più importanti copertine di fashion magazine, un corpus di scatti inediti svela aspetti meno noti dell’opera di Newton. Un focus specifico è dedicato ai servizi di moda considerati all’epoca rivoluzionari, come la serie ispirata ai film di Alfred Hitchcock, Francois Truffaut e Federico Fellini. Stampe a contatto, pubblicazioni speciali e materiali d’archivio, inoltre, permettono al visitatore di entrare nel cuore del processo creativo di Helmut Newton. I capitoli cronologici raccontano le diverse fasi della vita e della carriera del fotografo, dagli esordi fino agli ultimi anni di produzione, con immagini diventate parte della memoria visiva e collettiva, come la serie Big Nudes. Fino all’ultimo, Newton ha continuato a incantare e a provocare il pubblico con un complesso lavoro sulla femminilità, sfidando per oltre sei decenni ogni tentativo di categorizzazione della donna. Le protagoniste dei suoi scatti sono soggetti che hanno piena consapevolezza del proprio corpo, sottile ironia e un atteggiamento di sfida nei confronti dell’altro, senza mai cadere nella volgarità o nella banalità. L’esposizione si snoda a partire dagli anni Quaranta in Australia per poi proseguire negli anni Cinquanta in Europa, nei Sessanta in Francia, nei Settanta negli Stati Uniti e negli Ottanta tra Monte Carlo e Los Angeles, fino ad arrivare ai numerosi servizi in giro per il mondo degli anni Novanta e all’ultimo periodo della sua carriera. Lo spazio museale dell'Ara Pacis ospiterà in esclusiva anche una decina di immagini di shooting che Newton scattò proprio a Roma, non presentate nelle esposizioni precedenti. Si tratta di scatti di moda che il fotografo realizzò, creando quelle atmosfere effimere ed intense che soltanto lui riusciva a evocare, unendo il fascino della Capitale a quello dei soggetti, scelti per incarnare le sue visioni. In continuità con le esperienze fatte in occasione delle ultime mostre e rinnovando l’impegno della Sovrintendenza Capitolina per l'accessibilità, la mostra è progettata per essere fruibile dal più ampio pubblico possibile grazie alla collaborazione con Rai Pubblica Utilità e Rai Cultura, con il Dipartimento Politiche sociali e Salute - Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale e Cooperativa Segni d’Integrazione - Lazio e con Radici Società Cooperativa Sociale. (gci)

PROROGATA AL 17 SETTEMBRE LA PERSONALE DI ANTONIO VIOLETTA AL MIC FAENZA (RA)

Prorogata al 17 settembre la personale dedicata ad Antonio Violetta allestita nella Project Room del MIC Faenza (RA) che doveva chiudere il 20 di agosto. La personale dedicata all’artista crotonese espone alcuni dei suoi ultimi lavori, tra cui l’opera “Pagina”, 1984, terracotta e grafite, che l’artista ha gentilmente donato al MIC. L’artista, attivo fin dal 1975, divide la sua carriera in due cicli di produzione plastica in ceramica “Pagine” (1984-1989) e successivamente “Torsi” (2008-2019). Un percorso che lo ha portato dalla figurazione all’astrazione e poi ad unire le due poetiche sotto l’analisi del significato del gesto. Violetta si è distinto nel panorama contemporaneo dell’arte europea, divenendo uno degli scultori più significativi della fine del Novecento, grazie anche alla sua presenza a Documenta Kassel su invito di Germano Celant nel 1982 e la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1986. Nato nel 1953 a Crotone, si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, città dove tuttora vive e lavora. Il suo percorso artistico si caratterizza da uno studio e una riflessione sulla superficie materica nell’ambiente e nello spazio. Il 1994 segna una svolta nell’attività artistica di Violetta: la figura umana – personaggi reali, tratti dalla storia o dalla mitologia – diventano i protagonisti della ricerca plastica che procede soprattutto attraverso l’uso della terracotta. Ha esposto in importanti mostre collettive e personali: Documenta 7, Kassel; 42a Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia; Quadriennale di Roma; Prospect di Francoforte. Ha tenuto personali in musei italiani e stranieri e in numerose gallerie. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private. Ha installato sculture permanenti in Italia e in Giappone. (gci)

NELLA FOTO. Dettaglio di: Vasily Kandinsky, Circles in a Circle, 1923, oil on canvas, 98.7 x 95.6 cm, Philadelphia Museum of Art, © Courtesy of the Philadelphia Museum of Art

(© 9Colonne - citare la fonte)